Ferrari testa inedita ala posteriore rovesciata ai test in Bahrain

Durante i test prestagionali in Bahrain la SF-26 di Lewis Hamilton ha mostrato un'ala posteriore che si è girata al contrario, scatenando ipotesi tecniche e controlli regolamentari

Durante i test prestagionali sul circuito di Sakhir, la SF-26 guidata da Lewis Hamilton ha mostrato un comportamento inedito del profilo posteriore. L’anomalia si è verificata in una sessione mattutina e ha suscitato immediata attenzione tecnica e della direzione gara.

Il movimento, inizialmente interpretato come un guasto, è stato ripreso da video e fotografie. Dopo una sosta prolungata ai box, la stessa oscillazione si è ripetuta durante i giri lanciati, suggerendo agli specialisti l’ipotesi di una soluzione studiata legata all’aerodinamica attiva. L’aerodinamica attiva indica sistemi capaci di variare dinamicamente la deportanza o la resistenza aerodinamica per ottimizzare il comportamento della monoposto.

Cosa è successo in pista

Sui rettilinei di Sakhir l’ala posteriore della vettura ha eseguito un’apertura anomala rispetto al tradizionale DRS. I flap si sono capovolti mostrando il retro dell’alettone, visibile anche per la presenza del logo IBM su sfondo blu.

Il movimento non si è limitato all’inclinazione convenzionale che riduce la resistenza aerodinamica. Poco prima delle frenate il profilo è tornato rapidamente alla posizione che garantisce il carico necessario in curva. Il ciclo di apertura e chiusura si è ripetuto più volte durante la sessione.

Possibili spiegazioni tecniche

Dopo il ciclo di apertura e chiusura ripetuto durante la sessione, le ipotesi spaziano da un malfunzionamento a una strategia intenzionale. Se fosse un intervento voluto, il meccanismo potrebbe mirare a una riduzione drastica del drag sui rettilinei per aumentare la velocità massima.

Una riduzione controllata della resistenza aerodinamica favorirebbe anche la gestione dell’energia nel sistema ibrido. Minore resistenza si tradurrebbe in consumi ridotti e in maggiori opportunità di recupero e distribuzione della potenza elettrica. Le squadre analizzeranno i dati telemetrici e le registrazioni video per determinare se la variazione sia stata accidentale o replicabile come soluzione tecnica.

Vantaggi potenziali e implicazioni

Dalla modifica descritta potrebbero conseguire benefici immediati per il rendimento in pista. Una maggiore velocità massima sui rettilinei deriverebbe dalla riduzione della resistenza aerodinamica. Contemporaneamente, il dispositivo potrebbe determinare un risparmio energetico per la power unit nelle fasi di instradamento e sorpasso.

L’effetto si spiega con il principio dell’aerodinamica attiva, ossia la variazione controllata della configurazione aerodinamica per adattarsi alle condizioni di marcia. Tale soluzione comporta impatti tecnici e strategici: cambi nella gestione delle temperature dei componenti, variazioni nei carichi strutturali e possibili adattamenti nella strategia di gara.

Dal punto di vista regolamentare e di sicurezza, la fattibilità pratica dipende da verifiche approfondite. I team dovranno dimostrare la replicabilità e l’affidabilità della soluzione attraverso dati in telemetria e prove in pista. Contestualmente, l’organo sportivo competente valuterà se la modifica sia conforme alle norme vigenti.

Limiti e rischi

Contestualmente alla valutazione di conformità, permangono rischi significativi legati all’affidabilità e alla sicurezza dei dispositivi mobili sull’ala.

Un movimento involontario dell’ala in ingresso curva o durante la frenata può provocare improvvisi cambi di carico. Questi variazioni compromettono la stabilità della monoposto e aumentano il rischio di perdita di aderenza.

Per limitare tali pericoli, la FIA richiede che i sistemi mobili siano dotati di un fail-safe in grado di riportare l’ala nella posizione di riposo in modo istantaneo in caso di malfunzionamento.

La mancata conformità alle prescrizioni tecniche può determinare sanzioni sportive e influire sull’omologazione della vettura per le gare successive.

Reazioni del paddock e verifiche regolamentari

Il confronto tra i responsabili tecnici delle scuderie si è focalizzato soprattutto sull’uso crescente di aerodinamica attiva come leva prestazionale. Più team stanno sperimentando soluzioni mirate a ridurre la resistenza in rettilineo senza pregiudicare il comportamento in curva. Alcune squadre hanno introdotto meccanismi con principi di funzionamento diversi rispetto alla stagione precedente, segnando una tendenza verso approcci più sperimentali.

La Federazione avvierà verifiche mirate per accertare la conformità al regolamento tecnico. Gli ispettori valuteranno l’efficacia delle soluzioni, con particolare attenzione ai sistemi di sicurezza e alle garanzie contro malfunzionamenti idraulici ed elettronici. Una constatazione di mancata conformità alle prescrizioni potrà determinare sanzioni sportive e influire sull’omologazione della vettura per le gare successive.

Il contesto delle prove

Durante i test prestagionali in Bahrain, sessioni come quella del 19 hanno evidenziato che le giornate di prova servono sia per calibrare gli assetti sia per saggiare soluzioni non convenzionali. Le simulazioni di passo e le manovre meno evidenti restano variabili fino all’esordio del campionato in gara ufficiale.

L’episodio dell’ala rovesciata sulla SF-26 costituisce al contempo un possibile indizio di innovazione ingegneristica e un potenziale rischio per la sicurezza e per la conformità normativa. Le verifiche tecniche saranno affidate ai delegati della FIA e ai responsabili dei team controinteressati. Nei prossimi giorni le analisi strumentali e i rilievi in officina chiariranno se l’elemento potrà essere mantenuto o dovrà essere modificato.

Una decisione di mancata conformità alle prescrizioni potrà determinare sanzioni sportive e influire sull’omologazione della vettura per le gare successive. L’esito delle verifiche definirà il possibile impatto sulla competitività della scuderia e le relative contromisure tecniche.

Scritto da Social Sophia
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