Auto elettriche e cloud: l’impronta digitale che cambia le emissioni

Le auto elettriche non emettono CO2 mentre viaggiano, ma il loro ecosistema digitale ha un impatto ambientale che crescerà con l'intelligenza artificiale.

Quando si parla di auto elettriche il concetto di zero emissioni è spesso al centro del dibattito. È vero che, non avendo un impianto di scarico, queste vetture non emettono CO2 durante la guida. Tuttavia, la situazione si complica se consideriamo l’intero ecosistema digitale che le supporta.

Le auto elettriche moderne sono profondamente connesse, dialogando costantemente con il cloud per aggiornamenti software, gestione della batteria, navigazione e assistenza alla guida. Questo aspetto è cruciale, soprattutto per chi acquista un’auto elettrica per motivi etici e ambientali, ma spesso non è consapevole di questo impatto nascosto.

L’impatto ambientale del cloud e dei data center

Le vetture elettriche di ultima generazione non consumano solo elettricità, ma anche dati. Ogni interazione con i server remoti richiede potenza di calcolo che a sua volta richiede energia. Oggi, l’impatto di questa componente digitale è ancora limitato, ma con la crescita dell’intelligenza artificiale i consumi dei data center stanno aumentando rapidamente.

Le auto elettriche sono particolarmente interessate da questo fenomeno perché la loro gestione è molto più software-defined rispetto alle vetture con motore termico. Il Battery Management System controlla costantemente lo stato delle celle, le temperature e i flussi energetici, mentre la navigazione calcola percorsi in base all’autonomia residua e alle colonnine disponibili. Inoltre, la ricarica viene ottimizzata in base alle condizioni della batteria e ai prezzi dell’energia.

Tesla e il Full Self-Driving a Roma

Un esempio concreto di questa evoluzione è il test del Full Self-Driving (FSD) di Tesla a Roma. Questo sistema richiede una quantità significativa di dati e potenza di calcolo, contribuendo all’impronta ambientale complessiva delle vetture elettriche.

L’evoluzione dei consumi energetici e delle emissioni

Quantificare oggi l’impatto ambientale del cloud associato alle auto elettriche non è semplice, poiché i costruttori non pubblicano dati specifici. Tuttavia, costruendo uno scenario medio, si può stimare che l’ecosistema digitale di un’auto connessa richieda alcune decine di kWh all’anno nei data center.

Tradotto in emissioni, questo significa pochi chilogrammi di CO2 per veicolo ogni anno, pari a circa 0,8-1 g/km. Questi numeri sono ancora molto inferiori alle emissioni di un’auto con motore a combustione, ma sono destinati a crescere con la diffusione dell’intelligenza artificiale.

Entro il 2030, con assistenti AI più evoluti e una gestione sempre più intelligente di batteria, ricarica e navigazione, il fabbisogno energetico potrebbe salire a 120-130 kWh corrispondenti a circa 3 g/km di CO2. Nel 2035, con auto sempre più software-defined, lo scenario arriva a circa 250-300 kWh l’anno, cioè oltre i 4 g/km di CO2.

Scenario prudente vs. scenario evoluto

Ci sono poi vetture in cui l’intelligenza artificiale avrà un peso maggiore, con numeri più grandi. Già oggi ci sono auto che arrivano a 1,5-1,7 g/km di CO2. Si pensa che nel 2030 alcune vetture potranno toccare i 6 g/km e che nel 2035 in alcuni casi si potrà andare oltre 8,2-8,5 g/km di CO2.

Un altro aspetto da considerare è il consumo di acqua. Molti data center utilizzano sistemi di raffreddamento a liquido, e applicando un valore medio di 1,8 litri per ogni kWh consumato, l’impronta indiretta di un’auto elettrica passerebbe da circa 55 litri d’acqua all’anno oggi a oltre 450 litri nel 2035.

Scritto da Ilaria Mauri