Quando Andrea Bocchia comparve per la prima volta sulla scena letteraria, lo fece con Ferite profonde forse guaribili un romanzo che intrecciava le ansie di una generazione con il delicato rapporto padre-figlio. Dopo anni di racconti brevi e articoli per il web, l’autore ha deciso di coniugare la sua passione per la scrittura con la sua ferma ammirazione per la Formula 1 dando vita a un volume del tutto diverso.
Pubblicato da Newton Compton Editori nel 2026, “I grandi campioni che hanno fatto la storia della Formula 1” riunisce ventisette profili di piloti, dagli albori del campionato nel 1950 fino ai protagonisti contemporanei. Il libro non è una mera enciclopedia: è una narrazione che mette a nudo la caratteristica umana dietro ogni vittoria, ogni incidente, ogni trionfo tecnico.
Il nuovo volume di Bocchia: struttura e intento
Il progetto nasce da un desiderio dichiarato: far rivivere le emozioni di chi ha vissuto le corse dal vivo e regalarne di nuove a chi si avvicina per la prima volta. Bocchia ha impiegato più di due anni, attingendo a testi storici, archivi video e interviste, per costruire una narrazione che alterna biografie a curiosità tecniche. Ogni capitolo è scandito da aneddoti che collegano l’automobile al pilota, come l’immagine del farfallino blu a pois bianchi che adorna il collo di Mike Hawthorn mentre scatta a bordo della Ferrari 246.
La scelta di inserire dettagli come la transizione dal motore anteriore a quello posteriore in Argentina dimostra come Bocchia consideri le macchine quasi dei personaggi a sé stanti, capaci di influenzare le scelte e il destino dei corridori.
I protagonisti della Formula 1: da Fangio a Clark, passando per Alonso
Nel suo scritto, Bocchia non tenta di decretare un “migliore di tutti i tempi”. Al contrario, evidenzia che confrontare epoche diverse è irrealistico, ma fa comunque spiccare due nomi ricorrenti nelle classifiche: Juan Manuel Fangio e Jim Clark. Entrambi incarnano una classe inarrivabile tanto per talento quanto per carattere umano, ed emergono come simboli di un’era di pura velocità e coraggio.
Un episodio più leggero, ma non meno significativo, è la “licenza narrativa” sul giornalista asturiano che, per un capriccio della sorte, deve rimettere in cassetto la biografia di Fernando Alonso perché il pilota decide di tornare in pista dopo aver annullato il ritiro. Questo scherzo serve a sottolineare la capacità di Bocchia di mescolare fatti verificati con un pizzico di ironia.
Tragedie e resilienza nella storia del motorsport
Il testo non omette le ombre che hanno accompagnato la crescita della Formula 1 incidenti mortali, errori di progettazione e momenti di grande tensione. L’autore affronta questi temi con rispetto, riconoscendo che le tragedie hanno forgiato la cultura della sicurezza che oggi caratterizza lo sport.
Sia che il lettore abbia già assistito a una gara dal vivo – come l’autore, che ricorda il Gran Premio di Imola del 1980 – sia che viva l’esperienza solo tramite la televisione, il volume promette di offrire una chiave di lettura più profonda, quasi poetica, della leggenda delle corse.
