Volkswagen e Rafael: la trasformazione dello stabilimento di Osnabrück

Lo stabilimento Volkswagen di Osnabrück, destinato a chiudere la produzione di auto nel 2027, potrebbe essere convertito per produrre componenti per la difesa con Rafael. Un accordo potrebbe salvare 2.300 posti di lavoro.

Lo stabilimento Volkswagen di Osnabrück, in Germania, è al centro di un progetto che potrebbe ridefinire il suo futuro. Dopo anni di produzione di auto, il sito potrebbe trasformarsi in un hub per la produzione di componenti per la difesa, in collaborazione con l’azienda israeliana Rafael. Questo cambiamento potrebbe salvare i 2.300 posti di lavoro attualmente a rischio.

La fabbrica, ereditata da Volkswagen nel 2009 dopo il fallimento di Karmann, è specializzata in produzioni di piccole serie e progetti particolari. Con la fine della produzione della T-Roc Cabriolet nel 2027, il futuro dello stabilimento era incerto fino a quando non sono ripresi i negoziati con Rafael.

Componenti per l’Iron Dome a Osnabrück

Il progetto prevede la produzione di componenti per l’Iron Dome il sistema di difesa aerea israeliano progettato per contrastare missili a corto raggio, proiettili di artiglieria e droni. A Osnabrück non verrebbero prodotti missili intercettori o sistemi d’arma completi, ma piuttosto mezzi di supporto come autocarri per il trasporto dei missili, lanciatori e generatori di energia.

Questa scelta permetterebbe di sfruttare le competenze e le infrastrutture già presenti nella fabbrica, in particolare quelle legate alla costruzione di veicoli e alla produzione in volumi ristretti. Un’opportunità per mantenere attive le linee di produzione e ridurre l’impatto della chiusura della produzione automobilistica.

Il ruolo della Bassa Sassonia

Un nodo cruciale delle trattative riguarda il coinvolgimento diretto di Volkswagen. La soluzione attualmente discussa potrebbe affidare un ruolo centrale alla Bassa Sassonia, che detiene una partecipazione rilevante nel colosso di Wolfsburg. Il governo regionale sta valutando diverse opzioni, tra cui l’acquisizione dello stabilimento o di una parte di esso e la successiva formazione di una società insieme a Rafael.

In alternativa, la Bassa Sassonia potrebbe mettere a disposizione strutture e terreni per la produzione. Questa soluzione permetterebbe di tenere Volkswagen a distanza dalla nuova attività nel settore della difesa, trasformando la regione in un intermediario tra il costruttore e Rafael. I dettagli dell’operazione non sono ancora definiti, ma il governo regionale ha confermato di esaminare la possibilità di investire nel futuro del sito.

Il Qatar e il blocco delle trattative

Il progetto non è nuovo. Volkswagen e Rafael discutono da mesi dell’utilizzo di Osnabrück e avevano già firmato una lettera d’intenti. Tuttavia, a luglio le trattative si erano fermate. Secondo quanto riportato, a pesare sarebbe stata la posizione della Qatar Investment Authority azionista di Volkswagen con il 10,4% del capitale e il 17% dei diritti di voto.

Il fondo qatariota nomina due membri del consiglio di sorveglianza di Volkswagen. Il nuovo schema con la Bassa Sassonia potrebbe consentire di superare questo ostacolo, evitando una collaborazione diretta tra Volkswagen e Rafael. Un accordo che potrebbe aprire nuove prospettive per lo stabilimento di Osnabrück e i suoi lavoratori.

Per Osnabrück si tratterebbe di un cambiamento di identità industriale senza precedenti. Da storica produttrice di auto come la Golf e il Maggiolino, la fabbrica potrebbe passare alla produzione di componenti e mezzi di supporto per la difesa. Un cambiamento che, se andato a buon fine, potrebbe salvare i 2.300 posti di lavoro attualmente a rischio.

Scritto da Ilaria Mauri