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26 Ottobre 2026

Fondi PNRR per la rete di idrogeno: bilancio dei progetti 2026

I 103,5 milioni destinati alle stazioni di idrogeno sono quasi sfumati: pochi rifornimenti, nessuna auto in vendita, un investimento ancora da valutare.

Fondi PNRR per la rete di idrogeno: bilancio dei progetti 2026

Nel 2024 il Ministero dei Trasporti, grazie al PNRR, aveva destinato 103,5 milioni di euro per realizzare 36 nuovi distributori di idrogeno in Italia. L’obiettivo era chiaro: entro il 2026 la penisola avrebbe dovuto contare 38 stazioni, aggiungendo così 36 unità alle sole due già operative a Bolzano e Mestre. Un piano ambizioso che doveva aprire la strada a una mobilità a zero emissioni, ma i numeri di fine anno raccontano una realtà ben diversa.

Obiettivi di finanziamento e rete pianificata

Lo stanziamento del 2024 faceva parte di una prima fase di un piano più ampio da 230 milioni di euro. I 36 nuovi punti di rifornimento dovevano essere realizzati con il supporto di una serie di partner: Autostrada del Brennero (4 progetti), Milano Serravalle (3), Snam 4 Mobility (8), Eni (3), Sapio (2), Green Factory (1) e altri ancora, tra cui Edison, Q8 Petroleum e Alperia Greenpower. Nonostante la capillarità delle proposte, alla chiusura del 2026 molte di esse risultano ancora incompiute o totalmente inattive.

Le stazioni più antiche: Bolzano e Brunico

Una delle prime strutture è quella di Bolzano, simbolo dell’intervento pubblico. Gianfranco Pizzuto, esperto di mobilità sostenibile, ha esposto sui propri canali LinkedIn il bilancio della stazione: da gennaio ad agosto 2026 sono stati effettuati solo 69 rifornimenti, equivalenti allo 0,14 % della capacità teorica prevista per il sito da 12,6 milioni di euro. “Un flop clamoroso”, definisce Pizzuto, che ricorda di aver avvertito i vertici provinciali del rischio di concentrare tutti gli investimenti sull’idrogeno a scapito della batteria elettrica. “Non fui ascoltato e mai più interpellato”, ha dichiarato, aggiungendo che la conclusione è una magra consolazione.

Vendite di auto a idrogeno: il mercato silenzioso

Il fallimento della rete di distribuzione si riflette direttamente sulle vendite di veicoli. Nel corso del 2026 sono state immatricolate in Italia solo due auto a idrogeno: una Hyundai e una Toyota. Questo dato evidenzia una profonda discrepanza tra le aspettative di una mobilità pulita e la realtà del mercato, dove i consumatori continuano a preferire soluzioni elettriche o a combustibili tradizionali.

Critiche e responsabilità nell’impiego dei fondi pubblici

Pizzuto non ha risparmiato parole nei confronti di chi ancora promuove l’idrogeno come risposta unica. “È una questione di responsabilità nell’utilizzo delle risorse pubbliche”, ha affermato, sottolineando che la scommessa su una tecnologia ancora immatura ha portato a risultati ben al di sotto delle previsioni. Le stazioni finanziate dal PNRR sono quindi al centro di un dibattito su trasparenza, efficacia e necessità di rivedere la strategia energetica nazionale.

Chiunque abbia informazioni su progetti ancora in corso, o su stazioni presenti sul territorio, è invitato a contattare la redazione via email all’indirizzo info@. L’obiettivo è raccogliere dati concreti per valutare il reale ritorno degli investimenti e, se necessario, correggere la rotta verso una mobilità veramente sostenibile.