La scena si apre in una sala d’asta famosa: Mecum Auctions era il palcoscenico dove una Ferrari 250 GTO del 1962, nota come Bianco Speciale, è stata aggiudicata per 38,5 milioni di dollari compresi i diritti d’asta. L’acquirente, l’imprenditore e collezionista David Lee (legato al gruppo di gioiellerie Hing Wa Lee), ha condotto l’operazione da remoto con l’assistenza del suo uomo di fiducia, Kevin Cohen. In sostanza si è trattato di una lotta estrema di rilanci, con l’emozione tipica di una competizione sportiva e l’adrenalina di chi ricerca pezzi unici.
Questa vettura non è una semplice icona cromatica: rappresenta un raro incrocio tra storia agonistica e conservazione meccanica. Per molti appassionati la 250 GTO è oltre il desiderio, è una leggenda che pochi possono realmente possedere. La scelta di Lee di intervenire all’asta e di spendere una cifra così consistente evidenzia una strategia che unisce passione, investimento e una volontà evidente di non relegare l’auto a un silenzioso museo privato.
L’asta e i protagonisti
L’evento si è svolto con ritmi serrati: i rilanci hanno percorso velocemente le decine di milioni, passando per offerte a 33, 34 e 34,5 milioni fino al martelletto che ha segnato 35 milioni, poi trasformati in 38,5 milioni di dollari una volta aggiunti i diritti. La dinamica ha visto Kevin Cohen coordinare i rilanci mentre David Lee seguiva la partita lontano dalla sala, in una stanza silenziosa, per evitare distrazioni. L’atmosfera è stata paragonata a un match di arti marziali miste per la tensione e la concentrazione: ogni offerta poteva rivelarsi decisiva e la platea ha seguito con attenzione ogni passaggio.
I numeri e la dinamica dei rilanci
I passaggi di cifra sono significativi per chi analizza il mercato delle auto d’epoca: un martelletto sul valore base può trasformare la valutazione in modo repentino. La 250 GTO del 1962 in versione Bianco Speciale non era la tipica GTO rossa e questo l’ha resa ancora più appetibile per collezionisti alla ricerca di rarità cromatiche e provenance particolari. L’offerta finale comprendeva i diritti d’asta, elemento che spesso aumenta il valore nominale e testimonia la volontà dell’acquirente di assicurarsi il veicolo a ogni costo.
Originalità e perché conta
Il motivo principale che ha spinto Lee a pagare quella cifra è la originalità dell’esemplare: la vettura è stata mantenuta nel tempo e non è stata smontata e ricostruita completamente. La distinzione tra mantenuta e restaurata è cruciale nel mondo delle auto d’epoca: una macchina mantenuta conserva componenti e tracce d’uso autentiche, mentre una vettura restaurata può avere parti rimpiazzate e una storia tecnica ricomposta. In questo caso la GTO ha ancora volanti e dettagli originari, elemento che per molti collezionisti vale quanto il motore stesso.
Motore, pedigree e certificazioni
Sotto il cofano pulsa un motore certificato Ferrari Classiche, garanzia di autenticità secondo i registri ufficiali, mentre in una cassa separata viaggia il motore originale nella configurazione da competizione. Questa doppia versione — un’unità certificata per la circolazione e un blocco preparato per le corse — mette a disposizione del proprietario sia la possibilità di esporre un motore conforme sia l’opzione di farla correre in pista. Il cuore della vettura è un V12 che mantiene il carattere e il suono tipico delle Ferrari d’epoca.
Un destino da mostrare, non da nascondere
Forse la notizia più interessante non è il prezzo, ma la volontà dichiarata di Lee: egli intende mostrare e guidare la GTO, portandola a raduni, concorsi d’eleganza e uscite pubbliche invece di rinchiuderla in un caveau. Questa scelta rompe la regola non scritta di molti super-collezionisti, che spesso conservano questi gioielli in silenzio. Lee ha anche richiamato un ricordo personale significativo legato alla sua attività commerciale: la conquista di essere riconosciuto come rivenditore autorizzato per alcuni marchi, un momento che ha segnato la sua carriera e che spiega la determinazione con cui ha affrontato l’asta.
In definitiva, l’operazione non riguarda solo un investimento finanziario: è la manifestazione di una filosofia che privilegia l’uso e la condivisione di un pezzo di storia automobilistica. La Ferrari 250 GTO Bianco Speciale continuerà a raccontare la sua storia sia attraverso il ruggito del suo V12 sia nelle file degli appassionati che avranno la fortuna di vederla dal vivo.

