Bollo auto storiche: cose da sapere

Il pagamento del bollo auto storiche ha subito delle significative modifiche dopo la Legge di Stabilità del 2015. Vediamo esattamente cosa è cambiato.

Il bollo auto storiche è un tema molto discusso negli ultimi anni. Attualmente però la situazione è peggiore rispetto a quella di 4/5 anni fa.

Infatti, con la legge finanziaria regionale del 2015 (L.R. n. 9/2015) è stata abolita l’esenzione per i veicoli che hanno compiuto 20 anni dalla data di immatricolazione ma non ancora 30 anni dall’anno di costruzione. Per essere più chiari sono compresi tutti quei veicoli di età compresa tra i 20 e i 29 anni.

La norma è entrata in vigore dal 1° gennaio 2016 e prevede l’obbligo di pagare la tassa automobilistica.

Molto diversa la situazione bollo auto storiche con almeno 30 anni o più: infatti, tutti questi veicoli sono esenti dal pagare la tassa senza possedere particolari requisiti.

Chi paga il bollo auto storiche

Prima della presentazione della Legge di Stabilità del 2015, ogni proprietario di un veicolo con più di 20 anni di età dalla prima immatricolazione era esente dal pagamento del bollo auto storiche. Questo avveniva in quanto ogni veicolo al di sopra di tale soglia entrava di diritto a far parte della categoria delle auto storiche.

Dopo il 2015, al contrario, il limite per l’esenzione dal pagamento del bollo auto è stato alzato dai 20 ai 30 anni.

Ad essere precisi almeno in determinate regioni come la Lombardia l’esenzione dal bollo auto dopo il ventesimo anno dall’immatricolazione del veicolo doveva essere accompagnata dall’iscrizione all’ASI che testimoniasse l’effettivo valore storico (esiste una lista ben precisa in questo caso) del mezzo soggetto ad esenzione.

Per quanto riguarda il nuovo regolamento, possiamo riassumere così: il pagamento del bollo auto storiche è obbligatorio fino al ventinovesimo anno. A partire dal trentesimo, tutti i veicoli sono esentati da questa tassa, indipendentemente dal valore storico del mezzo.

Questo provvedimento ha avuto delle conseguenze non proprio piacevoli per i collezionisti e, trasversalmente, per i Club di auto storiche.

Considerando il valore stimato di determinati modelli immatricolati anche all’inizio degli anni ’90, in particolare per le auto sportive, la spesa necessaria per il bollo si rivela tutt’altro che indifferente. Basti pensare ad un modello del valore di 10.000 euro, il cui bollo richiede una spesa annuale di circa 650 euro.

Non proprio una spesa gradita, che sicuramente potrebbe far pensare molto un potenziale acquirente amante di auto da collezione.

Dove si paga

Il bollo auto storiche si può pagare in tutte le ricevitorie Lottomatica, sportelli postali o presso gli uffici dell’ACI, oppure online utilizzando il pagamento telematico della propria banca.

Per calcolare esattamente l’importo basta entrare nel sito dell’Agenzia delle Entrate, dotato di apposito form da compilare con targa e tipo di veicolo.

Per sapere quando pagare il bollo, basta rivolgersi ad un ufficio ACI. Utilizzando la targa del veicolo, occorre calcolare l’anno di fabbricazione o di immatricolazione del mezzo. Il bollo, infine, va pagato entro il mese successivo alla data di scadenza.

Esenti bollo auto storiche

Fino a poco tempo fa, a livello fiscale i collezionisti di auto storiche erano riusciti ad eliminare anche l’obbligo di pagare annualmente il bollo per i loro veicoli.

L’ultima Legge di Stabilità tuttavia ha stravolto le carte in tavola: solo le auto d’epoca con più di trenta anni di anzianità possono oggi giorno usufruire dell’esenzione al pagamento del bollo alle casse dell’erario, differentemente da come avveniva prima quando anche le auto con venti anni di anzianità potevano godere di questo beneficio.

Ad oggi, la regolamentazione del bollo per auto storiche è stata presa in autogestione da tutte le regioni, ognuna delle quali applica delle differenti specifiche delibere sull’importo della tassa.

Bollo auto storiche in Lombardia

Fino al 31 dicembre 2014 la Regione Lombardia alle auto storiche con più di venti anni (se destinate ancora al trasporto di persone e quindi regolarmente in circolazione) applicava una tassa automobilistica regionale fissa, pari a 30,00 euro. Questo beneficio era valido dal ventesimo anno di età del mezzo e solo per le auto in regola con tutte le normative vigenti in fatto di emissioni dei gas di scarico.

In più le auto ultra ventennali e ultra trentennali con il Certificato di Rilevanza Storica (CRS) erano totalmente esenti da bollo.

Viceversa le auto ultra ventennali ma con meno di trent’anni senza CRS dovevano pagare la tassa di possesso in base al grado d’inquinamento e ai kW.

Le auto ultra trentennali senza certificati di storicità pagavano la tassa di circolazione solo se usate per transitare su strade pubbliche. Questa tassa era pari a 30,00 euro.

Ad oggi, anche la Regione Lombardia si è dovuta allineare alle nuove disposizioni: tutti i veicoli storici sono esentati da questa tassa a partire dal trentesimo anno, indipendentemente dal valore storico del mezzo.

In Veneto

Un tentativo di agevolazione sul bollo auto storiche era stato tentato dalla Regione Veneto.

Aveva infatti introdotto una norma regionale che prevedeva l’applicazione di un’agevolazione fiscale per i veicoli dai 20 ai 29 anni di anzianità. Tale norma è stata però giudicata anticostituzionale dalla Corte Costituzionale in seguito alla sentenza n° 242 del 22 Novembre 2016 e l’obbligo del pagamento del bollo auto senza agevolazioni per i veicoli fino a 29 anni di anzianità è stato ad oggi reintrodotto.

Tuttavia, a fronte di questo obbligo imposto dallo Stato, la giunta regionale con un provvedimento ha disposto che, per i veicoli dai venti ai ventinove anni di età con ultimo giorno di pagamento del bollo ricadente nel periodo 28.04.2015 – 22.11.2016, non vengano comunque applicate né sanzioni né interessi moratori per il ritardato versamento.

In Sicilia

Nella Regione Sicilia, l’assemblea regionale ha votato a favore di una norma che andrebbe a ripristinare i benefici fiscali di cui godeva nel 2014. Si tratta di un provvedimento che ha fatto felici molti possessori di veicoli d’epoca i quali sperano di poter godere nuovamente degli sconti previsti fino all’anno 2014.

La normativa in questione è contenuta nell’articolo 52 della legge Finanziaria del 2016 che indicava il pagamento di una cifra forfettaria del bollo pari a 75 euro per tutti i veicoli con un’età superiore ai 20 anni.

Purtroppo però, questa normativa era in contrasto con la Legge di Stabilità del 2014 del Governo Renzi. E infatti a febbraio il Consiglio dei Ministri ha contestato tale norma perché in contrasto con le disposizioni generali dell’ordinamento tributario.

La Regione Sicilia è stata così accusata di violare varie disposizioni della Costituzione.

Nel dettaglio:

  • art. 117, secondo comma, lett. e;
  • art. 119 sotto il profilo dell’equilibrio di bilancio;
  • art. 97 della Costituzione, principio buon andamento della PA.
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