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25 Ottobre 2026

Bologna ospita il Salone d’auto d’epoca: dati, esposizioni e mercato

Le icone della motorvalley, i numeri del mercato e l’anima del Salone di Bologna in un unico racconto

Bologna ospita il Salone d’auto d’epoca: dati, esposizioni e mercato

Dal 22 al 25 ottobre la città di Bologna diventa il fulcro della motorvalley europea, ospitando la 43ª edizione del Salone di Auto e Moto d’Epoca. Oltre 500.000 visitatori hanno già attraversato il padiglione di Parigi, ma è a Bologna che si concentra il cuore pulsante della nostalgia su quattro e due ruote. L’evento, più grande d’Europa, accoglie più di 5.000 veicoli provenienti da musei, collezioni private e case produttrici, tutti riuniti in uno spazio di 235.000 metri quadrati diviso in 14 padiglioni.

Il Salone di Bologna: un evento da record

Spazio, espositori e visita

Con 235.000 mq di area espositiva, il Salone supera di gran lunga le precedenti edizioni, offrendo una pista a cielo aperto per test drive, aree dedicate al restauro e numerosi stand commerciali. Gli organizzatori hanno riportato più di 5.000 veicoli in mostra, spaziando dalle eleganti berline degli anni ’50 alle supercar degli anni ’70. Alberto Scuro, presidente dell’ASI, ha sottolineato che la manifestazione rappresenta “una cultura motoristica unica al mondo, da custodire e tramandare”. Andrea Pontremoli, amministratore delegato di Dallara e presidente della Motor Valley Development, ha evidenziato come la regione concentri sei marchi di fama globale e attragga ogni anno oltre 3,6 milioni di turisti.

Le auto più celebrate sotto il tendone

Le icone della corsa

Tra le colonne sonore del passato, spiccano le Ferrari e le Alfa Romeo degli anni d’oro, le Lamborghini Miura che compie i suoi sessant’anni, e la Mercedes-Benz di 140 anni, esposta accanto alla moderna Classe S elettrica. La mostra “Icons of Speed” presenta dodici vetture legate alle gare di endurance più famose: la Porsche 917 Gulf (solo 25 esemplari), la Porsche 956 Rothmans, la Sauber C9, la Bentley EXP Speed 8 e la Lancia LC1 con livrea Martini, solo per citarne alcune.

Le leggende della produzione

Altri pezzi di spicco includono la 250 GT Lusso di Enzo Ferrari, un modello appartenuto a Herbert von Karajan, la Zonda F di Pagani in onore di Juan Manuel Fangio, la Maserati Ghibli SS Coupé del 1972 e la nuova GranTurismo Trofeo. Non mancano le esemplari più rare, come la De Dion-Bouton Type V del 1904, simbolo delle primissime sperimentazioni motoristiche.

Il mercato delle vetture d’epoca: numeri e dinamiche

Uno studio di McKinsey stima che il business delle auto storiche generi quasi 90 miliardi di euro all’anno, con più di 5.000 transazioni superiori ai 500 000 €, che spaziano da compravendite a restauri, ricambi e servizi specialistici. La FIVA – federazione mondiale delle associazioni di veicoli storici – riporta che in Italia più di 20 milioni di persone si dichiarano appassionate, pari a un terzo della popolazione nazionale. Il certificato rilasciato da FIVA, valido a livello globale, è considerato quasi un passaporto per i collezionisti che viaggiano con le loro glorie d’epoca.

FIVA, Motor Valley e il futuro sostenibile

Il presidente di FIVA ha evidenziato come il fenomeno si stia espandendo anche in Cina e nel Nord America. Progetti di inclusione sociale vedono persone con disabilità o da culture diverse collaborare al restauro, promuovendo l’apprendimento collettivo. Per avvicinare i giovani, la federazione promuove l’uso di biocarburanti per ridurre le emissioni delle auto d’epoca. Pontremoli conclude che il futuro della Motor Valley non sta nell’imitazione delle strategie elettriche cinesi, ma nella valorizzazione di pochi modelli iconici capaci di esprimere l’eccellenza italiana, trasformando la passione in un vantaggio competitivo per il turismo e l’innovazione.