Le autorità cinesi hanno disposto un richiamo senza precedenti che interessa circa 4,3 milioni di veicoli a causa del rischio rappresentato dalle maniglie a scomparsa. Il provvedimento è motivato dalla difficoltà di accesso alle porte in situazioni di emergenza, sia per gli occupanti sia per i soccorritori, e rappresenta la misura di maggiore portata mai adottata sul territorio nazionale in ambito automobilistico.
Il richiamo coinvolge nove costruttori e si inserisce in un quadro regolatorio già in evoluzione: il governo aveva infatti fissato l’obbligo, a partire dal 1° gennaio 2027, che le maniglie elettriche a filo debbano essere integrate con un sistema di rilascio meccanico facilmente individuabile e utilizzabile in caso di guasti elettrici.
Dimensioni del richiamo e marchi coinvolti
Tra i produttori chiamati a intervenire figura in prima linea Tesla con una quota consistente del totale: circa 3 milioni di vetture commercializzate in Cina dovranno essere sottoposte a verifica e aggiornamenti. All’elenco delle aziende coinvolte si aggiungono marchi cinesi noti come BYDGeelyXiaomiBAICLeapmotorCheryFAW e Xpeng tra gli altri. Il richiamo non riguarda solo modelli importati ma interessa anche un ampio numero di veicoli prodotti localmente.
Motivazioni tecniche e condizioni di rischio
Il fulcro del problema è che molte di queste maniglie sono azionate elettricamente e restano incassate nella carrozzeria finché non ricevono un impulso elettronico per fuoriuscire. In caso di blackout elettrico dovuto all’impatto o a un guasto, la maniglia potrebbe non attivarsi, impedendo l’apertura della portiera dall’esterno o rendendo difficile l’uscita per gli occupanti. Inoltre, i comandi meccanici di emergenza all’interno dei veicoli sono spesso poco evidenti perché verniciati o mimetizzati con i pannelli, rendendo difficile individuarli sotto stress o al buio.
Soluzioni proposte e limiti tecnici
Per affrontare il richiamo alcune case hanno già annunciato contromisure pratiche. Tesla ha dichiarato che apporrà etichette per rendere più visibili le leve di sblocco interne e rilascerà un aggiornamento over-the-air (OTA) che, in caso di incidente, abbasserà parzialmente i finestrini e tenterà di far uscire automaticamente le maniglie. Queste misure puntano a ridurre i tempi di intervento e a facilitare l’uscita, ma non eliminano completamente i rischi: se il problema è di natura elettrica, anche l’uscita automatica potrebbe non funzionare.
Le autorità cinesi hanno inoltre sottolineato che i comandi meccanici di emergenza devono essere immediatamente riconoscibili: le leve o le linguette interne devono avere un colore contrastante e una disposizione tale da essere trovata in pochi secondi, non dopo una ricerca prolungata durante una situazione critica.
Incidenti alla base delle preoccupazioni
La stretta normativa e il richiamo sono stati accelerati da casi drammatici in cui occupanti sono rimasti intrappolati a causa del mancato funzionamento delle maniglie elettriche, tra cui incidenti che hanno coinvolto modelli recentemente lanciati sul mercato. In un episodio particolarmente grave che ha richiamato l’attenzione pubblica, un blackout elettrico dopo un impatto avrebbe contribuito a sigillare le portiere, ostacolando il soccorso e aumentando il bilancio delle vittime.
Impatto internazionale e possibili ricadute
Il richiamo cinese e il divieto prossimo venturo per le maniglie esclusivamente elettriche aprono interrogativi sui regolamenti in altri mercati. Negli Stati Uniti e in Europa alcune istituzioni di controllo della sicurezza stanno osservando l’evoluzione normativa e gli esiti del richiamo, valutando se introdurre misure analoghe o requisiti tecnici più stringenti. Per il mercato europeo, dove diversi modelli elettrici e ibridi montano maniglie a filo, la situazione potrebbe tradursi in un aumento delle verifiche e in possibili aggiornamenti progettuali.
Nel frattempo, ai proprietari di vetture con maniglie a scomparsa è consigliato conoscere esattamente il funzionamento del sistema di emergenza del proprio modello e verificare che le leve interne siano chiaramente individuabili. Anche se non tutte le autorità estere hanno adottato divieti, l’ampiezza del richiamo in Cina potrebbe spingere i costruttori a ripensare progettazione e istruzioni di sicurezza su scala globale.
