Cortina d’Ampezzo: addetto investito da motociclisti in area protetta

Tre motociclisti hanno investito un addetto del controllo ambientale a Cortina d'Ampezzo, fuggendo poi nel bosco. L'episodio solleva questioni sulla protezione delle aree naturali.

Le Dolomitipatrimonio naturale dell’umanità, sono spesso teatro di violazioni ambientali che mettono a rischio la loro biodiversità. L’ultimo episodio, avvenuto sabato scorso a Cortina d’Ampezzo, ha visto tre motociclisti investire un addetto del controllo ambientale, fuggendo poi nel bosco.

L’incidente è avvenuto in località Col dei Bos, vicino al Passo Falzarego, un’area in cui la circolazione dei mezzi motorizzati è vietata. L’addetto del servizio controllo delle Regole d’Ampezzo stava sorvegliando la zona quando ha intercettato i tre centauri. Nel tentativo di fermarli, la situazione è degenerata rapidamente: l’uomo è stato travolto da una delle moto, riportando un forte trauma alla gamba.

Un fenomeno diffuso e preoccupante

Questo episodio non è isolato. Il motocross abusivo e la circolazione di mezzi motorizzati in aree protette sono un problema ricorrente a Cortina d’Ampezzo e in altre zone del Bellunese. Le Regole d’Ampezzoente che gestisce il territorio, hanno più volte denunciato casi simili, anche in alta stagione. Un altro episodio era avvenuto al lago d’Ajal, a Ferragosto, dove due motociclisti erano stati sorpresi dagli addetti e poi erano fuggiti a tutta velocità.

Le aree coinvolte sono spesso parte della Rete Natura 2000un sistema europeo di aree protette fondamentali per la conservazione della fauna e della flora locali. In Veneto, la legge regionale 14 del 1992 disciplina la circolazione dei veicoli nelle strade silvo-pastorali, imponendo divieti specifici per tutelare l’ecosistema montano.

Le regole e le loro violazioni

Il Regolamento del Parco Naturale delle Dolomiti d’Ampezzo è chiaro: all’interno del parco non si può circolare con veicoli a motore, salvo eccezioni come automezzi per lavori silvo-pastorali, soccorso alpino e rifornimento dei rifugi. Nonostante queste norme, il fenomeno del motocross selvaggio e la circolazione abusiva sulle strade forestali continuano a persistere.

L’addetto investito è stato trasportato in ospedale, dove i medici hanno stabilito una prognosi iniziale tra i dieci e i quattordici giorni. L’uomo ha sporto denuncia contro ignoti, ma i tre motociclisti sono ancora a piede libero. Questo episodio solleva ancora una volta la questione della necessità di un controllo più rigoroso e di sanzioni più severe per proteggere queste aree preziose.

La protezione delle Dolomiti e delle altre aree naturali è fondamentale per preservare la loro bellezza e la loro biodiversità. È essenziale che tutti, visitatori e residenti, rispettino le regole e contribuiscano a mantenere questi luoghi intatti per le future generazioni.

Scritto da Ilaria Mauri