Il 16 settembre 2026 il Consiglio dei ministri ha approvato un provvedimento che, a partire dal 18 settembre, è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale come decreto legge n. 162. Si tratta di una **esenzione temporanea** dal pagamento del bollo auto per tutti i versamenti con scadenza compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. L’iniziativa è stata presentata dalla premier Giorgia Meloni come il primo passo verso la cancellazione “di una delle tasse più odiate dagli italiani”, ma al momento rimane limitata a un solo veicolo per persona fisica e a precise soglie di potenza.
Non si parla quindi di una abolizione definitiva, ma di una sospensione della tassa per un periodo di un anno, valida solo per le auto alimentate a benzina, gasolio o con alimentazione mista (es. benzina-GPL, benzina-metano) e per le ibride. L’esenzione interessa inoltre motocicli e ciclomotori, purché siano l’unico mezzo per cui si richiede il beneficio. Non sono previsti requisiti di reddito, ISEE o età, né limiti legati alla classe ambientale Euro.
Cosa prevede l’esenzione dal bollo per il 2027
Per poter usufruire della deroga, il veicolo deve avere una potenza massima di 80 kW (circa 109 CV). La verifica avviene sulla voce P.2 della carta di circolazione o del Documento unico di circolazione, non sulla cilindrata. Le auto che combinano un motore termico con un sistema elettrico rientrano nella misura, ma la normativa non specifica esplicitamente se si consideri solo la potenza del motore a combustione; a breve arriveranno le istruzioni attuative per chiarire il punto. Il veicolo deve essere regolarmente assicurato e deve essere intestato a una persona fisica, poiché sono solo queste le soggette al pagamento del bollo.
Come viene valutata la potenza del veicolo
Il dato di riferimento è il valore indicato nella sezione P.2 del certificato di immatricolazione, che esprime la potenza in kW. Questo è diverso dalla cilindrata, spesso confusa con la potenza da molti automobilisti. La normativa, Quando il titolare possiede più di un veicolo rientrante nei requisiti, il beneficio si applica a quello con la potenza più bassa; in caso di parità di potenza, si sceglie il veicolo con l’importo di bollo minore.
Veicoli ed utenti esclusi dall’agevolazione
Le categorie non ammesse includono le auto con potenza superiore a 80 kW, le veicoli esclusivamente elettrici (che beneficiano già di altre agevolazioni), e le imponenti superbollo, che rimane invariato. Non sono coperti neppure i pagamenti arretrati: se un bollo scade nel 2026, anche se il periodo copre mesi del 2027, deve essere pagato regolarmente. Le società, le cooperative e gli altri soggetti giuridici rimangono esclusi, poiché la norma si applica solo a persone fisiche. Per i titolari di partita IVA la situazione è ancora oggetto di chiarimento: i professionisti individuali potrebbero rientrare, ma è consigliabile attendere le indicazioni operative.
Regioni a statuto speciale e province autonome
Nei territori a statuto speciale, così come nelle Province autonome di Trento e Bolzano, l’attuazione dell’esenzione richiede un accordo preventivo con lo Stato. Chi risiede in queste aree deve quindi verificare presso gli uffici regionali se la misura è operativa nella propria giurisdizione, poiché potrebbero sussistere differenze nei termini di scadenza o nelle modalità di pagamento.
Le novità per leasing, noleggio a lungo termine e pratiche operative
Il decreto legislativo 147/2026, entrato in vigore il 1° gennaio 2027, ha modificato il soggetto passivo del bollo per i contratti di noleggio a lungo termine: è l’utilizzatore indicato al PRA, cioè il privato che firma il contratto, a doversi occupare del pagamento. Alcune società di noleggio, come Ayvens, emettono il bollo separatamente dal canone mensile, consentendo al cliente di delegare il pagamento e di richiedere l’applicazione dell’esenzione.
Il provvedimento è già stato pubblicato, ma deve essere convertito in legge dal Parlamento entro il 16 novembre 2026. Nel frattempo, le commissioni della Camera stanno esaminando il testo, e potrebbero introdurre modifiche. Non è prevista al momento una piattaforma online dedicata per presentare domande; le modalità di fruizione saranno comunicate dalle Regioni e dall’ACI. Per verificare la propria posizione tributaria, è possibile utilizzare i servizi online dell’ACI o i portali regionali, inserendo la targa del veicolo per conoscere la scadenza e l’importo dovuto.
