Il nuovo Michelotto Gruppo 4 Tributo nasce dalla sinergia tra AC Motorsport e Michelotto, due realtà italiane specializzate nella progettazione di vetture da corsa. AC Motorsport è stata fondata da Francesco Calzavara appena due anni fa, dopo anni di esperienza presso il rinomato preparatore Michelotto. L’obiettivo condiviso è quello di creare un’auto che risvegli la nostalgia per la Ferrari 308 GTB originale, mantenendo al contempo le dinamiche di guida tipiche delle auto da rally.
Questo progetto non vuole puntare su performance stratosferiche, ma su un’esperienza di guida autentica, libera da eccessi tecnologici. In un mercato in cui molti esotici cercano di impressionare con potenze fuori scala, il Tributo sceglie l’essenzialità: un telaio tubolare su misura, pannelli in composito ultra-leggeri e una distribuzione di peso ottimizzata per dare al pilota un contatto diretto con la strada.
Design ispirato alla Ferrari 308 GTB
Esteticamente il Gruppo 4 Tributo ricopia fedelmente le linee della Ferrari 308 GTB, mantenendo la silhouette a cuneo e la posizione bassa del cofano. Il frontale è caratterizzato da una griglia nera, luci diurne orizzontali e fari a scomparsa che ricordano l’originale. Piccoli fori di ventilazione (i classici “gills”) decorano il cofano e i pannelli anteriori, mentre i passaruota più larghi aggiungono una presenza più aggressiva, senza stravolgere l’identità del modello.
Carrozzeria e dettagli estetici
Le superfici laterali presentano robusti pannelli rocker, un’ampia apertura di aspirazione posta dietro le porte e cerchi a 18 pollici dal design a stella, avvolti da pneumatici Pirelli della gamma P Zero Trofeo RS. Il posteriore conserva la chiusura a conchiglia tipica del 308, dotata di griglie nere, doppio scarico sportivo, diffusore in carbonio a vista e quattro lampade di posizione rotonde, per un tocco retro-moderno.
Interni minimalisti e funzionali
All’interno, il design è decisamente più spartano rispetto all’esterno. Un cruscotto piano in fibra di carbonio ospita un grande schermo centrale, affiancato da numerosi interruttori e quadranti analogici. Il volante a tre razze, il cambio manuale con levetta a “gated” in metallo e i sedili da corsa rivestiti in fibra di carbonio offrono un ambiente da pista. Sebbene l’abitacolo non riveli la stessa eleganza della carrozzeria, la disposizione è altamente ergonomica e pronta per la guida sportiva.
Motorizzazione e prestazioni da vero rally
Il cuore del Tributo è un V8 aspirato da 3,4 l capace di erogare 380 cavalli e 269 lb-ft di coppia. La scelta di una motorizzazione naturalmente aspirata, priva di turbocompressori o sistemi ibridi, rende il veicolo un vero “nudo e crudo”, in linea con lo spirito delle auto da rally degli anni ’80. Il peso a secco di 950 kg (2 094 lb) lo rende 140 kg più leggero rispetto all’originale, migliorando sensibilmente l’accelerazione, la manovrabilità e la risposta del motore.
Motore V8 3,4 l e rapporto peso-potenza
Con un rapporto peso-potenza di circa 0,40 kg per cavallo, il Tributo offre un equilibrio dinamico difficile da trovare nelle auto moderne, la cui massa strutturale è spesso superiore a 1 200 kg. Questa leggerezza, combinata con la coppia disponibile già a bassi regimi, consente accelerazioni rapidissime e una risposta immediata durante le sorti del rally, dove la rapidità di cambiamento di marcia è cruciale.
Trasmissione manuale dog-leg
Il dog-leg è una configurazione di cambio manuale a cinque marce in cui la seconda marcia è posizionata in alto nel diagramma a “L”, per favorire cambi rapidi da prima a terza durante le uscite dalle curve strette. Questa scelta evidenzia l’attenzione di Michelotto verso una guida pura, senza interventi elettronici, e richiama le soluzioni impiegate nelle vetture da rally di epoche passate.
Origini storiche e significato del nome
Il nome Gruppo 4 Tributo deriva direttamente dalla categoria “Group 4” che, nei primi anni ’80, vedeva la Ferrari 308 GTB trasformata da Michelotto in una macchina da rally capace di piazzarsi sul podio del Tour de Corse nel 1982. Michelotto, allora già rinomato preparatore, aveva ottenuto la benedizione di Enzo Ferrari per sviluppare la versione rally della 308, anche se la casa madre non partecipò mai ufficialmente al Campionato del Mondo Rally.
La nuova edizione, però, non è una semplice restomod. È una costruzione ex novo, su telaio tubolare e pannelli compositi, che rispetta la sagoma originale ma introduce dettagli più aggressivi e una tecnologia più attuale, senza però introdurre elementi elettrificati o sistemi di assistenza. Al momento non sono state comunicate date di commercializzazione né fasce di prezzo, lasciando spazio a curiosi e collezionisti di attendere con ansia ulteriori informazioni.
