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Nel 2026, le auto non saranno più semplici mezzi di trasporto, ma veri e propri gioielli tecnologici che richiederanno ai piloti un approccio completamente nuovo alla guida. La crescente spinta elettrica e l’evoluzione delle tecnologie di gestione dell’energia cambieranno radicalmente il modo in cui si affronta ogni curva e rettilineo. Si prevede un viaggio nel futuro della guida.
La potenza elettrica e la gestione dell’energia
Uno degli aspetti più rivoluzionari delle auto del 2026 è l’aumento della potenza elettrica, che si attesta intorno ai 350 kW. Questo cambiamento implica che i piloti devono imparare a gestire non solo la potenza termica, ma anche quella elettrica. La semplice accelerazione non sarà più sufficiente; i piloti dovranno saper caricare e scaricare l’energia al momento giusto per massimizzare le prestazioni.
Il concetto di “lift and coast”
Una delle tecniche fondamentali sarà il “lift and coast”, che prevede di alzare il piede dall’acceleratore prima di arrivare al punto di frenata. Questo non solo consente di ricaricare la batteria, ma aiuta anche a raffreddare i freni, preparandoli per la successiva accelerazione. Percorrendo il rettilineo di Monza, dosando la potenza, sarà possibile affrontare la Variante con una marcia in più, avendo energia sufficiente per difendersi in uscita.
Turbo lag e la nuova danza della guida
Un altro aspetto cruciale sarà il turbo lag, che si farà sentire in modo più evidente senza la MGU-H. I piloti dovranno quindi adattarsi a questa nuova realtà, imparando a anticipare l’acceleratore per mantenere il motore in una zona operativa ottimale. Sarà una vera e propria danza tra potenza elettrica e termica, dove ogni movimento dovrà essere calcolato con precisione.
La gestione dei freni in condizioni estreme
I freni in carbonio, sebbene performanti, presentano una finestra di temperatura molto ristretta. Per funzionare al meglio, devono trovarsi tra i 400 e i 1000 °C. Con l’aumento del recupero energetico in frenata, il pilota dovrà adattarsi a carichi variabili in ogni curva. Su piste come Singapore, dove le frenate sono frequenti, la gestione diventa fondamentale: sarà necessario modificare lo stile di guida e calibrare le modalità di ingresso in curva per evitare il surriscaldamento.
Un nuovo paradigma nella guida
Nel 2026, il pilota non guiderà più un’unica auto, ma due vetture sovrapposte: una termica e una elettrica. L’abilità sta nell’armonizzare i due mondi per ottenere prestazioni ottimali. Ogni decisione presa, anche quelle che sembrano insignificanti, avrà un impatto sulla velocità e sull’efficacia in pista. Sarà una sfida costante dove la continuità e l’attenzione ai dettagli faranno la differenza.
L’approccio della guida nel 2026 richiederà una maggiore precisione e sensibilità da parte dei piloti. Ogni azione sarà un equilibrio delicato tra reazioni meccaniche ed elettriche. La trasformazione del gesto del guidare in un contesto dove ogni manovra avrà molteplici conseguenze rappresenta una sfida attuale nel mondo automobilistico.

