Il bollo auto è da sempre un tributo locale, ma una recente modifica legislativa ne cambia le regole di convivenza con il superbollo. Dal 1° gennaio 2027, chi beneficia di un’esenzione regionale non potrà più dare per scontata l’esenzione dal sovrapprezzo statale. Il provvedimento nasce dal decreto legislativo 7 agosto 2026, n. 147 entrato in vigore il 12 agosto 2026, con l’obiettivo di separare nettamente le competenze tra Regione e Stato.
In pratica, la norma stabilisce che le esenzioni regionali sono limitate al solo bollo ordinario; per il superbollo è necessario ricorrere a una specifica agevolazione prevista dal diritto nazionale. La differenziazione è chiara: la Regione può ridurre o abolire il tributo di base, mentre la riduzione dell’addizionale dipende esclusivamente da disposizioni statali.
Decreto 147/2026 e distinzione tra bollo regionale e superbollo
Il decreto ha introdotto una precisa definizione di superbollo come imposta aggiuntiva, di competenza esclusiva del governo centrale. La norma si applica a tutte le autovetture con potenza superiore a 185 kW (circa 252 CV) e prevede tariffe variabili in base all’età del veicolo. La legge sottolinea che le norme regionali che prevedono esenzioni dal bollo non possono più essere estese automaticamente al superbollo, richiedendo così una norma statale per ogni caso di esenzione.
Le esenzioni regionali non coprono più il superbollo
Questa novità incide soprattutto su proprietari di veicoli ad alta potenza che, fino a poco tempo fa, godevano di agevolazioni locali. Un automobilista esente dal bollo regionale dovrà ora verificare se esiste una corrispondente esenzione statale in caso contrario, il superbollo sarà dovuto integralmente. La misura interessa anche molti modelli ibridi, per i quali diverse regioni hanno introdotto riduzioni temporanee, ora non più valide per la componente aggiuntiva.
Esempio pratico di un’auto 220 kW
Consideriamo un veicolo con potenza di 220 kW. La differenza rispetto alla soglia di 185 kW è di 35 kW. Applicando la tariffa piena di 20 euro per ogni kW eccedente, il superbollo ammonterà a 700 euro all’anno se l’auto ha meno di cinque anni. La stessa vettura, a dieci anni, pagherà 6 euro per kW eccedente, riducendo il tributo a 210 euro. Dopo quindici anni, il costo scende a 105 euro e, a vent’anni, il superbollo non è più dovuto.
Calcolo del superbollo: soglie, tariffe e decrescita per età
Il regime di calcolo è così strutturato: 20 euro per kW eccedente fino a cinque anni di vita; 12 euro per kW per il periodo compreso tra cinque e dieci anni; 6 euro per kW tra dieci e quindici anni; infine 3 euro per kW oltre i quindici anni, fino al ventunesimo anno di immatricolazione, quando l’onere si estingue. Questa graduale riduzione è pensata per alleggerire il carico fiscale man mano che il veicolo invecchia, mantenendo però una soglia minima per le auto più potenti.
Esenzioni statali ancora in vigore
Nonostante le restrizioni, alcune agevolazioni nazionali rimangono intatte. In particolare, le auto elettriche godono di esenzione totale dal superbollo per i primi cinque anni di vita, in linea con le politiche di incentivazione alla mobilità zero emissioni. Dopo questo periodo, l’imposizione viene calcolata secondo le regole di cui sopra, ma resta un beneficio notevole rispetto a veicoli a combustione con potenze elevate.
Solo le esenzioni previste dal diritto nazionale potranno più sollevare dal pagamento dell’addizionale, mentre le riduzioni regionali riguarderanno esclusivamente il bollo di base.
