L’Europa sta vivendo una trasformazione epocale nel settore automobilistico. Le auto elettriche stanno conquistando una quota sempre più rilevante del mercato, con numeri che lasciano pochi dubbi sulla direzione futura della mobilità. Nel primo semestre del 2026, le motorizzazioni alla spina hanno raggiunto il 32,5% delle nuove immatricolazioni, un dato che testimonia una crescita esponenziale rispetto agli anni precedenti.
Questa rivoluzione non riguarda solo i numeri, ma anche il cambiamento culturale e industriale. Marchi storici come Ferrari e Bentley stanno preparandosi a entrare nel mondo dell’elettrico, mentre i consumatori europei stanno abbracciando sempre più le tecnologie green.
La crescita delle auto elettriche in Europa
Nei primi sei mesi del 2026, sono state immatricolate 7,23 milioni di nuove automobili in Europa. Di queste, 2,67 milioni erano ibride, pari al 36,9% del mercato, mentre le auto elettriche pure (BEV) e le ibride plug-in (PHEV) hanno totalizzato 2,35 milioni di unità, con una quota del 32,5%.
Il confronto con le motorizzazioni tradizionali è particolarmente significativo. Le auto a benzina rappresentano il 22% del mercato e le diesel appena il 6,5%. Insieme, arrivano al 28,5% un dato che dimostra come i combustibili fossili stiano perdendo terreno rapidamente. Rispetto al primo semestre del 2025, le immatricolazioni di benzina e diesel sono diminuite del 16,4% mentre il mercato automobilistico complessivo è cresciuto del 6,1%.
I Paesi leader e quelli in ritardo
La crescita dell’elettrico è fortemente concentrata nei grandi mercati. La Germania ha immatricolato 531.799 veicoli elettrificati, mentre il Regno Unito ne ha registrati 432.711. Insieme, fanno 964.510 vetture, circa il 41% del totale europeo.
Tuttavia, la fotografia sta cambiando rapidamente. La Norvegia rappresenta il punto di arrivo della transizione europea con i veicoli elettrici al 98,3% delle nuove immatricolazioni, mentre la Romania è all’estremo opposto con appena l’8,5%. Questo dimostra come l’Europa proceda verso l’elettrificazione con tempi e condizioni differenti.
Se rapportiamo le immatricolazioni alla popolazione, troviamo in testa la Danimarca con 1.352 nuovi veicoli elettrici ogni 100.000 abitanti, seguita dal Lussemburgo con 1.349. In fondo alla graduatoria c’è ancora la Romania con appena 29 nuove immatricolazioni ogni 100.000 abitanti.
L’Italia e l’Europa dell’Est
L’Italia sta recuperando terreno, ma resta lontana dai leader europei. Tuttavia, la parte più sorprendente del rapporto riguarda alcuni Paesi dell’Europa centrale e orientale. In Croazia le immatricolazioni di veicoli elettrici sono aumentate del 204,9% in un anno. La Slovenia è cresciuta del 98,6% mentre la Bulgaria del 91,7%.
Questi dati mostrano come la crescita dell’elettrico non sia più una prerogativa dei Paesi nordici. Il prossimo capitolo della transizione europea potrebbe essere scritto proprio nei mercati che finora sono rimasti più indietro.
I modelli più venduti e il futuro del motore termico
Sul fronte dei modelli, la protagonista rimane la Tesla Model Y con 111.050 unità vendute nei primi sei mesi del 2026. Tuttavia, le ibride plug-in continuano a trovare molti acquirenti, soprattutto per alcuni modelli come la BYD Seal U e la BYD Atto 2.
Il dato più significativo è probabilmente quello complessivo. Nel primo semestre 2026, in Europa: 36,9% delle nuove auto è ibrido, 32,5% è elettrico (BEV o PHEV), 22% è a benzina e 6,5% è diesel. Questo significa che benzina e diesel insieme valgono meno del 30% del mercato.
La transizione non procede in modo uniforme, ma la direzione appare sempre più chiara: il motore termico sta perdendo la posizione dominante che ha mantenuto per oltre un secolo. Il 2026 potrebbe essere ricordato come l’anno in cui questa trasformazione è diventata impossibile da ignorare.
Armaroli ha dichiarato: “Contro la transizione usano armi di distrazione di massa” sottolineando come la resistenza al cambiamento stia diventando sempre più evidente.
