Lunedì 22 ottobre BolognaFiere ha aperto le porte al Salone Auto e Moto d’Epoca 2026, un appuntamento che ogni anno attira collezionisti, restauratori, curiosi e famiglie intere. In quattro giorni sono stati presentati più di 5.000 veicoli distribuiti su 13 padiglioni, dal più raffinato prototipo della Motor Valley alle moto più celebri della storia. La manifestazione è diventata un vero punto di incontro per gli amanti del motorismo storico, svolgendo anche una funzione di vetrina per le eccellenze italiane e per le strategie di sviluppo futuro del settore.
Un raduno storico che supera i cinque mila esemplari
Tra i protagonisti della mostra spicca la sezione Icons of Speed, dove dodici vetture raccontano l’evoluzione delle gare di endurance, dalle 24 Ore di Le Mans alle sfide di Monza. Modelli come la Porsche 917, la Porsche 956 Rothmans, la Sauber C9 e la Bentley EXP Speed 8 mostrano l’avanguardia tecnica di decenni fa. Non mancano icone italiane: la Ferrari 348 TB, legata al nome di Ayrton Senna, la Miura SV di Ferruccio Lamborghini e la De Dion-Bouton Type V del 1904, la più antica in piazza.
Motori su quattro ruote: le stelle della mostra
Oltre alle icone da corsa, la selezione include gioielli di design e cultura pop, come la Honda RC211V guidata in persona da Valentino Rossi, e la Ferrari 166 MM Barchetta che ha incantato l’élite musicale. Spazi dedicati a ricambi, modellismo e collezionismo offrono ai visitatori la possibilità di scovare pezzi rari, alimentando un mercato valutato in circa 90 miliardi di euro a livello globale.
FIVA e la dimensione globale del motorismo d’epoca
Durante l’inaugurazione il presidente della FIVA, Alberto Scuro, ha celebrato i 60 anni dell’organizzazione, sottolineando che in Italia sono circa 20 milioni di persone a dichiararsi appassionate o interessate al mondo dei veicoli storici, su una popolazione di 60 milioni. La federazione raccoglie oggi le associazioni di 71 paesi e, grazie al suo certificato di circolazione valido in tutto il mondo, fornisce ai proprietari di auto d’epoca una sorta di “passaporto” per le strade internazionali.
Inclusione, sostenibilità e giovani
Scuro ha evidenziato progetti che coinvolgono persone con disabilità e chi non condivide la stessa lingua, dimostrando che la collaborazione su un motore può diventare uno strumento di integrazione. Parallelamente, la federazione promuove l’uso di biocarburanti per ridurre le emissioni dei veicoli storici, avvicinando così la nuova generazione di appassionati a una pratica più responsabile dal punto di vista ambientale.
Icone di velocità e progetti di futuro nella Motor Valley
Andrea Pontremoli, amministratore delegato di Dallara e presidente dell’associazione Motor Valley Development, ha illustrato la visione di trasformare la cultura dei motori in un prodotto turistico di eccellenza. La Motor Valley, che ospita aziende come Ferrari, Lamborghini, Maserati, Ducati e Dallara, conta circa 15 000 imprese collegate e ha attratto 3,6 milioni di visitatori lo scorso anno, creando un vero capitale sociale per l’intera regione.
Strategia per il futuro del settore
Pontremoli ha proposto una strategia basata su pochi modelli “representativi”, su cui concentrare le migliori capacità dell’Italia, piuttosto che entrare nella corsa all’elettrico contro i costruttori cinesi, considerata una scelta potenzialmente suicida. L’obiettivo è valorizzare la tradizione motoristica, mantenendo al contempo un occhio attento all’innovazione e alla sostenibilità, per far sì che la memoria dei motori e il loro domani siano due facce della stessa storia.
