Dolomiti Superbike: La Fine di un’Era per una Manifestazione Iconica

Un addio alla Dolomiti Superbike: un evento che ha riunito appassionati di mountain bike in un'esperienza indimenticabile.

La decisione di non includere la Dolomiti Superbike nei calendari del 2026 segna la fine di un’era per gli appassionati di mountain bike. Questo evento non era solo una gara, ma un simbolo di passione e comunità, un punto di riferimento per ciclisti di tutto il mondo, che si riunivano annualmente nel suggestivo borgo della Val Pusteria.

Ricordi indelebili: la prima esperienza nel 2003

Il primo incontro con la Dolomiti Superbike risale al 2003, quando si aveva solo 15 anni. Non si era mai assistito a un evento di tale portata: il paese era completamente trasformato, invaso da un mare di ciclisti che si estendeva all’orizzonte. L’atmosfera era elettrica, con mongolfiere pubblicitarie che fluttuavano nel cielo e un elicottero che riprendeva le scene dall’alto, mentre il pubblico si accalcava per assistere a quello che sarebbe diventato un appuntamento annuale imperdibile.

Un anno da ricordare: la sfida della neve

Nel 2004, Villabassa si trasformò in un palcoscenico di sfide indimenticabili, un anno che molti ricorderanno. La giornata iniziò con un cielo nuvoloso, ma le previsioni facevano sperare in un miglioramento. Tuttavia, una tempesta di neve si abbatté sulla località, costringendo gli organizzatori ad annullare la gara e bloccando gli atleti in montagna. In quel contesto, si svolse il percorso corto, l’unico che riuscì a essere completato. Il freddo pungente di quel giorno rimane vivido nella memoria, così come la difficoltà di affrontare temperature inusuali per la stagione estiva.

Le difficoltà incontrate

Durante l’ultima discesa, le mani erano talmente intorpidite da non permettere di percepire il manubrio della bicicletta. L’unica sensazione era quella del movimento della bici, mentre si cercava di raggiungere il traguardo. Dopo la competizione, ci si ritrovò sotto una doccia fredda, con difficoltà a togliere i guanti a causa del gonfiore e le scarpe a causa della mancanza di sensibilità. La situazione di mio padre risultò ancor più complessa: rimase bloccato a Sesto con altri atleti, assistiti dai Vigili del Fuoco e trasportati con navette improvvisate. Nonostante le avversità, l’organizzazione si dimostrò impeccabile, senza alcun atleta che si lamentasse.

Il valore dell’organizzazione

La partecipazione a eventi come la Dolomiti Superbike implica un riconoscimento del valore che va oltre un semplice percorso tracciato o un pasta party. I partecipanti investono in competenza e professionalità. L’organizzatore funge da artigiano, capace di gestire ogni aspetto dell’evento. Non si tratta esclusivamente di costi, ma di un’esperienza complessiva che deve risultare memorabile.

Una manifestazione che ha saputo rimanere autentica

Negli anni successivi, si tornò a Villabassa in qualità di giornalista. Il panorama della mountain bike subì profondi cambiamenti, tuttavia la Dolomiti Superbike mantenne viva l’essenza di vent’anni fa. Anche se biciclette e atleti erano diversi, lo spirito dell’evento rimase invariato: un raduno per appassionati, non una competizione esclusivamente per professionisti.

Resistenza alle mode

Molti giovani ciclisti hanno inizialmente snobbato l’evento a causa del suo percorso scorrevole. Tuttavia, Kurt Ploner, l’organizzatore, ha sempre rifiutato di inseguire le tendenze del momento. Ha mantenuto un’idea di gara aperta a tutti, senza estremizzare le difficoltà, creando un ambiente accogliente e accessibile.

Fino alla sua ultima edizione, la Dolomiti Superbike ha rappresentato un evento internazionale che, pur nella sua semplicità, ha mantenuto un alto standard di organizzazione. Gli organizzatori erano sempre presenti tra la gente, interagendo con gli atleti e condividendo il momento. La comunità locale si univa per rendere possibile un evento che ha promosso il territorio in modo autentico.

Un triste addio

La Dolomiti Superbike lascerà un vuoto profondo nel cuore degli appassionati. Questa manifestazione ha rappresentato un punto di riferimento per gli amanti della mountain bike, cresciuta grazie all’impegno di chi l’ha organizzata. In un’epoca in cui il ciclismo era un mezzo per esplorare la natura, l’evento ha saputo unire atleti e appassionati in un’esperienza condivisa, lontana dalle mode passeggere.

Cara Dolomiti Superbike, il tuo ricordo continuerà a vivere in tutti noi. La tua essenza rimarrà un faro di ispirazione per le future generazioni di ciclisti, alimentando la passione e l’amore per questo sport.

Scritto da Staff
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