Negli anni ’60, il mondo delle auto sportive vide nascere due icone che ancora oggi sono ricordate con affetto: la Datsun Fairlady e la MG B. Queste due spider hanno segnato un’epoca, diventando simboli di libertà e avventura su quattro ruote.
La Fairlady, nata dalla mente di Katsuji Kawamata presidente di Datsun/Nissan, era un’auto che rifletteva la passione del suo creatore per Hollywood e Broadway. I nomi delle auto di Kawamata, come Bluebird e Cedric, erano ispirati a opere teatrali e musical, un dettaglio che rendeva queste vetture uniche nel loro genere.
L’ascesa della Datsun Fairlady
Presentata al Salone dell’Auto di Tokyo nell’ottobre del 1961 la Fairlady era la prima sportiva giapponese in grado di competere con le spider europee. Con un motore 1.5 4 cilindri che erogava 77 CV la Fairlady offriva prestazioni sorprendenti per l’epoca. Nel corso degli anni, il motore fu potenziato, raggiungendo 85 CV poi 95 CV con il 1.6, e infine 135 CV con il nuovo 2.0 a fine decennio. Gli appassionati più esigenti potevano optare per il pacchetto Competition, che includeva due carburatori doppio corpo Mikuni-Solex e un albero a camme specifico, portando la potenza a 150 CV.
La Fairlady non era solo potente, ma anche elegante. Il suo design spigoloso e affilato la distinguevano dalle concorrenti europee, come la MG B, che aveva una linea più morbida. Questo stile unico era il risultato di una collaborazione discreta con il designer Battista Pininfarina che aveva già lavorato con successo su modelli come la Lancia Florida e la Fiat 1200/1500/1600.
La MG B: l’eleganza inglese
La MG B, presentata all’Earl’s Court di Londra nel 1962 era l’erede della rinomata MG A. Con una carrozzeria autoportante e un motore 1.8 4 cilindri da 95 CV la MG B rappresentava l’evoluzione naturale della tradizione inglese delle spider divertenti e accessibili. Le sue sospensioni e freni erano stati migliorati rispetto al modello precedente, mantenendo però una linea elegante e riconoscibile.
La somiglianza tra la Fairlady e la MG B è evidente, ma è importante notare che entrambe le auto sono state sviluppate indipendentemente. La Fairlady è stata presentata un anno prima della MG B, il che solleva la domanda: chi ha copiato chi? In realtà, entrambe le auto hanno tratto ispirazione dalla tradizione delle spider europee, creando un mix unico di stile e prestazioni.
Il legame con Torino
Negli anni ’50, Kawamata aveva stretto un solido rapporto commerciale con Lord Nuffield proprietario della BMC, e con Pininfarina. Questo legame ha portato a una collaborazione discreta ma efficace, che ha influenzato il design di entrambe le auto. Pininfarina, noto per il suo lavoro con la Lancia Florida e altre vetture, ha applicato il suo stile anche alla Fairlady, creando un’auto che ricordava in parte le spider Fiat e Austin/Morris.
La tradizione delle spider divertenti e accessibili, nata in Inghilterra e Italia è stata portata avanti con successo da queste due auto. La Fairlady e la MG B hanno dimostrato che il design e le prestazioni possono coesistere, creando vetture che ancora oggi sono amate dagli appassionati di tutto il mondo.
