Negli ultimi anni molte vetture hanno abbracciato il tutto-touch, proponendo cruscotti dominati da grandi schermi al posto dei tradizionali pulsanti. Quella soluzione, pensata per un look pulito e un design moderno, ha però mostrato limiti concreti sul piano dell’ergonomia e della distrazione durante la guida.
La reazione non è nostalgica per partito preso: è il risultato di osservazioni pratiche, studi sulla sicurezza e della crescente insoddisfazione degli utenti. Costruttori diversi hanno già iniziato a ripensare l’equilibrio tra vetro e metallo, riportando alla ribalta il valore dei comandi tattili e delle rotelle fisiche.
Perché il touchscreen è diventato un problema
La promessa del display unico era semplificazione e integrazione: meno tasti, interfacce pulite e più spazio per contenuti multimediali. In pratica però, quando si guida e serve regolare il volume o il clima, l’interazione su uno schermo richiede di distogliere lo sguardo dalla strada per cercare icone spesso piccole. Questo aumenta il rischio di incidenti perché la attenzione visiva viene compromessa.
Va poi ricordato che l’uso del cellulare alla guida è già severamente sanzionato: multe da 250 a 1.000 € (fino a 1.400 € per recidiva), decurtazione di 5 punti (10 per recidiva) e sospensione della patente da 15 giorni a 3 mesi. Anche se il sistema integrato dell’auto è legalmente ammesso, gli studi mostrano che le distrazioni restano comparabili a quelle dello smartphone.
La risposta dei costruttori: ritorno ai pulsanti
Alcuni grandi gruppi hanno già modificato la loro strategia. A Wolfsburg, dopo le critiche ricevute per l’ergonomia della Golf 8 e della famiglia ID, Volkswagen ha rimesso dei tasti fisici sul volante e ha migliorato la visibilità del cursore del volume nella Tiguan, nella Passat e nel restyling della Golf 8.5. Piccoli dettagli che migliorano l’usabilità notturna e riducono gli errori involontari.
Anche Hyundai ha ammesso il problema: il responsabile del design ha dichiarato che molta gente non gradisce il tutto-touch. Esempi concreti sono la Ioniq 5 facelift, dove è tornata una fila di pulsanti fisici e una rotella per le funzioni più usate, e la versione sportiva Ioniq 6 N.
Il lusso e il piacere tattile
Nel segmento premium la tendenza è simile, ma con una componente emozionale in più. Designer come Jony Ive hanno criticato l’uso esclusivo del touchscreen, e marchi come Aston martin offrono ancora interni ricchi di pulsanti zigrinati e interruttori a bilanciere per un feedback tattile che il vetro non può dare. Anche Porsche mantiene comandi fisici per le funzioni dinamiche, perché durante la guida intensa non c’è tempo per navigare nei menu.
Le regole cambiano: il ruolo di Euro NCAP e i casi pratici
Dietro il ritorno dei pulsanti non c’è solo estetica o nostalgia, ma anche normativa. L’ente di valutazione della sicurezza Euro NCAP ha annunciato che, a partire dal 2026, i modelli privi di comandi fisici per indicatori di direzione, tergicristalli, clacson e chiamata d’emergenza non potranno ottenere il massimo di cinque stelle. Questa direttiva mette sotto pressione soluzioni completamente touch adottate da alcuni modelli sul mercato.
Qualche esempio: la Volvo EX30, alcune Tesla Model 3 (Highland) e Model S/X con frecce a sfioramento e certe Ferrari come la 296 GTB o la SF90 possono essere interessate. Ferrari ha risposto offrendo un volante retrofit con tasti fisici per soddisfare i requisiti.
Segnali dal mercato e dalle nuove entrate
Anche produttori cinesi e aziende tech stanno adattando le loro proposte. La Xiaomi SU7 prevede una barra di pulsanti magnetici removibili da applicare sotto lo schermo, un’idea che riconosce la preferenza degli utenti per un controllo diretto. D’altra parte, Tesla continua a ridurre i comandi fisici, e il mercato aftermarket è fiorito con kit che reintegrano pulsanti dove la casa li ha rimossi.
Il futuro: equilibrio tra digitale e controllo fisico
Non tutti i costruttori tornano indietro radicalmente. Mazda, per esempio, ha scelto la strada opposta con la nuova CX-5: spalanca al touchscreen e punta sull’integrazione con intelligenze artificiali per migliorare i comandi vocali e ridurre la necessità di toccare lo schermo. L’idea è che un software sufficientemente intelligente possa gestire richieste come “ho freddo” o “metti quella canzone” senza distrarre il guidatore. Tuttavia restano dubbi su come questi sistemi si comporteranno in condizioni reali, con connessioni instabili o ambienti rumorosi.
La conclusione più realistica è che lo schermo non scomparirà: rimane indispensabile per mappe e infotainment. Ma la fase di supremazia assoluta del vetro sembra terminata. Stiamo andando verso un abitacolo più equilibrato, dove il comfort digitale convive con il valore pratico e la sicurezza offerti dai comandi fisici. Per chi guida, ritrovare un clic preciso e immediato significa avere meno distrazioni e più controllo sulla strada.

