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Come l’intelligenza artificiale ridisegna le piazze milanesi

L'AI di Matteo Inti trasforma Milano: meno parcheggi, più verde e sicurezza per i cittadini

Da qualche anno la capitale lombarda è al centro di un vivace dibattito sul futuro urbano. Una pagina Instagram chiamata Milano Sistemata sta guadagnando visibilità perché, mediante intelligenza artificiale modifica le foto della città eliminando le auto in sosta e inserendo verde, panchine e piste ciclabili. L’autore, Matteo Inti, non è un architetto, ma usa queste immagini per stimolare una discussione su scelte politiche volte a rendere Milano più vivibile.

Il progetto di Inti non si limita a effetti estetici: le visualizzazioni sono accompagnate da brevi spiegazioni in cui il concetto di mobilità sostenibile diventa il filo conduttore di ogni intervento. Tra le proposte più citate troviamo la riqualificazione di piazza Cinque Giornate, la trasformazione di via Tadino e la gestione delle proteste in via Eustachi. Il filo rosso che unisce tutti questi esempi è la volontà di ridurre la dipendenza dall’auto privata e di restituire spazio alle persone.

Piazza Cinque Giornate: una nuova isola pedonale al centro del traffico

Inti ha immaginato la storica piazza risistemata attorno a tre principi: più spazio per i pedoni, più alberi e una maggiore sicurezza. Nella sua versione digitale la zona attualmente occupata da parcheggi diventa un’ampia isola pedonale alberata, con percorsi ciclabili che collegano le linee tram e metro circostanti. Il monumento di Giuseppe Grandi rimane al centro, ma è circondato da zone d’ombra e da posti a sedere, pensati per incentivare l’uso del suolo anche nelle ore serali. L’intervento, pur partendo da un’immagine digitale, fa riferimento a soluzioni già sperimentate in altre capitali europee, come le pavimentazioni permeabili e i sistemi di fitodepurazione che non interferiscono con le infrastrutture sotterranee.

Vincoli tecnici e politiche di investimento

Il principale ostacolo, secondo Inti, non è tecnico ma politico. Tecnologie come i drenaggi urbani sostenibili o le vasche sopraelevate esistono, ma richiedono investimenti mirati e la volontà di dare priorità alla salute pubblica rispetto a interessi di parcheggio. Il designer sottolinea che, se le amministrazioni decideranno di destinare fondi a queste soluzioni, la trasformazione di piazza Cinque Giornate potrebbe diventare realizzabile entro pochi anni.

Da via Tadino a via Eustachi: il confronto tra interventi tattici e proteste civili

Una delle immagini più condivise mostra via Tadino completamente priva di veicoli. Se il Comune decidesse di attuare il progetto, la trasformazione non sarebbe semplicemente estetica: si tratterebbe di un investimento importante, ma potrebbe anche essere gestita con urbanistica tattica ovvero interventi a basso costo ma ad alto impatto visivo. Inti avverte, però, che le soluzioni temporanee rischiano di degenerare in spazi poco curati, soprattutto di notte, se non viene garantita una manutenzione continuativa.

Le recenti proteste di residenti di via Eustachi, scatenate da una riduzione degli spazi di sosta, hanno evidenziato la tensione tra la difesa del verde pubblico e la percezione di un “diritto” di parcheggio. Inti interpreta questi avvenimenti come il sintomo di un “cortocircuito culturale”: la popolazione è abituata a vedere le aiuole come prolungamenti dei parcheggi. Secondo l’autore, la risposta più efficace è mantenere barriere che impediscano l’uso scorretto delle aree verdi, trasformandole così in spazi realmente fruibili da tutti.

Scelta di mobilità e ruolo della cittadinanza

Inti non si limita a proporre scenari visivi; condivide la sua esperienza personale: vive in zona Porta Venezia, una zona ben servita dai trasporti pubblici, e ha scelto di non possedere un’auto, utilizzando solo mezzi pubblici o noleggi occasionali. Questo modello è già consolidato in città come Londra e Parigi, dove il possesso dell’auto è spesso subordinato a soluzioni di parcheggio interscambio o sotterraneo. Il messaggio è chiaro: per trasformare Milano occorre un cambiamento culturale che consideri il parcheggio come un servizio, non come un diritto.

Il dibattito è alimentato anche da iniziative come il nuovo servizio di car-sharing elettrico, gratuito fino al 2030, che punta a ridurre ulteriormente la necessità di possedere un veicolo privato. Accanto a queste politiche, le immagini generate dall’AI di Inti fungono da “valvola di sfogo” digitale, ma anche da stimolo per i cittadini a chiedere interventi concreti al Comune.

Scritto da Ilaria Mauri