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Il primo turno di prove ufficiali sul circuito di Sakhir ha offerto un primo quadro sul possibile andamento del campionato 2026. La sessione ha coinvolto piloti e team intenti a valutare le nuove direttive regolamentari e l’adattamento delle vetture. Sul tracciato si sono registrate performance rilevanti, ma anche problemi tecnici che hanno condizionato alcuni run. L’obiettivo è stato comprendere l’interazione tra aggiornamenti meccanici ed elettronici e le modifiche normative in vista della stagione.
In termini cronometrati, Lando Norris della McLaren ha segnato il miglior tempo in 1:34.669. Max Verstappen della Red Bull si è piazzato a 129 millesimi dal leader. Oltre ai tempi sul giro, le scuderie hanno privilegato i long run per ottimizzare strategie di gestione dell’energia e verificare l’affidabilità. I dati raccolti serviranno per i test successivi e per la preparazione all’avvio del Mondiale.
I risultati e le gerarchie in pista
Dai rilevamenti odierni emergono conferme parziali sulle gerarchie previste nella stagione precedente. I dati raccolti serviranno per i test successivi e per la preparazione all’avvio del Mondiale.
Lando Norris ha preceduto Max Verstappen nella classifica del primo giorno, mentre Charles Leclerc si è piazzato in terza posizione con la Ferrari. Dietro ai team di vertice si sono osservati distacchi più marcati rispetto alle prime posizioni.
Lewis Hamilton ha concluso la giornata in settima posizione. Kimi Antonelli ha chiuso 11° con un gap superiore ai tre secondi rispetto al leader della sessione.
Tra i dati rilevanti, Verstappen ha completato 135 giri, indicazione di una buona continuità di funzionamento della power unit della Red Bull. Le informazioni emerse guideranno le regolazioni tecniche in vista delle prossime prove.
Tempi, chilometraggi e indicazioni tecniche
In seguito, i riferimenti cronometrati hanno fornito indicazioni divergenti tra i team, utili per le regolazioni successive. La McLaren ha mostrato un passo costante, particolarmente efficace nelle curve lente grazie a un migliorato grip meccanico. La Red Bull ha confermato invece valori elevati di velocità di punta, con punte oltre i 340 km/h sul dritto. I team hanno inoltre condotto prove specifiche di gestione energia, considerando che la stagione 2026 enfatizza il ruolo dell’ibridazione, con la strategia di ricarica tra batteria e motore termico impostata circa al 50-50. Questi dati saranno integrati nelle mappature e nelle scelte di assetto per le prossime sessioni di test.
Segnali contrastanti: affidabilità e punti deboli
I dati raccolti saranno integrati nelle mappature e nelle scelte di assetto per le prossime sessioni di test. Non tutte le squadre sono rientrate senza intoppi. Alcuni team di mezzafondo e di rincorsa hanno registrato limitazioni nel numero di giri utili. La Aston Martin, la Audi e la Cadillac hanno limitato i programmi di prova per problemi operativi. La Mercedes ha dovuto rivedere parti del programma a causa di inconvenienti tecnici su alcune monoposto.
Casi e anomalie da monitorare
Si sono verificati interventi precauzionali su vetture con anomalie nei dati motore, con successivi stop per controlli approfonditi. Questi episodi confermano che i test servono anche a individuare vulnerabilità di affidabilità prima dell’inizio del campionato. La Ferrari ha mostrato solidità della power unit, ma segnali di instabilità telaistica al posteriore richiederanno interventi mirati. Sarà essenziale valutare l’efficacia delle correzioni nelle sessioni successive per stabilire la direzione definitiva degli assetti e delle mappature.
Dibattito tra i piloti sui nuovi regolamenti
Nel paddock il confronto tra piloti si è concentrato sui regolamenti 2026 e sulle loro ricadute tecniche. Max Verstappen ha criticato le modifiche, sostenendo che la guida assomigli oggi più a una gestione che a un’esperienza pura da Formula 1. Ha aggiunto che il nuovo feeling richiama una versione potenziata di Formula E.
La posizione di Verstappen ha suscitato replica pubblica da parte di Lando Norris, indicato come campione del mondo. Norris ha ricordato che la categoria è in evoluzione continua e ha sottolineato il ruolo professionale dei piloti nel confrontarsi con le condizioni di gara. Nel paddock si registra quindi una polarizzazione delle opinioni, con squadre e tecnici chiamati a valutare l’impatto sulle strategie di assetto.
La discussione richiederà verifiche pratiche nelle prossime sessioni di test per misurare le conseguenze sulle prestazioni. Sarà essenziale confrontare i feedback dei piloti con i dati telemetrici per definire eventuali aggiustamenti tecnici.
In questo contesto la replica di Norris è stata netta. Ha dichiarato di trovarsi a suo agio con le nuove monoposto e di voler continuare a lottare per la vittoria. Ha inoltre sottolineato che le critiche di Max Verstappen non riflettono la totalità delle sensazioni nel paddock. Gli scambi confermano come la percezione delle vetture e delle regole vari in base allo stile di guida e alla sensibilità personale.
Prossimi passi verso l’inizio del mondiale
I test proseguiranno a Sakhir con ulteriori giornate dedicate all’affinamento di set-up e procedure. Sono previste prove il 12 e 13 febbraio e una seconda sessione dal 18 al 20 febbraio. Queste attività preparatorie anticipano l’apertura del Mondiale, prevista in Australia nel primo weekend di marzo. Le squadre continueranno ad analizzare i dati raccolti per correggere criticità e massimizzare il potenziale delle monoposto, con particolare attenzione ai riscontri telemetrici.
L’analisi telemetrica della prima uscita in Bahrein ha evidenziato una McLaren pronta a recitare un ruolo di vertice. La Red Bull si è mostrata solida sul piano della power unit, mentre Ferrari e Mercedes dovranno ottimizzare telaio e affidabilità. Sul piano regolamentare, il confronto tra piloti sui nuovi regolamenti resta elemento centrale per l’evoluzione tecnica della categoria. I team analizzeranno i dati per correggere criticità e adattare assetti e strategie in vista delle gare successive.





