Negli ultimi dodici mesi Stellantis ha visto il proprio valore di mercato contrarsi in maniera drammatica, passando da oltre 26 € a marzo 2026 a appena 4,35 € per azione. Un calo del 46,5 % che inserisce il gruppo tra le titoli più penalizzati della Borsa Italiana, in un contesto in cui l’intero comparto automobilistico europeo registra pressioni crescenti da parte di produttori cinesi.
Il calo del valore azionario di Stellantis: da 26 € a 4,35 € in un anno
Il grafico delle quotazioni mostra una discesa costante, senza segni di ripresa. La perdita del 46,5 % del capitale azionario è la più consistente tra i quattro grandi gruppi europei, a cui si aggiungono VolkswagenBMWRenault e Porsche. La riduzione è stata alimentata da una combinazione di fattori: aspettative del mercato non soddisfatte, timori su una strategia elettrica considerata tardiva e una capacità produttiva in calo.
Le valutazioni di Berenberg: da “buy” a “hold” e riduzione del target price
Il rapporto più recente di Berenberg sul settore automobilistico europeo ha rivisto la raccomandazione su Stellantis da “buy” a “hold“, accompagnandola con una drastica diminuzione del target price, da 7,8 € a 5,1 €. Il broker ha mantenuto il giudizio “buy” su Volkswagen e ha promosso BMW dallo status “hold” a “buy”, mentre Renault, Porsche e Mercedes restano su “hold”. Questa mossa riflette la crescente incertezza circa la capacità del gruppo di riportare la crescita, soprattutto dopo i recenti cambiamenti di rotta strategica.
Il nuovo orientamento verso l’ibrido
Sotto la guida di Antonio Filosa nuovo amministratore delegato, Stellantis ha interrotto l’espansione aggressiva delle auto a batteria per concentrarsi sull’ibrido. Il cambio di rotta è stato accolto con freddezza dagli analisti, che temono che la scelta possa far perdere quote di mercato in segmenti in rapida evoluzione. Mentre le vendite di veicoli elettrici (EV) in Francia hanno raggiunto il 38 % e in Germania il 27 % Stellantis rimane indietro nelle classifiche di popolarità, con modelli ibridi che faticano a distinguersi rispetto alla concorrenza.
Pressioni esterne: concorrenza cinese e quote EV in Francia e Germania
La concorrenza cinese, con marchi che offrono prezzi più competitivi e una rapida penetrazione nei mercati europei, sta erodendo i margini tradizionali dei produttori occidentali. Le percentuali di diffusione delle EV indicano una tendenza consolidata: il mercato francese è ormai dominato dal 38 % di veicoli elettrici, mentre in Germania si registra il 27 %. Stellantis, con una presenza significativa in Italia deve fronteggiare un utilizzo delle proprie linee produttive inferiore al 60 % rispetto al 70 % registrato da Volkswagen.
Utilizzo delle capacità produttive in Italia e Germania
Le strutture italiane di Stellantis operano a livelli di capacità ridotti, aggravando la difficoltà di ottimizzare i costi. In Germania, le fabbriche di Volkswagen stanno funzionando al 70 % della capacità, ma la situazione di Stellantis è peggiore, con un utilizzo attorno al 60 %. Berenberg segnala che, nonostante una composizione del magazzino più favorevole rispetto al 2024, con il 75-80 % di scorte costituito da nuovi modelli, la pressione di mercato resta elevata. Senza un piano chiaro per rispondere alla crescita delle EV, il futuro di Stellantis rimane incerto.
