Un Sms che sembra arrivare da PagoPa e annuncia una multa per eccesso di velocità da saldare a prezzo scontato: è l’esca di una truffa di smishing segnalata ad Ancona. Il messaggio, che fa riferimento a una «Comunicazione relativa ad una sanzione amministrativa», punta a ottenere dagli automobilisti dati personali e bancari, da usare poi per svuotare conti o sfruttare indebitamente le carte di pagamento.
Lo schema funziona perché tutto appare plausibile: una cifra modesta, una violazione credibile, una scadenza ravvicinata per pagare meno. Proprio questa combinazione può ingannare anche chi di solito presta attenzione ai messaggi sospetti.
Dalla targa alla falsa infrazione: il percorso della truffa
Nel testo dell’Sms c’è un link che invita a verificare la presunta violazione. Chi lo apre si trova davanti a una pagina che chiede, come primo passo, di digitare la targa del veicolo.
Inserito il numero di targa, compare una ricostruzione dettagliata dell’infrazione al Codice della strada. Secondo la schermata, il 23 ottobre il conducente avrebbe superato di 9 km/h un limite di 50 chilometri orari. Applicata la tolleranza di 3 km/h, la sanzione indicata è di 42 euro.
A rendere il tutto più convincente c’è la promessa dello sconto del 30% per chi paga entro cinque giorni: l’importo scende così a 29,40 euro. Una somma bassa, pensata per indurre la vittima a chiudere la pratica in fretta, senza fermarsi a controllare.
Premendo il pulsante «Continua» si passa a una nuova schermata che chiede i dati dell’intestatario del veicolo. È il passaggio che può aprire la strada alla raccolta delle informazioni necessarie per sottrarre denaro o usare la carta a insaputa del titolare.
Perché il nome PagoPa rende il raggiro credibile
L’efficacia del messaggio sta nell’uso del marchio PagoPa e nel richiamo a Send, il sistema di notifiche digitali con cui le pubbliche amministrazioni comunicano in via ufficiale con i cittadini. Un riferimento familiare a molti, che abbassa le difese di chi riceve l’Sms.
PagoPa, però, non chiede il pagamento di multe tramite link inseriti in messaggi di questo tipo. Anche gli avvisi di cortesia di Send hanno solo lo scopo di segnalare che esiste una notifica: non prendono il posto dell’accesso alla piattaforma ufficiale.
C’è poi un indizio rivelatore sulla stessa pagina truffaldina. Cliccando sulla scritta PagoPa appare un avviso rosso con la dicitura «Avviso web ingannevole», che conferma la natura fraudolenta del sito.
Come difendersi dalla finta sanzione
Le regole di base sono poche ma decisive:
- non aprire i collegamenti contenuti nell’Sms;
- non digitare la targa del veicolo sulla pagina proposta;
- non fornire in nessun caso dati personali o bancari.
Per sapere se esiste davvero una multa a proprio carico bisogna affidarsi soltanto ai canali ufficiali, entrando direttamente nell’app IO o nel portale SEND, senza mai passare dai link ricevuti via messaggio.
Se i dati della carta sono già stati inseriti
Chi ha già compilato il modulo con i dati della carta deve contattare subito la propria banca per chiederne il blocco e denunciare l’accaduto alle forze dell’ordine. Il tentativo di truffa può inoltre essere segnalato a PagoPa scrivendo all’indirizzo [email protected]: un passaggio utile anche per chi ha ricevuto l’Sms senza cadere nel tranello, perché consente di far conoscere la campagna fraudolenta e contribuire a contrastarla.
