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6 Novembre 2026

Nuovo Codice della strada: le auto in coda dovranno aprire un corridoio a moto e scooter

Chiunque abbia passato un'ora in tangenziale conosce la scena: colonna ferma, moto che sfilano tra una macchina e l'altra, specchietti sfiorati e qualche brivido di troppo

polizia stradale, italia, forza dell'ordine, blu

Il nuovo Codice della strada vuole mettere ordine in questa pratica con una regola che cambierebbe le abitudini di chi guida un’auto: lasciare un varco libero per le due ruote.

Prima di tutto, un chiarimento: la norma fa parte dello schema di decreto legislativo che riscrive il Codice, approvato dal governo in esame preliminare e ora all’esame delle commissioni parlamentari. Non è ancora in vigore e il testo potrebbe cambiare durante l’iter.

Cosa prevede l’articolo 51

La novità è contenuta nell’articolo 51 dello schema. In presenza di traffico fermo o rallentato, gli automobilisti dovranno spostarsi verso i bordi della carreggiata per lasciare libera una fascia centrale. La regola è semplice da immaginare:

  • chi si trova sulla corsia di sinistra deve accostarsi il più possibile al margine sinistro;
  • chi è sulla corsia di destra deve portarsi verso il margine destro.

Il risultato è un corridoio al centro, dove moto e scooter possono avanzare senza infilarsi a zig-zag tra le auto. Secondo la relazione illustrativa del provvedimento, riportata da Brocardi.it, l’obiettivo è proprio ridurre quelle manovre considerate pericolose per la sicurezza.

Dove e quando varrebbe

Non si tratta di una regola valida ovunque. L’obbligo scatterebbe solo alle seguenti condizioni:

  • su strade urbane con carreggiate separate;
  • con più corsie per ogni senso di marcia;
  • quando la circolazione è completamente ferma oppure procede a passo d’uomo.

Con il traffico scorrevole non cambia nulla: nessun corridoio da creare e nessuna manovra extra da fare.

Chi può usare il varco

Il passaggio è pensato prima di tutto per ciclomotori e motocicli. Potranno percorrerlo anche i mezzi di soccorso, le forze dell’ordine e i vigili del fuoco, se la larghezza dello spazio lo permette, e anche quando non stanno intervenendo in emergenza.

La multa: da 80 a 320 euro

Per chi non rispetta l’obbligo, lo schema prevede una sanzione amministrativa da 80 a 320 euro e la decurtazione di due punti dalla patente. Non è una cifra da poco per una manovra che oggi non esiste come obbligo, ed è facile prevedere che farà discutere.

Moto nella corsia di emergenza

Lo stesso articolo si occupa anche di autostrade e strade extraurbane. Oggi la corsia di emergenza è vietata alla generalità dei veicoli, con poche eccezioni (come raggiungere un’uscita entro 500 metri dal cartello di preavviso). Il nuovo testo introdurrebbe una deroga per motocicli e ciclomotori: in presenza di code o rallentamenti potrebbero usarla, ma solo a velocità ridotta.

Resta un obbligo preciso: quando arriva un mezzo di soccorso, moto e scooter devono liberare subito il passaggio.

Perché se ne parla tanto

La proposta divide, ed è facile capire perché. Dalla parte dei motociclisti c’è il tema della sicurezza: stare fermi in colonna espone a rischi di tamponamento e costringe a manovre al limite. Dall’altra, chi guida un’auto si chiede come si possa spostare di lato in uno spazio già stretto, senza sfiorare le altre vetture o il guardrail.

Sono domande legittime e il testo, per ora, lascia spazio all’interpretazione su aspetti pratici come la distanza da tenere dal margine o la responsabilità in caso di contatto. Sarà il passaggio parlamentare, e poi i decreti attuativi, a chiarire i dettagli.

Cosa cambia, in pratica

Se la norma fosse confermata, chi guida dovrebbe prendere due abitudini:

  • Guardare lo specchietto prima di fermarsi in colonna, per capire se arrivano moto.
  • Abituarsi a spostarsi di lato quando il traffico si blocca, in modo graduale e senza manovre brusche.

Per chi va in moto, invece, resterebbe l’obbligo di procedere con prudenza e di non approfittare dello spazio come di una corsia preferenziale.

A che punto siamo

Il nuovo Codice è stato approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026. Ora servono i pareri del Parlamento, poi un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri per la versione definitiva. Fino ad allora, le regole attuali restano valide: niente corridoio, niente multe.