otello buscherini: carriera, successi e eredità nel motociclismo

Breve ritratto di Otello Buscherini: dal debutto giovanile alle corse nel motomondiale, i trionfi con Malanca e Bimota-Yamaha e il ricordo a Forlì.

Otello Buscherini nacque a Forlì il 19 gennaio 1949 e si impose nel panorama del motociclismo italiano negli anni ’60 e ’70. Pilota talentuoso e capace di adattarsi a diverse marche e cilindrate, Buscherini costruì una carriera intensa che lo portò a correre nel campionato del mondo e a ottenere risultati significativi fino alla sua tragica scomparsa il 16 maggio 1976 sul circuito del Mugello.

I primi passi e l’affermazione nelle gare nazionali

Il percorso agonistico di Buscherini iniziò molto giovane: il suo debutto ufficiale avvenne il 27 marzo 1966 durante la Temporada romagnola sul circuito cittadino di Riccione, in gara per la Classe 60 a bordo di una Benelli 60 Super Privat. Nonostante la moto fosse poco competitiva, la sua guida attirò l’attenzione degli addetti ai lavori: Francesco Villa gli propose una moto più evoluta, la Mondial-Villa 60 Beccaccino, equipaggiata con un motore progettato con il tecnico tedesco Peter Dürr. Questo passaggio fu decisivo: alla fine della stagione Buscherini fu reclutato dalla Minarelli, con la quale si classificò secondo nel campionato italiano, piazzamento che bissò anche l’anno successivo alle spalle del compagno di marca Paolo Sottili.

L’incontro con la Malanca

Il trasferimento alla Malanca segnò una svolta professionale e umana: Buscherini divenne il volto sportivo della piccola casa bolognese e instaurò una forte amicizia con il figlio del proprietario, figura centrale del nuovo reparto corse. La collaborazione si rivelò proficua e portò risultati importanti nelle classi minori, tanto che la piccola scuderia identificò in lui il proprio pilota di riferimento. Dopo la sua scomparsa la Malanca decise di ritirarsi dalle competizioni, a testimonianza del legame tra il team e il pilota.

Carriera nel motomondiale: cilindrate, marchi e risultati

Buscherini esordì nel Motomondiale nel 1970 al Gran Premio di Germania, correndo nelle classi 50 e 125. Tra il 1970 e il 1976 prese parte a gare in diverse cilindrate — tra cui 50, 125, 250 e 350 — e utilizzò moto di marchi differenti, quali Honda, Derbi, Kreidler, oltre naturalmente a Malanca e alla Bimota equipaggiata con motore Yamaha. In totale nel campionato mondiale disputò 29 gran premi nei quali raccolse 3 vittorie, 17 podi e 4 pole position, numeri che testimoniano la sua competitività soprattutto nelle classi leggere.

Le vittorie più importanti

I successi in gara arrivarono con macchine diverse: due delle sue affermazioni nella classe 125 furono ottenute in sella alle Malanca, mentre la vittoria nella classe 350 fu conquistata su una Bimota-Yamaha. Questi trionfi sottolineano la versatilità del pilota, capace di adattare il proprio stile a mezzi con caratteristiche tecniche differenti e di competere ad alto livello anche contro scuderie più grandi.

Impegno oltre il mondiale e memoria pubblica

Oltre agli impegni nel campionato del mondo, Buscherini gareggiò con continuità nei campionati nazionali italiani, ottenendo piazzamenti di rilievo e vari titoli locali, e partecipò a manifestazioni tipiche dell’epoca come la Temporada Romagnola. La sua attività sportiva era

La tragica fine e l’eredità

Otello Buscherini perse la vita il 16 maggio 1976 in un incidente durante la gara della Classe 250 del Gran Premio motociclistico delle Nazioni sul circuito del Mugello. La notizia lasciò un profondo vuoto nella comunità motociclistica e nella sua città natale. Per ricordarlo, a Forlì è stato intitolato il Polisportivo Comunale Otello Buscherini e nel 2003 è nata un’associazione dedicata alla sua memoria: gesti che mantengono vivo il ricordo di un pilota capace di lasciare un segno importante nella storia delle corse italiane.

Il nome di Buscherini resta associato a determinazione, adattabilità e passione per le competizioni. Le sue cinque stagioni più attive nel Motomondiale e i risultati ottenuti con team piccoli ma ambiziosi raccontano la storia di un atleta che, pur senza i mezzi delle grandi fabbriche, seppe imporsi per talento e tenacia.

Scritto da Social Sophia
Leggi anche