Il nuovo Codice della strada vuole mettere ordine in questa pratica con una regola che cambierebbe le abitudini di chi guida un’auto: lasciare un varco libero per le due ruote.
Prima di tutto, un chiarimento: la norma fa parte dello schema di decreto legislativo che riscrive il Codice, approvato dal governo in esame preliminare e ora all’esame delle commissioni parlamentari. Non è ancora in vigore e il testo potrebbe cambiare durante l’iter.
Cosa prevede l’articolo 51
La novità è contenuta nell’articolo 51 dello schema. In presenza di traffico fermo o rallentato, gli automobilisti dovranno spostarsi verso i bordi della carreggiata per lasciare libera una fascia centrale. La regola è semplice da immaginare:
- chi si trova sulla corsia di sinistra deve accostarsi il più possibile al margine sinistro;
- chi è sulla corsia di destra deve portarsi verso il margine destro.
Il risultato è un corridoio al centro, dove moto e scooter possono avanzare senza infilarsi a zig-zag tra le auto. Secondo la relazione illustrativa del provvedimento, riportata da Brocardi.it, l’obiettivo è proprio ridurre quelle manovre considerate pericolose per la sicurezza.
Dove e quando varrebbe
Non si tratta di una regola valida ovunque. L’obbligo scatterebbe solo alle seguenti condizioni:
- su strade urbane con carreggiate separate;
- con più corsie per ogni senso di marcia;
- quando la circolazione è completamente ferma oppure procede a passo d’uomo.
Con il traffico scorrevole non cambia nulla: nessun corridoio da creare e nessuna manovra extra da fare.
Chi può usare il varco
Il passaggio è pensato prima di tutto per ciclomotori e motocicli. Potranno percorrerlo anche i mezzi di soccorso, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, se la larghezza dello spazio lo permette, e anche quando non stanno intervenendo in emergenza.
La multa: da 80 a 320 euro
Per chi non rispetta l’obbligo, lo schema prevede una sanzione amministrativa da 80 a 320 euro e la decurtazione di due punti dalla patente. Non è una cifra da poco per una manovra che oggi non esiste come obbligo, ed è facile prevedere che farà discutere.
Moto nella corsia di emergenza
Lo stesso articolo si occupa anche di autostrade e strade extraurbane. Oggi la corsia di emergenza è vietata alla generalità dei veicoli, con poche eccezioni (come raggiungere un’uscita entro 500 metri dal cartello di preavviso). Il nuovo testo introdurrebbe una deroga per motocicli e ciclomotori: in presenza di code o rallentamenti potrebbero usarla, ma solo a velocità ridotta.
Resta un obbligo preciso: quando arriva un mezzo di soccorso, moto e scooter devono liberare subito il passaggio.
Perché se ne parla tanto
La proposta divide, ed è facile capire perché. Dalla parte dei motociclisti c’è il tema della sicurezza: stare fermi in colonna espone a rischi di tamponamento e costringe a manovre al limite. Dall’altra, chi guida un’auto si chiede come si possa spostare di lato in uno spazio già stretto, senza sfiorare le altre vetture o il guardrail.
Sono domande legittime e il testo, per ora, lascia spazio all’interpretazione su aspetti pratici come la distanza da tenere dal margine o la responsabilità in caso di contatto. Sarà il passaggio parlamentare, e poi i decreti attuativi, a chiarire i dettagli.
Cosa cambia, in pratica
Se la norma fosse confermata, chi guida dovrebbe prendere due abitudini:
- Guardare lo specchietto prima di fermarsi in colonna, per capire se arrivano moto.
- Abituarsi a spostarsi di lato quando il traffico si blocca, in modo graduale e senza manovre brusche.
Per chi va in moto, invece, resterebbe l’obbligo di procedere con prudenza e di non approfittare dello spazio come di una corsia preferenziale.
A che punto siamo
Il nuovo Codice è stato approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026. Ora servono i pareri del Parlamento, poi un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri per la versione definitiva. Fino ad allora, le regole attuali restano valide: niente corridoio, niente multe.
