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Il 2026 si preannuncia come un anno cruciale per gli automobilisti italiani, non solo per il traffico ma anche per le riforme fiscali riguardanti il bollo auto e il superbollo. Le proposte sono già state discusse, ma la loro attuazione solleva interrogativi e aspettative tra i cittadini e le istituzioni. Questo articolo esplora le bozze di riforma, i possibili cambiamenti e le implicazioni per chi possiede un veicolo.
Le prospettive per il bollo auto
La riforma del bollo auto è attesa da tempo, ma la sua attuazione si è dimostrata complessa. Una bozza esiste e doveva entrare in vigore il 1° gennaio 2026, ma ha subito un ritardo a causa di un parere chiave mancante dalla Conferenza Unificata, dove sono riuniti rappresentanti dello Stato, delle Regioni e degli enti locali. Senza questo consenso, la proposta non è stata presentata in Parlamento.
Tempistiche e procedure
Il governo ha ottenuto un’estensione per la delega fiscale, permettendo alla riforma di rimanere nel dibattito politico e di poter essere approvata nel 2026, con effetti dal 2027. Tuttavia, senza un testo definitivo, è difficile fare previsioni concrete su eventuali calcoli, esenzioni o scaglioni.
Superbollo: cambiamenti in vista
Il superbollo rimane un tema caldo, e la sua abolizione totale sembra improbabile, dato che comporterebbe una perdita di entrate stimata in circa 200 milioni di euro all’anno. La proposta più realistica è quella di innalzare la soglia di potenza oltre la quale si applica il superbollo, attualmente fissata a 185 kW. Si parla di alzare questa soglia a 225 kW, come avveniva nel 2011, per ridurre il carico fiscale su alcuni veicoli.
Implicazioni per i proprietari di auto
Possedendo un’auto con potenza di 200 kW, oggi è necessario pagare il superbollo. Con l’innalzamento della soglia, i proprietari di veicoli da 225 kW non sarebbero più soggetti al pagamento, mentre chi possiede auto con potenza oltre 250 kW continuerebbe a pagare, ma su una base ridotta.
Cosa aspettarsi dal 2026
Le riforme non si limitano al superbollo e al bollo auto. A partire dal 1° gennaio 2026, le scadenze per il pagamento del bollo non saranno più standardizzate, ma personalizzate in base alla data di immatricolazione del veicolo. Questo richiederà maggiore attenzione da parte degli automobilisti, poiché il pagamento dovrà avvenire entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di immatricolazione.
Novità nelle modalità di pagamento
Inoltre, la possibilità di rateizzare il bollo sarà abolita per le auto immatricolate dal 2026, richiedendo quindi un pagamento annuale in un’unica soluzione. Ciò implica che anche i veicoli non utilizzati, come quelli in fermo amministrativo, dovranno continuare a pagare la tassa, a meno che non si verifichi la perdita di possesso.
Con la nuova riforma, le regole sui passaggi di proprietà diventeranno più trasparenti: il bollo sarà a carico di chi è intestatario all’inizio del periodo tributario, riducendo il rischio di contenziosi.

