La Casa di Stoccarda ha tolto i veli alla Porsche 975 Rse, il nuovo prototipo pensato per la quarta generazione della Formula E. Questa vettura, ideata per celebrare i 75 anni di Porsche Motorsport, prenderà il posto della 99X Electric e si prepara a misurarsi su circuiti cittadini nel corso della prossima stagione, a partire da dicembre. Il progetto combina ambizioni agonistiche e trasferibilità tecnologica verso le auto di serie, con un percorso di sviluppo che ha alternato costruzione meccanica e ottimizzazione software.
Il passaggio generazionale è scandito anche da un calendario sportivo preciso: la 99X Electric chiuderà la sua avventura in Formula E nei due appuntamenti londinesi in programma il 15 e il 16 agosto, mentre la 975 Rse ha già iniziato i giri in pista come prototipo. La vettura ha debuttato in pista a novembre 2026 e, entro i primi giorni di aprile, aveva accumulato circa 1.860 km di collaudi, fondamentali per tarare set-up e affidabilità.
Organizzazione del progetto e fasi di sviluppo
Lo sviluppo della 975 Rse si è articolato su più fasi: dalla progettazione dei componenti alla messa a punto del software gestionale. Il team ha lavorato fino a ottobre per completare la fornitura dei pacchetti meccanici e successivamente ha concentrato le risorse sull’ottimizzazione dei controlli elettronici. L’obiettivo dichiarato è stato rendere la monoposto altamente rappresentativa delle innovazioni applicabili alle vetture stradali, mantenendo al centro la massimizzazione dell’efficienza energetica e la riduzione dei costi operativi per la squadra.
Debutto in pista e chilometraggio di prova
La fase iniziale di prove su pista è stata impegnativa: dopo il primo giro a novembre 2026, la 975 Rse ha totalizzato oltre 1.860 km di test entro aprile, utili per valutare comportamento in curva, gestione termica e reattività dei sistemi elettronici. Questi test hanno permesso di raccogliere dati reali per tarare il motore, l’inverter e i moduli di controllo, con l’intento di trasferire le soluzioni più efficaci alle future auto di produzione.
Prestazioni, aerodinamica e dinamica
La Gen4 porta un significativo salto prestazionale: la nuova monoposto è in grado di erogare una potenza massima di 816 Cv (600 kW) e di coprire lo 0-100 km/h in circa 1,8 secondi. Gli studi aerodinamici mirano a sfruttare il carico portante per aumentare l’aderenza, grazie anche all’introduzione di nuove coperture e alla trazione integrale permanente, che consente velocità in curva più elevate rispetto alle generazioni precedenti.
Aerodinamica: due pacchetti per esigenze diverse
Per bilanciare resistenza e carico, il progetto adotta due differenti soluzioni aerodinamiche: un pacchetto a bassa deportanza pensato per le gare, dove conta l’efficienza, e un pacchetto ad alta deportanza studiato per le qualifiche, quando il consumo energetico non è vincolante. Il risultato è un aumento del carico fino al 150% rispetto alla Gen3 Evo, con l’intento di migliorare la stabilità in curva senza penalizzare eccessivamente l’autonomia complessiva.
Componentistica, peso ed efficienza del sistema di trazione
Nel nuovo concept molti componenti chiave sono stati sviluppati internamente: tra questi figurano il software operativo, l’inverter a impulsi, il motore elettrico, il cambio, il differenziale, gli alberi di trasmissione e i sistemi di raffreddamento e sospensioni posteriori. Nonostante l’aumento del numero di parti proprietarie, l’incremento del peso è stato contenuto a soli 5 kg, con un peso complessivo di 954 kg senza pilota.
Elettronica, frenata e il ruolo della batteria
La Gen4 introduce ulteriori elementi come il convertitore CC/CC, il sistema di frenata brake-by-wire e centraline per il controllo dei differenziali idraulici, insieme a cablaggi e componenti elettronici aggiuntivi. Per ridurre i costi, però, la batteria rimane un elemento standard fornito dalla serie e non viene sviluppata dai team. Va ricordato che la generazione precedente, la Gen3 Evo, vantava già un’elevata efficienza della trasmissione, superiore al 97%, con perdite dalla batteria alle ruote inferiori al 3%.
Il mix di maggiore potenza (con un aumento del picco del 71% rispetto al modello precedente), peso contenuto e nuove soluzioni tecniche promette gare più veloci e spettacolari, con velocità massime attese fino a 335 km/h. I responsabili del programma sottolineano che il regolamento continua a premiare chi sa massimizzare l’efficienza, e gli sviluppi visti sulla 975 Rse saranno osservati con attenzione sia dagli appassionati sia dall’industria automobilistica.

