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Salone di Parigi: i modelli che hanno segnato le decadi

Un viaggio tra le stelle del Salone di Parigi, dalle citycar di Citroën alle supercar Alfa Romeo.

Il Salone di Parigi è stato per decenni il palcoscenico ideale dove costruttori europei e internazionali hanno svelato le proprie innovazioni più audaci. Dal 1976 al 2006, quattro edizioni hanno lasciato un segno indelebile, definendo tendenze che hanno influenzato l’intero mercato automobilistico.

1976 – la Citroën LN e la rivoluzione Ferrari 512BB

Nel clima della crisi petrolifera del 1976, le case automobilistiche puntarono a modelli compatti e a basso consumo. La Citroën LN precursore delle moderne citycar arrivò con una lunghezza di 3,38 metri e il motore bicilindrico da 602 cc raffreddato ad aria, lo stesso della leggendaria 2CV, inserito in una struttura derivata dalla Peugeot 104. Accanto a questo, la Alfasud Sprint fece una timida comparsa in pre-serie grazie all’Italdesign, mentre la Alpine A310 fu presentata a Parigi con un V6 PRV da 150 CV e un restyling del frontale. Il vero colpo di scena fu la Ferrari 512BB che sostituì la 365 GT4/BB, aumentando la cilindrata a 5 litri. Sebbene la potenza massima diminuisse rispetto al modello precedente, la coppia più ampia rese la guida più fluida. Nello stesso stand, Ferrari introdusse anche la 400 Automatic la prima con cambio automatico.

1986 – l’era delle “piccole bombe” e la diversificazione delle gamme

L’ambientazione di 1986 fu dominata dall’optimismo economico dell’epoca reaganiana, e le vendite di auto spiccarono come caramelle. La Peugeot 205 1.9 GTI con i suoi 130 CV divenne rapidamente una delle piccole bombe più amate, grazie a una dinamica di guida eccellente. La Citroën AX stupì per il design minimalista e per il consumo ridotto, mentre la Renault 21 fece il suo debutto ufficiale dopo una prima anteprima a Ginevra. La Germania rispose con la Opel Omega ammiraglia dal coefficiente aerodinamico record, e con la terza generazione dell’ Audi 80. Tra le proposte più lussuose spiccò la Cadillac Allanté disegnata da Pininfarina. In Italia, l’ Autobianchi Y10 comparve in versione 4WD aprendo nuove possibilità per le utilitarie.

1996 – nascita di nuovi segmenti e il ritorno del V12

Il 1996 fu l’anno delle rivoluzioni di segmento. La Renault Mégane Scénic introdusse il primo monovolume compatto della storia, generando una vera e propria ondata nel mercato. In risposta, la Citroën Berlingo propose un’interpretazione multispazio del classico furgoncino, orientata a famiglie e tempo libero. La Peugeot 406 Coupé disegnata da Pininfarina, fu celebrata come una delle più eleganti della casa francese. La Ford Ka portò lo stile “New Edge”, un linguaggio di design che avrebbe caratterizzato i modelli Ford per i successivi anni. Il culmine della serata fu la presentazione della Ferrari 550 Maranello il ritorno del V12 montato in avanti, con un design Pininfarina che combinava le tendenze anni ’90 con la tradizione Ferrari, facendo battere i cuori di tutti gli appassionati.

2006 – l’epilogo sportivo con Alfa Romeo 8C Competizione

Vent’anni dopo, il 2006 portò sul podio le auto più ambite. L’Alfa Romeo 8C Competizione si imponeva come regina indiscussa: forme muscolose, linea lussuosa, motore V8 Ferrari da 450 CV e una meccanica raffinata che univa prestazioni estreme a eleganza pura. La Volvo C30 riproponeva il concetto della 480, trasformandolo in una compatta sportiva con portellone pratico. La Germania puntò sui SUV premium con la nuova BMW X5 e l’Audi Q7 quest’ultima equipaggiata con un V12 TDI da 500 CV confermando la tendenza verso veicoli di grande potenza e versatilità.

Scritto da Ilaria Mauri