Volvo punta su PHEV avanzate: la svolta verso l’elettrificazione quotidiana

Volvo introduce una nuova generazione di ibride plug-in con autonomia elettrica fino a 200 km, un passo significativo verso l'elettrificazione quotidiana.

Volvo sta compiendo un passo significativo nel mondo delle ibride plug-in con l’obiettivo di offrire un’alternativa concreta alle auto completamente elettriche. La casa svedese, nota per la sua spinta verso l’elettrificazione, sta ora puntando su PHEV con un’autonomia elettrica nettamente superiore, per rispondere alle esigenze di chi non è ancora pronto a passare alle BEV.

La nuova strategia di Volvo si basa su un approccio innovativo: aumentare l’autonomia elettrica delle ibride plug-in per renderle utilizzabili come vere e proprie auto elettriche nella maggior parte degli spostamenti quotidiani. Questo cambiamento è stato annunciato da Nicole Melillo Shaw responsabile di Volvo UK, che ha sottolineato come le PHEV rappresentino un passaggio intermedio fondamentale per i clienti non ancora pronti per le BEV.

La nuova generazione di PHEV Volvo

Le ibride plug-in di prima generazione erano spesso criticate per la loro limitata autonomia elettrica, che spingeva molti proprietari a utilizzare prevalentemente il motore termico. Volvo vuole cambiare radicalmente questa situazione, lavorando su batterie più grandi e autonomie elettriche molto più elevate. L’obiettivo è rendere concretamente possibile l’utilizzo quotidiano in modalità EV per la maggior parte degli automobilisti.

Un esempio concreto di questa nuova filosofia è la Volvo xc70 il primo modello del marchio con tecnologia plug-in hybrid extended-range. Secondo i dati dichiarati per il mercato cinese, il SUV può percorrere fino a 200 km in modalità elettrica secondo il ciclo CLTC. Questo valore rappresenta una svolta significativa, poiché permette di coprire gran parte degli spostamenti quotidiani utilizzando esclusivamente l’energia della batteria.

L’impatto sul mercato e la strategia di Volvo

La nuova attenzione verso le PHEV non significa che Volvo abbia abbandonato il progetto di diventare un costruttore sempre più elettrico. Al contrario, la casa continua a investire nella tecnologia BEV e nella propria gamma di modelli a batteria. Tuttavia, la strategia tiene conto del fatto che la velocità della transizione verso l’elettrico non sta rispettando le previsioni iniziali.

Nel Regno Unito, ad esempio, le vendite di auto elettriche Volvo sono aumentate significativamente negli ultimi anni, ma le vetture con motore a benzina continuano a rappresentare circa il 75% delle vendite del marchio. Questo dato riflette una domanda ancora non completamente matura per le BEV, e Volvo sta adattando la propria strategia per intercettare clienti con esigenze differenti.

Le sfide future

Resta da capire quanto questa tecnologia inciderà su peso, costi e prezzo delle vetture. Batterie più grandi significano infatti maggiore massa e componenti più costosi, mentre la presenza contemporanea di motore elettrico, batteria e propulsore termico rende il sistema più complesso rispetto a quello di una BEV. Tuttavia, Volvo è convinta che questa soluzione possa rappresentare un ponte efficace verso un futuro completamente elettrico.

La casa svedese ha anche chiesto al governo britannico di tenere conto della velocità reale con cui i clienti stanno cambiando abitudini, soprattutto mentre il Regno Unito si prepara alle prossime tappe del mandato ZEV e al percorso che dovrebbe portare, entro il 2035, alla vendita esclusiva di nuove auto completamente elettriche.

Questa strategia non solo risponde alle esigenze attuali del mercato, ma prepara anche il terreno per una transizione più fluida verso un futuro completamente elettrico.

Scritto da Ilaria Mauri