Alle prime ore di questa mattina, un improvviso blackout ha colpito uno dei data center di Google Cloud situato a Londra, nella zona tecnica denominata europe-west2-b. L’interruzione dell’alimentazione elettrica ha generato un blocco quasi simultaneo di migliaia di servizi ospitati nella piattaforma, interessando utenti e aziende dislocate in tutta l’Europa e nella Svizzera. In pochi minuti, le segnalazioni di malfunzionamento sono esplose, passando da difficoltà nell’accesso a account bancari a problemi con applicazioni di mobilità. Google ha comunicato che il guasto è stato tecnicamente risolto, ma il ripristino completo dei carichi di lavoro è previsto entro il pomeriggio, lasciando un’intera fascia di utenti in attesa di riconnettersi.
La catena di effetti è stata rapida: piattaforme di pagamento, sistemi di gestione dei veicoli connessi e persino servizi giudiziari hanno dovuto fronteggiare una perdita di connettività. L’incidente ha messo in luce la dipendenza crescente delle infrastrutture digitali da pochi fornitori di cloud, dove un singolo punto di rottura può trasformarsi in un’emergenza continentale. Le autorità di diversi Paesi stanno ora valutando se le attuali norme in materia di continuità operativa siano sufficienti a garantire la sicurezza dei cittadini, soprattutto in settori considerati “critici” come la finanza e la mobilità elettrica.
Impatto sui servizi finanziari: il caso Revolut e le banche europee
Tra le realtà più colpite spicca Revolut la banca digitale che ha visto molti dei propri utenti italiani impossibilitati a effettuare operazioni di pagamento, bonifici e prelievi. L’azienda ha rassicurato la clientela con la dichiarazione che i fondi e i dati di tutti i clienti sono al sicuro ma il malfunzionamento ha comunque causato notevoli disagi, soprattutto per chi si affida esclusivamente a metodi di pagamento digitali. Anche altre istituzioni, come la banca britannica Halifax hanno riportato difficoltà nell’uso delle rispettive app di internet banking, evidenziando una vulnerabilità sistemica legata al modello di affidamento quasi totale a servizi cloud esterni.
Richieste di indennizzo da parte di Adusbef
Il presidente di Adusbef Antonio Tanza, ha pubblicamente lamentato i danni subiti dagli utenti italiani di Revolut, definendo il blackout un “disservizio grave” che ha impedito acquisti, trasferimenti e prelievi di contante. Tanza ha richiesto alla banca di prevedere un indennizzo automatico per tutti i clienti italiani coinvolti, sottolineando l’urgenza di adottare misure compensative in presenza di interruzioni che compromettono attività quotidiane tanto vitali quanto la gestione della liquidità personale.
Rischi per la mobilità connessa: come il blackout può fermare le auto intelligenti
Le vetture moderne dotate di connettività online dipendono da servizi remoti per gestire funzioni come il controllo a distanza delle porte, l’attivazione della climatizzazione, la consultazione dello stato di carica della batteria o del livello di carburante, e la ricezione di aggiornamenti sul traffico in tempo reale. Quando il cloud di Google si è interrotto, queste capacità hanno subito interruzioni temporanee, lasciando gli automobilisti senza la possibilità di verificare lo stato del veicolo o di usufruire di servizi di ricarica e pagamento delle stazioni di servizio tramite app di terze parti.
Pagamenti self-service e ricariche in standstill
In pratica, la mancanza di connettività ha reso difficoltoso pagare carburante presso le pompe self-service, avviare la ricarica presso le colonnine pubbliche o saldare il parcheggio attraverso applicazioni digitali, poiché le piattaforme di pagamento si sono trovate anch’esse offline. Gli automobilisti hanno dovuto ricorrere a metodi tradizionali – carte fisiche o contanti – laddove disponibili, ma molte infrastrutture moderne non offrono ancora questa alternativa, evidenziando un gap di resilienza nella progettazione dei sistemi di mobilità connessa.
L’intero episodio mette in evidenza la necessità di sviluppare architetture più distribuite e di implementare soluzioni di ridondanza tra diversi provider cloud, al fine di garantire la continuità di servizi considerati ormai essenziali. Investimenti in sistemi di emergenza, piani di continuità operativa testati e una maggiore attenzione normativa – come il regolamento europeo DORA per il settore finanziario – potrebbero ridurre l’impatto di futuri blackout. Solo così sarà possibile assicurare che banche, fintech e auto connesse possano operare in modo sicuro, anche di fronte a problemi apparentemente banali come una temporanea perdita di corrente elettrica.
