Il Gran Premio del Messico si è concluso con una scena storica: Kimi Antonelli, ventenne di seconda stagione con la Mercedes, ha conquistato il suo primo campionato mondiale di Formula 1. Il risultato spezza una sequenza di 73 anni senza un pilota italiano al vertice, l’ultimo fu Alberto Ascari nel 1953. Antonelli ha chiuso la gara al terzo posto, dietro Max Verstappen e Lewis Hamilton, ma i punti guadagnati hanno chiuso definitivamente il contendere per lo scudetto.
Kimi Antonelli diventa campione mondiale a Città del Messico
Il giovane pilota ha dimostrato fin dal primo giro una velocità costante, gestendo al meglio le condizioni di quota e l’aria rarefatta del circuito di Autódromo Hermanos Rodríguez. La sua strategia di prolungare il primo stint fino al giro 44 gli ha permesso di guadagnare posizioni chiave, arrivando temporaneamente in testa. Nonostante una sosta imprevista dopo la pausa dei box, Antonelli è riuscito a mantenere la posizione di terzo, assicurandosi così i 25 punti decisivi per il titolo.
George Russell: una domenica di contrasti e l’assenza dalla festa Mercedes
Il compagno di squadra britannico è partito dalla prima fila, ma una serie di inconvenienti ha trasformato la sua gara in una sconfitta. Un problema alla distribuzione dell’energia lo ha costretto a ritirarsi nei primi giri, per poi subire un contatto con Isack Hadjar. Il gesto ha portato a una penalità di dieci secondi, spostandolo fuori dal podio e posizionandolo al sesto posto al termine della corsa. La delusione è stata evidente: Russell, infatti, ha lasciato il paddock prima degli eventi organizzati dalla Mercedes per celebrare il titolo di Antonelli, evitando anche gli obbligatori interviste post-gara.
Il gesto sportivo e la risposta di Toto Wolff
Nonostante la decisione di non partecipare ai festeggiamenti, Russell ha salutato Kimi Antonelli dopo la bandiera a scacchi, congratulandosi per il successo. Toto Wolff, team principal della Mercedes, ha definito il comportamento di Russell un “grande gesto di sportività” e ha spiegato la sua assenza come una reazione comprensibile a una “situazione catastrofica” per un atleta. Wolff ha inoltre sottolineato che il pilota ha preferito non rilasciare dichiarazioni ai media, considerandolo un passo naturale per gestire la frustrazione.
Conseguenze regolamentari: la multa della FIA
Il mancato rispetto degli obblighi post-gara ha avuto ripercussioni sul piano disciplinare. La FIA ha inflitto alla Mercedes una sanzione di 5.000 euro per l’assenza di Russell agli appuntamenti con la stampa. La squadra ha accettato la multa, ribadendo la volontà di tutelare il proprio portacolori in un periodo particolarmente delicato. Il provvedimento, sebbene non alteri la classifica costruttori, evidenzia l’importanza attribuita dalla federazione al rispetto delle norme di presenza mediatica.
Nel frattempo, le parole di Stefano Domenicali, presidente della Formula 1, hanno enfatizzato il valore storico del trionfo di Antonelli: «la grandezza non si misura soltanto con i record, ma con le generazioni che riesce a ispirare». Anche il campione motociclistico Valentino Rossi ha osservato che l’italiano “diventerà una superstar mondiale”. Queste testimonianze ruotano attorno al nuovo volto del motorsport, mentre Mercedes si prepara a ricominciare la prossima stagione con un pilota campione e un compagno più motivato a riconquistare il podio.
