Il 3 luglio 2026 a Maranello Ferrari ha presentato la nuova 12Cilindri Manuale una vettura che reinterpreta l’idea di cambio manuale. Sotto il cofano rimane il potente V12 aspirato da 6,5 litri capace di erogare 830 CV e di salire fino a 9.500 giri al minuto, ma la trasmissione e l’interfaccia con il pilota sono state ripensate: la leva e il pedale esistono ancora, ma agiscono tramite segnali elettronici su un DCT a otto rapporti.
Questo nuovo approccio, definito da Ferrari come manuale by-wire combina componenti meccanici studiati per il feedback con elettronica e software che comandano il cambio doppia frizione. Il risultato è una sensazione vicina a quella di un cambiatore tradizionale pur mantenendo l’efficacia e la rapidità di un DCT.
Il progetto della leva: peso contenuto e sensazioni riprodotte
La leva della 12Cilindri pesa meno di 3,5 kg e nasconde una struttura pensata per durare: il nucleo è un blocco rotante in acciaio ad alta resistenza lavorato dal pieno con tolleranze molto ristrette, per evitare giochi anche dopo anni di utilizzo. Il meccanismo interno distingue due movimenti separati — uno per la selezione della marcia e uno per il suo innesto — e il ritorno in folle è affidato a un sistema di rulli eccentrici. Queste scelte meccaniche servono a dare stabilità e precisione al movimento, mentre la parte elettronica converte ogni posizione in comandi per il DCT a 8 rapporti.
Il «scatto» e il tamburo tattile
La sensazione tattile al pomello non è casuale: un tamburo rotante sagomato, accoppiato a un meccanismo precaricato, genera prima una resistenza crescente e poi un rilascio netto. È proprio questo scatto che il progetto intende replicare, per offrire al pilota quel feedback tipico dei cambi meccanici. Il tamburo è trattato superficialmente per conservare nel tempo la stessa firma tattile, mentre due sensori ad effetto Hall monitorano in tempo reale la posizione della leva sui due assi. Un piccolo solenoide agisce come blocco fisico quando l’innesto non è consentito, impedendo al movimento di completarsi se la condizione non è sicura.
La frizione by-wire e il pedale che «si sente»
La pedaliera della 12Cilindri è stata progettata ex novo per ospitare un terzo pedale funzionante in modalità by-wire. Un sensore di posizione angolare legge la corsa del pedale e trasforma l’intenzione del pilota in un comando idraulico che agisce sul pacco frizioni del DCT. Per evitare la sensazione di vuoto tipica dei sistemi puramente elettronici, Ferrari ha inserito un meccanismo passivo composto da una molla di precarico, una camma e un rullo che riproduce la curva di resistenza di una frizione tradizionale. Questo sistema meccanico costruisce il carico sotto il piede e garantisce una risposta immediata, mentre la sensoristica gestisce la sincronizzazione con motore e trasmissione.
Comportamento reale in uso
Nel comportamento pratico la frizione risponde come quella di una vettura con cambio classico: con una cambiate corretta l’innesto è fluido; con tempi sbagliati si possono avere strappi o addirittura lo stallo del motore. La modalità manuale copre le prime sei marce e la retromarcia e si attiva esclusivamente usando il pedale della frizione: non sono presenti palette al volante, una novità per Ferrari dopo molti anni. In modalità automatica il DCT gestisce tutto, ma è comunque possibile preselezionare la marcia con la leva e vedere in anteprima l’effetto sul contagiri prima che la cambiata avvenga.
La 12Cilindri Manuale permette tecniche di guida tradizionali come la doppietta in punta-tacco e lascia spazio agli errori tipici di un cambio manuale — ad esempio lo stallo in partenza se la frizione non viene gestita correttamente — riportando così sensazioni ormai rare su una Ferrari moderna.
Collaborazione tecnica e background nautico
Per sviluppare questo sistema Ferrari ha coinvolto anche il team che ha lavorato su HyperSail progetto di imbarcazione a vela della casa di Maranello che aveva adottato soluzioni tecnologiche affini in ambito nautico. L’interscambio tecnico ha permesso di applicare concetti di controllo elettronico e feedback tattile progettati per un ambiente diverso ma con esigenze di precisione analoghe.
Questa vettura rappresenta un esercizio di ingegneria che unisce il piacere tattile di un cambio manuale con la prontezza e l’affidabilità di una trasmissione moderna. È un passo ibrido fra tradizione e tecnologia, pensato per chi cerca il coinvolgimento diretto nella guida senza rinunciare alle prestazioni di un V12 da 6,5 litri capace di 830 CV.
Ferrari invita i lettori a confrontarsi sulle sensazioni che un progetto simile può suscitare: «Vogliamo la tua opinione!»
