Il Motomondiale avanza verso la conclusione della stagione, ma la tensione è tuttora alta. Due giovani rinomati della Ducati, Marc Marquez e Pedro Acosta hanno espresso pubblicamente il loro malcontento verso due decisioni strategiche di Liberty Media: l’introduzione di sanzioni per l’assenza a eventi collaterali e il nuovo limite sulla pressione delle gomme. Le dichiarazioni, avvenute nei weekend di Motegi e Mandalika, hanno acceso un dibattito acceso tra piloti, organizzatori e tifosi.
Multe per la non partecipazione agli eventi promozionali
Liberty Media ha deciso di ampliare il calendario con una serie di attività collaterali – sessioni di autografi, “hero walk” e gare di kart – per avvicinare il pubblico, prendendo le mosse già viste in Formula 1. Chi non dovesse prender parte a questi appuntamenti rischia una multa, con la possibilità di incorrere in sanzioni sportive se il comportamento si ripete. La misura è stata citata come risposta al gesto di Marquez a Motegi, dove ha rifiutato una gara di kart prima della MotoGP, facendo apparire un sosia in tuta Ducati.
Il campione mondiale ha spiegato che la scelta era dettata dal bisogno di riposo adeguato, sostenendo che “la follia di dover essere in tuta per ore dopo la gara è disumana”. Inoltre, ha definito il tempo dedicato alla “hero walk” come “un’ulteriore pressione inutile” e ha chiesto a Liberty Media di trovare modi alternativi per promuovere lo sport senza gravare sui piloti.
Pressione delle gomme: un nuovo ostacolo in gara
Parallelamente al dibattito sulle sanzioni, Acosta ha puntato il dito contro la recente normativa che impone limiti più stringenti sulla pressione delle gomme. La regola, introdotta per migliorare la sicurezza, costringe i piloti a rallentare o a modificare la traiettoria per rientrare nei parametri consentiti, rischiando penalizzazioni al termine della gara. Il giovane KTM ha definito la disposizione “la più stupida di tutta la stagione”, citando come esempio le difficoltà vissute da Jorge Martin, Marquez e dal medesimo Acosta durante le sprint e le gare principali.
Secondo Acosta la restrizione ha trasformato le manovre di sorpasso in una “vera tortura”, facendogli perdere circa cinque secondi cruciali, potenzialmente decisivi per il podio. Anche Marquez ha confermato di aver dovuto gestire la pressione delle gomme in modo più conservativo, limitando le possibilità di spingere al massimo nelle fasi decisive delle corse.
Reazioni dei piloti e prospettive per il futuro
Oltre alle critiche, entrambi i piloti hanno suggerito possibili soluzioni. Marquez ha proposto che gli impegni extra vengano rivisti, privilegiando attività che non richiedano la presenza fisica dei corridori nei giorni di gara. Acosta dal canto suo, ha chiesto più tempo di recupero dopo cadute, ricordando il caso di Raul Fernandez, costretto a partecipare con un dito fratturato. Entrambi sottolineano l’importanza di concentrarsi sullo spettacolo in pista lasciando le attività di marketing a figure dedicate.
Le dichiarazioni hanno anche messo in luce il contrasto con le parole di Davide Tardozzi, team manager Ducati, che ha respinto le accuse secondo cui la Desmosedici fosse sviluppata esclusivamente per Marquez. Tardozzi ha ribadito che lo sviluppo è personalizzato per ogni pilota e che la squadra non impone ordini ingiustificati, evidenziando una divisione di opinioni interna al paddock.
Il dibattito resta aperto, ma è chiaro che le decisioni di Liberty Media avranno un impatto diretto sulla dinamica della stagione. Con appena 185 punti ancora in gioco e la lotta per il titolo a misura d’uomo, la capacità dei protagonisti di trovare un equilibrio tra promozione e performance potrà influenzare il risultato finale del Campionato.
