Nel 2026, un’auto su tre immatricolata in Italia proviene da una società di noleggio. Questo dato riflette una tendenza crescente: i consumatori, scoraggiati dall’aumento medio del prezzo di una vettura nuova da 19.000 a 30.000 euro, preferiscono soluzioni che non richiedono l’acquisto. Locauto è una delle realtà che ha costruito il suo modello proprio su questa esigenza, offrendo noleggio a breve e a lungo termine a privati e aziende.
Le radici di Locauto: da un tovagliolo nella pizzeria a più di 110 sedi
Nel 1979, al Transatlantico di Porta Venezia, Mario Tavazza e i suoi soci disegnano su un semplice tovagliolo l’elefantino che diventerà il logo dell’azienda. Quell’aneddoto rappresenta lo spirito imprenditoriale che ha guidato la fondazione: fornire una mobilità semplice e intuitiva. Oggi la compagnia conta più di cento dieci punti vendita, oltre trecento dipendenti e è guidata da Raffaella Tavazza, figlia del fondatore, che mantiene viva la mission originaria.
La svolta del 1993 e l’alleanza con Enterprise Mobility: da leasing a noleggio a lungo termine
Nel 1993 il mercato del leasing in Italia si riempie di grandi banche e assicurazioni. Per distinguersi, Locauto decide di puntare sul noleggio a lungo termine, eliminando l’obbligo di riscatto e includendo tutte le manutenzioni in un canone fisso. Questa scelta anticipa la transizione dal possesso all’uso, rendendo il servizio particolarmente attraente per chi non vuole gestire problemi post-acquisto.
Smart Check-in: la risposta digitale al lockdown del 2020
La pandemia costringe le filiali a chiudere, ma Locauto lancia lo Smart Check-in: firma digitale del contratto, ritiro dell’auto direttamente dal parcheggio e apertura tramite smartphone. Il meccanismo, inizialmente pensato come soluzione temporanea, si rivela un vantaggio competitivo permanente, perché permette ai clienti di vedere il veicolo prima di confermare e di gestire la prenotazione con la stessa facilità con cui si provano delle scarpe online.
Il contesto nazionale: leasing auto, noleggio e la lenta adozione dell’elettrico
Secondo le ultime analisi, il segmento auto rappresenta il 62,1% del mercato totale del leasing, con una crescita dell’8,7% nei primi nove mesi del 2026. Le immatricolazioni raggiungono 1.268.950 unità, +8,7% rispetto al 2025, grazie agli incentivi introdotti a fine 2025 e al turismo che alimenta il noleggio a breve termine. Tuttavia, l’età media dei clienti sta aumentando: il 23% ha più di 65 anni e il 25% si colloca tra 55 e 64 anni, fattori che riducono la propensione al rinnovo dei veicoli.
Le sfide operative per le società di leasing e noleggio
Con la diffusione del noleggio a lungo termine e del leasing operativo, la redditività non dipende più solo dal margine iniziale, ma dalla capacità di gestire il valore residuo dei veicoli. Ottimizzare il remarketing, prevedere con precisione i valori di mercato post-contratto e collaborare con partner specializzati nella gestione degli asset usati sono diventati imperativi. Inoltre, l’elettrico avanza lentamente: un’auto su quattro è finanziata con leasing o noleggio, ma solo il 28-30% delle vendite in Francia e Germania è elettrico, contro un 40% di italiani che si dichiarano contrarî all’adozione della mobilità elettrica.
Un esempio di settore più promettente è rappresentato dai veicoli industriali elettrici: un modello può percorrere 700 km con una singola carica e mantiene una vita utile della batteria superiore a quella dei mezzi tradizionali. Questo trend, sostenuto dal caro del diesel, indica che le flotte aziendali continueranno a investire nell’elettrico, anche se la platea dei consumatori privati rimane più cauta.
