Negli ultimi anni il dibattito sul costo di gestione di un’auto elettrica si è spostato da una mera ipotesi a una questione quotidiana per i consumatori. Molti utenti hanno iniziato a confrontare la bolletta elettrica, i prezzi della benzina e le spese di manutenzione per capire se il passaggio al veicolo a zero emissioni è davvero vantaggioso.
Questo articolo raccoglie i bilanci personali di diversi conducenti, analizza le tariffe di ricarica pubblica offerte dai principali operatori italiani e indica quali fattori possono spiegare la relativa difficoltà di diffusione delle Auto elettriche nel nostro paese.
Esperienze concrete di risparmio: i bilanci dei lettori
Chi ricarica l’auto principalmente a casa, soprattutto se dispone di un impianto fotovoltaico, registra i costi più contenuti. Daniele, ad esempio, paga in media 0,25 €/kWh, ma in inverno, con un consumo di circa 1.000 kWh al mese, il prezzo scende a 0,21-0,22 € perché le spese fisse si ripartiscono su un volume maggiore di energia. Con due veicoli percorre 40 000 km all’anno spendendo tra 1.600 e 1.800 € di elettricità, grazie a 6,5 MWh prodotti dal proprio fotovoltaico.
Chi sfrutta i Supercharger e i vantaggi aziendali
Stefano, proprietario di una Tesla model Y RWD del 2023, dichiara una media di 5,90 €/100 km, combinando il 75 % di ricarica a casa (0,29-0,30 €/kWh) con il 25 % presso i Supercharger. Il risparmio rispetto a un’auto a benzina è evidente: con quel valore sarebbe impossibile coprire 60 km per 5,90 € in un modello a combustione. Un altro caso è quello di Massimiliano, che ricarica due auto elettriche per un totale di 60 000 km/anno a 0,24 €/kWh, con una spesa inferiore a 4 € per 100 km.
Alcuni utenti, come Perseo, hanno addirittura venduto parte del proprio impianto fotovoltaico per acquistare energia a 0,04 €/kWh, ottenendo costi di ricarica di 0,48-0,60 €/100 km. Alessandro, con la Dacia Spring, paga 0,2746 €/kWh, pari al prezzo della benzina a 1,10 €/L, dimostrando quanto il costo per chilometro possa diventare davvero competitivo.
Confronto pratico delle tariffe di ricarica in Italia
Il prezzo indicato al kWh non racconta la storia completa: la maggior parte dei gestori propone formule a consumo, abbonamenti mensili o pacchetti prepagati. A2A E-moving, ad esempio, offre un piano “Small” da 40 kWh al mese a 0,55 €/kWh, mentre il “Large” da 200 kWh scende a 0,425 €/kWh. Il servizio “A consumo Plus” aggiunge un canone di 2 € al mese e la possibilità di prenotare la presa.
Plenitude propone tariffe promozionali fino a 0,53 €/kWh per le colonnine “Quick” (≤22 kW) e 0,90 €/kWh per le Ultra-Fast (>75 kW). Inoltre, le carte prepagate aumentano il valore del credito: con 100 € si ottengono 110 € di energia valida sei mesi.
Duferco Energia varia il prezzo in base a orario e giorno: da 0,52 €/kWh su colonnine Fast in orario diurno a 0,79 €/kWh su Ultra-Fast nella fascia serale. Le carte prepagate Da Mobility consentono di bloccare il prezzo medio a circa 0,62-0,65 €/kWh per pacchetti da 100 a 400 kWh.
Electra, senza abbonamento, applica 0,54 €/kWh Pay-per-use, ma gli abbonati “Essential” e “Smart” riducono il costo a 0,44 €/kWh e 0,34 €/kWh rispettivamente, pagando un canone mensile di 1,99 € o 4,99 €.
Electrip, infine, differenzia AC e DC: 0,60 €/kWh in AC (≤22 kW) e 0,75 €/kWh in DC (≤150 kW) per gli utenti registrati, con tariffe leggermente più alte per gli ospiti. Queste differenze mostrano come una scelta consapevole dell’operatore e del tipo di colonnina possa incidere notevolmente sul costo medio per 100 km.
Perché le auto elettriche sono ancora poco diffuse in Italia
Le percezioni errate rappresentano una delle principali barriere. Alcuni credono che le colonnine siano troppo rare o che le ricariche ultra-rapide richiedano tempi di 15-30 minuti, con ulteriori attese. In realtà, la rete nazionale conta migliaia di punti di ricarica e molte strutture sono ancora sottoutilizzate, creando opportunità di prezzi più competitivi.
Un altro motivo è la difficoltà a comprendere le tariffe variabili: i consumatori spesso pensano che il prezzo dell’elettricità sia sempre più alto della benzina, ma i recenti ribassi di Eni e di altri fornitori hanno reso la ricarica più conveniente, soprattutto quando si sfrutta un abbonamento o una ricarica domestica autocostruita.
Infine, la pianificazione dei viaggi può apparire complessa, ma le app dei gestori mostrano in tempo reale la disponibilità delle colonnine, consentendo di organizzare le soste con la stessa facilità di una stazione di servizio tradizionale. Smontare questi pregiudizi è fondamentale per aumentare le vendite di veicoli elettrici in Italia.
