Salta al contenuto
16 Ottobre 2026

Cassa integrazione -30% e ibrido diesel: le novità di Stellantis

Stellantis taglia la cassa integrazione, avvia l’ibrido diesel a Pratola Serra e crea 1.000 nuovi posti.

Cassa integrazione -30% e ibrido diesel: le novità di Stellantis

Nel contesto di una difficile ripresa per l’industria automobilistica italiana, il gruppo Stellantis ha presentato durante l’incontro settimanale con i sindacati una serie di misure volte a contenere i costi sociali e a rilanciare la produzione interna. Tra le novità più rilevanti spiccano una riduzione prevista del 30% della cassa integrazione per il 2026, l’avvio dei test su un motore ibrido diesel presso lo stabilimento di Pratola Serra e l’inserimento di 1.000 nuovi contratti a tempo indeterminato. Queste decisioni sono state comunicate da Giuseppe Manca, responsabile delle Risorse Umane e delle relazioni industriali del gruppo, e hanno suscitato reazioni contrastanti tra le confederazioni sindacali.

Dettagli sul nuovo motore ibrido diesel a Pratola Serra

Stellantis ha autorizzato l’inizio della sperimentazione di un propulsore ibrido diesel destinato al prossimo modello di Fiat Ducato previsto per il 2028. I test saranno condotti nello stabilimento di Pratola Serra, in provincia di Avellino, una struttura tradizionalmente specializzata nella realizzazione di motori diesel. L’obiettivo è quello di creare una soluzione di propulsione ibrida capace di ridurre le emissioni di CO₂ mantenendo le prestazioni tipiche dei veicoli commerciali leggeri, rispondendo così alle crescenti richieste dei clienti e alle normative europee in materia di inquinamento.

Implicazioni per il Ducato e la filiera campana

Il nuovo motore ibrido diesel potrebbe diventare l’unità di equipaggiamento principale della prossima generazione di Ducato, la cui produzione è stata affidata all’impianto di Atessa in Abruzzo, dove Stellantis ha già immesso oltre un miliardo di euro in investimenti. La riuscita della sperimentazione a Pratola Serra rappresenterebbe un volto di svolta per la filiera campana, garantendo posti di lavoro qualificati e rafforzando la competitività della regione nel panorama europeo dei powertrain.

Riduzione della cassa integrazione e nuove assunzioni

Nel contesto delle misure di contenimento, l’azienda ha comunicato una prevista diminuzione del 30% della cassa integrazione rispetto al 2025, con l’intento di passare da un anno di difficoltà a un percorso di graduale ripresa. Parallelamente, Stellantis ha confermato l’assunzione di 1.000 nuovi dipendenti a tempo indeterminato, distribuiti tra gli stabilimenti di Pratola Serra, Atessa e altre sedi produttive. La scelta di investire in risorse umane, anziché ricorrere a ulteriori ammortizzatori sociali, è stata presentata come una dimostrazione di fiducia nella capacità del gruppo di riconquistare quote di mercato, soprattutto nel segmento dei veicoli commerciali leggeri.

Situazione di Mirafiori, Cassino e Termoli

Nonostante le novità positive per Pratola Serra e Atessa, la questione del secondo modello da assegnare allo storico stabilimento di Mirafiori rimane aperta. Stellantis ha dichiarato che l’eventuale assegnazione dipenderà da criteri di competitività energetica e da un’analisi dei costi logistici, senza fornire una data certa. Allo stesso modo, lo stabilimento di Cassino attende la definizione di un piano industriale legato al marchio Maserati previsto per dicembre, mentre Termoli rimane in attesa di indicazioni sulla possibile produzione di componenti per batterie, progetto che potrebbe “alleviare” la mancanza di una gigafactory nazionale.

Richieste sindacali e prospettive future

Le confederazioni sindacali hanno espresso richieste concrete: la FIOM ha insistito per l’assegnazione di un secondo modello a Mirafiori al fine di garantire volumi produttivi e economie di scala la UILM ha sottolineato l’importanza di completare il piano Italia per Cassino e di perseguire la produzione di motori ibridi nei prossimi anni. La FIM ha invece mostrato ottimismo, evidenziando che la sperimentazione dell’ibrido diesel potrebbe rappresentare un “punto di svolta” per la resilienza del comparto.