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Il management che per oltre trent’anni ha governato il mondo della velocità a due ruote vive una svolta epocale. Il 10 febbraio 2026 è stato registrato ufficialmente il cambiamento di denominazione da Dorna Sports a MotoGP Sport Entertainment SL, un passo formale che riflette però una ristrutturazione ben più ampia innescata dall’ingresso di Liberty Media come azionista di maggioranza.
Questo passaggio non riguarda solo il logo o la carta intestata: dietro la nuova ragione sociale si nascondono aggiornamenti nella governance, revoche di incarichi e nomine che mirano a ripensare il modo in cui il campionato mondiale viene gestito e promosso. La trasformazione porta con sé l’obiettivo dichiarato di avvicinare il Motomondiale a dinamiche di sport entertainment sempre più integrate con i media moderni.
Il cambio di nome e il contesto dell’acquisizione
La modifica ufficiale della denominazione è stata depositata presso il Registro Mercantil spagnolo: MotoGP Sport Entertainment SL diventa così la nuova intestazione della società che cura i diritti commerciali, televisivi e organizzativi del mondiale. Questo atto arriva sulla scia dell’operazione finanziaria che ha visto Liberty Media acquisire l’84% del capitale di Dorna, un’operazione comunicata e formalizzata pubblicamente nei mesi precedenti, con un impatto che gli osservatori descrivono come il più rilevante nella storia recente del motociclismo internazionale.
Perché il nome conta
Un cambio di denominazione è spesso simbolico: in questo caso la nuova sigla punta a enfatizzare la doppia anima del prodotto, quella sportiva e quella di intrattenimento. L’intenzione è di coniugare l’esperienza in pista con strategie mediatiche, sponsorizzazioni e format pensati per il pubblico globale, in linea con le pratiche già adottate in altri grandi campionati gestiti da gruppi internazionali.
Riorganizzazione dei vertici e figure chiave
Il rinnovamento coinvolge la composizione del consiglio e dei ruoli esecutivi. In questo nuovo assetto rimangono figure di consolidata esperienza: Carmelo Ezpeleta confermato come amministratore delegato, ruolo che occupa dal 1998, e Enrique Aldama nel ruolo di direttore finanziario. Accanto a loro, la presidenza passa da William Nicholas Jackson a Charles Gordon Carey, chiamato a guidare la transizione verso il modello voluto da Liberty Media.
Contestualmente sono state formalizzate revoche di deleghe per alcuni dirigenti, tra i quali Pablo González Mosqueira, Juan Sánchez Alférez e Pablo Matesanz Rodríguez, mentre nuovi nomi sono stati inseriti in ruoli di vice e segreteria, tra cui Martin Edward Patterson, Idelfonso Polo del Mármol e Oriol Abad Vela. Questi movimenti mostrano una volontà di aggiornare l’organigramma pur mantenendo continuità operativa dove ritenuto strategico.
Conferme e uscite
La scelta di mantenere persone come Ezpeleta punta a garantire stabilità: la memoria storica della gestione Dorna è considerata un valore durante la fase di transizione. Al tempo stesso le uscite e le nomine sono indicatori della direzione strategica che la nuova proprietà intende imprimere al progetto sportivo e commerciale.
Impatti pratici sul campionato e prospettive
Sul piano pratico, il rebranding non si è limitato al nome: è già stato presentato un nuovo logo del campionato, pensato per comunicare dinamismo e modernità. L’elemento grafico sostituisce la tradizionale bandiera a scacchi con segni stilizzati che richiamano moto e movimento, una scelta in linea con il desiderio di aggiornare l’identità visiva del prodotto.
L’obiettivo dichiarato è trasformare il format del mondiale per migliorarne l’appeal multimediale, attrarre nuove sponsorizzazioni e sviluppare piattaforme di contenuto che consentano al pubblico globale di vivere la MotoGP oltre la singola gara. Questo approccio integra tecniche di produzione audiovisiva, strategie social e partnership commerciali pensate per allargare l’audience.
Un’evoluzione, non una rottura
Pur segnando la chiusura di un’era, la transizione verso MotoGP Sport Entertainment SL è stata costruita per conservare elementi fondamentali dell’impianto gestionale: la continuità operativa, la salvaguardia dei rapporti con team e promotor locali e la tutela dei diritti tv restano prioritarie. La speranza degli stakeholder è di conciliare l’esperienza consolidata con nuovi modelli di crescita, senza perdere l’identità sportiva che ha reso il mondiale di motovelocità unico.
Nel complesso, il cambiamento annunciato il 10 febbraio 2026 segna l’avvio formale di una fase di rinnovamento: la sfida sarà trasformare intenti e risorse in risultati tangibili per team, piloti e tifosi, mantenendo al centro la passione per la velocità su due ruote.





