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16 Ottobre 2026

Cuorerosso di Alfa Romeo, il concept che segna l’elettrificazione

Alfa Romeo lancia Cuorerosso, una coupé 2+2 che incarna la nuova “Bellezza Necessaria”.

Cuorerosso di Alfa Romeo, il concept che segna l'elettrificazione

Il Salone dell’Auto di Parigi 2026 accoglie, fino al 18 ottobre, la presentazione mondiale della concept car Cuorerosso. L’evento, organizzato nella capitale francese, vede il Biscione rientrare sotto i riflettori con una proposta che non rappresenta un modello di serie, ma un manifesto di design, tecnologia e passione. La carrozzeria rossa, le linee fluide e le proporzioni scolpite ritraggono il pensiero di Alfa Romeo per la nuova era dell’elettrificazione, unendo la tradizione sportiva italiana a soluzioni energetiche più sostenibili.

Secondo le dichiarazioni del CEO di Alfa Romeo e Maserati, Santo Ficili Cuorerosso è «un’autentica dichiarazione di intenti, capace di interpretare il proprio tempo e di diventare un’icona». Il progetto non è concepito come un semplice esercizio di stile: si tratta di un documento di riferimento per tutti i futuri modelli, una prova di come l’azienda intenda tradurre la “Bellezza Necessaria” in realtà produttiva, eliminando il superfluo per mettere in luce l’essenziale.

Cuorerosso al Salone di Parigi: presentazione e filosofia del manifesto

Nel padiglione dedicato al marchio, gli ospiti hanno potuto ammirare la coupé 2+2, caratterizzata da una silhouette slanciata e da superfici continue che sembrano scolpite dal vento. Il concept rappresenta la reinterpretazione contemporanea dei tre pilastri del marchio – rosso, Italia e sportività – inseriti in un linguaggio che fonde estetica, funzionalità e tecnologia. L’obiettivo dichiarato da Alfa Romeo è quello di preservare il DNA del marchio anche mentre le architetture si aprono a sistemi di propulsione multipli, garantendo che ogni futura generazione mantenga la riconoscibilità tipica del Biscione.

La visione di Santo Ficili sul futuro elettrico

Ficili ha sottolineato che l’elettrificazione non è un ostacolo ma un amplificatore del piacere di guida: «mettiamo ogni innovazione al servizio della sensazione di connessione tra uomo e macchina». In questo contesto, Cuorerosso funge da banco di prova per architetture flessibili, capaci di ospitare versioni pure-electric, ibrido-leggero o persino sistemi a combustione avanzata, senza sacrificare la tipica risposta dinamica Alfa Romeo.

Design e specifiche tecniche: proporzioni, aerodinamica e codici stilistici

Dal punto di vista dimensionale, la vettura misura 4,7 metri di lunghezza1,98 metri di larghezza e 1,331 metri di altezza con un passo di 2,93 metri e un peso di circa 1.750 kg. La forma è stata ottimizzata per raggiungere un coefficiente di resistenza aerodinamica di 0,28 risultato ottenuto grazie a una combinazione di linea a Cuneo, coda tronca e diffusore integrato. Tali soluzioni non solo migliorano l’efficienza, ma conservano la nota tensione dinamica che caratterizza le auto sportive del marchio.

Scultura di volume e linguaggio tradizionale

Il Centro Stile del Biscione ha approcciato Cuorerosso come un blocco di materia da scolpire, eliminando fin da subito gli elementi superflui. Il risultato è una carrozzeria dove le maniglie tradizionali scompaiono, sostituite da comandi touch sulla parte superiore, mentre i cerchi forgiati richiamano il disegno a telefono, simbolo storico di Alfa Romeo. Il frontale presenta lo scudetto e il Trilobo reinterpretati in chiave moderna, mentre il Quadrifoglio rimane una firma di sportività, visibile sia sulla griglia che sulle ruote.

Architettura multi-energy e potenziale Quadrifoglio

Cuorerosso è concepito come una piattaforma multi-energy capace di supportare diverse architetture di propulsione. La lunghezza di 4,7 metri consente di accogliere versioni ad alte prestazioni, comprese le future varianti Quadrifoglio mantenendo un equilibrio tra potenza e leggerezza. Questa flessibilità permette ad Alfa Romeo di presidiare i segmenti chiave del mercato, dalla gran turismo premium alle sportive pure-electric, senza diluire il carattere distintivo che ha reso il marchio un’icona sin dal 1910.