L’European Transport Safety Council (ETSC) ha lanciato un avvertimento forte in vista della riunione tecnica prevista per il 6 ottobre. L’organizzazione, indipendente e senza scopo di lucro, invita Bruxelles e i 27 Stati membri a non approvare il Full Self-Driving (FSD) di Tesla finché non saranno chiarite due funzioni legate alla velocità, considerate troppo pericolose per la sicurezza stradale.
Le due funzioni contestate dall’ETSC
L’ETSC ha individuato due meccanismi che, a suo avviso, violano i principi di sicurezza stabiliti dal regolamento ONU per i sistemi di assistenza alla guida. Il primo è lo speed offset una tolleranza di velocità che permette al veicolo di superare il limite rilevato fino al 50 %. Il secondo è il contextual speed limit ovvero l’adattamento del limite in base alla velocità media del traffico circostante.
Speed offset: un margine di 50 % troppo ampio
Con lo speed offset il conducente può impostare un valore permanente che spinge il veicolo oltre il limite di legge: se il cartello segnala 50 km/h, il sistema può consentire fino a 75 km/h; in zona 30 km/h, la soglia sale a 45 km/h. Tale capacità è espressamente vietata dal regolamento ONU, perché aumenta la probabilità di sinistri e rende impossibile garantire il rispetto dei limiti in tutti i contesti urbani.
Velocità contestuale: dipendenza dal traffico
Il contextual speed limit si basa sull’osservazione della velocità delle macchine che circolano intorno all’auto. L’ETSC ritiene pericoloso questo approccio, poiché l’eccesso di velocità è diffuso sulle strade europee e, L’organizzazione propone invece l’utilizzo di dati statici – segnaletica orizzontale, configurazione della strada e infrastrutture – per determinare in modo più affidabile il limite di velocità reale.
Il percorso normativo dell’FSD in Europa
Il 10 aprile 2026 l’autorità olandese per la omologazione, la RDW, ha rilasciato una concessione provvisoria al FSD (Supervised) di Tesla, facendo ricorso alla procedura di esenzione prevista dall’Articolo 39 dell’Unione Europea. Tale deroga consente l’introduzione di tecnologie non ancora conformi alle norme esistenti, ma la validità dell’omologazione è limitata a livello nazionale finché la Commissione europea non la riconosce a livello comunitario. Per ottenere l’autorizzazione UE è necessario il voto favorevole del comitato tecnico per i veicoli a motore (TCMV), che avverrà a dicembre.
Posizioni nazionali: Germania, Belgio e altri Paesi
In Germania, il Ministero federale dei trasporti (BMDV) ha dichiarato di essere «aperto alla tecnologia e orientato alla sicurezza», mentre l’Autorità federale dei trasporti su strada (KBA) esamina il fascicolo insieme alla RDW e a Tesla. La Germania ha evidenziato tre riserve: lo speed offset l’uso del sistema in ambito urbano e la responsabilità del conducente, che rimane assoluta. In Belgio, uno studio di johanna.be ha mostrato che il FSD ignora i cartelli dei limiti a 30 km/h e tenta frequenti sorpassi di ciclisti su piste ciclabili, ma questi test non hanno coinvolto le due funzioni contestate dall’ETSC. Altri Paesi – Paesi Bassi, Francia, Svezia, Repubblica Ceca – hanno espresso preoccupazioni simili o hanno riconosciuto l’omologazione olandese senza richiedere ulteriori deroghe.
Prospettive per la votazione di dicembre
Il Comitato tecnico per i veicoli a motore (TCMV) consulterà tutti gli Stati membri il 6 ottobre, ma il voto definitivo non potrà avvenire prima di dicembre. L’ETSC ha chiesto di respingere direttamente la domanda di esenzione, sostenendo che lo speed offset non dovrebbe nemmeno rientrare nella lista delle funzioni esenti ai sensi dell’Articolo 39. Allo stesso tempo, il gruppo di sicurezza evidenzia il rischio di una norma che consenta al veicolo di adeguare il limite in base al traffico circostante, un metodo ritenuto poco affidabile. Se la maggioranza dei paesi, in particolare la Germania, dovesse votare a favore, la soglia del 65 % della popolazione UE e il requisito di 15 Stati membri potrebbero essere raggiunti, aprendo la strada a una diffusione più ampia del FSD. Fino a quel momento, il sistema rimane disponibile solo negli otto Paesi che hanno riconosciuto l’omologazione olandese, mentre gli altri diciannove continuano a bloccarne l’utilizzo.
