A distanza di un mese dal debutto commerciale della Ferrari Lucela prima elettrica del marchio continua a essere al centro dell’attenzione. Sono circolate affermazioni secondo le quali alcuni punti vendita avrebbero invitato clienti a ordinare la vettura per non perdere privilegi legati allo status di collezionista: una tesi che la casa automobilistica ha deciso di chiarire pubblicamente.
Il Chief Marketing Officer di Ferrari, Enrico Gallieraha preso posizione rispondendo a una domanda ricevuta dai giornalisti: la versione diffusa è definita «falsa» e viene ricondotta a fraintendimenti sul profilo di clientela per cui la Luce è stata pensata. Nel suo intervento sono emerse ragioni concrete che, secondo l’azienda, renderebbero controproducente qualsiasi forma di vendita forzata del modello.
Dichiarazione ufficiale del CMO e conseguenze reputazionali
Galliera ha chiarito che «Di indiscrezioni sul mercato delle Ferrari ne escono tante, ma è falso». Ha inoltre ribadito che la posizione ufficiale dell’azienda è stata fin da subito trasparente: la Luce nasce per un profilo di cliente diversoe non è pensata come strumento per premiare automaticamente gli storici acquirenti di modelli a tiratura limitata. Il dirigente ha spiegato come, oltre a risultare ingannevole, una strategia di pressione potrebbe generare effetti negativi sul lungo periodo.
In particolare, Galliera ha sottolineato il rischio di trasformare clienti scontenti in “bad ambassador”ossia persone influenti che diffondono messaggi negativi sull’esperienza d’acquisto. Questo fenomeno può amplificare la percezione negativa del marchio e intaccare la fiducia di potenziali acquirenti, incidendo così non solo sulla singola operazione commerciale ma sull’immagine complessiva del brand.
Perdita di valore e impatto sul mercato dell’usato
Un’altra criticità evidenziata da Galliera riguarda l’effetto sul valore residuo delle vetture nel mercato della seconda mano. Se molti acquirenti acquistassero la Luce per ragioni diverse dalla soddisfazione personale e poi decidessero di rivenderla in breve tempo, si creerebbe un eccesso di offerta e una conseguente erosione dei prezzi. Questo meccanismo, sostiene la casa di Maranello, sarebbe dannoso per la valorizzazione dei modelli Ferrari in generale.
Stato degli ordini e composizione della clientela
Sull’andamento delle prenotazioni del nuovo modello, il manager ha evitato numeri precisi ma ha confermato che la realtà commerciale si sta muovendo in linea con le aspettative dell’azienda. Ha infatti dichiarato che il mix tra acquirenti nuovi e clienti storici si attesta approssimativamente al 50%un dato che Ferrari ritiene coerente con la strategia di posizionamento del veicolo.
Questo equilibrio tra volti nuovi e clienti consolidati indica, secondo la direzione marketing, che la Luce sta raggiungendo il profilo di utenza previsto. La casa non ha però fornito dettagli quantitativi aggiuntivi sulle unità ordinate o sui tempi di consegna, preferendo mantenere riservatezza sulle cifre commerciali sensibili.
Origine delle voci e natura delle segnalazioni
La narrazione iniziale relativa a presunte pressioni nelle concessionarie si è diffusa attraverso testimonianze anonime provenienti dall’ambiente dei collezionisti e di alcuni investitori. In tali raccomandazioni si ipotizzava che l’acquisto della Luce potesse essere percepito come un requisito per non perdere accesso privilegiato a modelli esclusivi o a future edizioni speciali.
Ferrari ha risposto a queste imputazioni spiegando che la strategia commerciale del marchio non contempla metodi di incentivazione tali da condizionare lo status dei clienti. La posizione ufficiale rimane che la Luce è rivolta a un pubblico differente e che gli storici clienti sono liberi di acquistare se lo desiderano, senza alcuna imposizione.
Nel dibattito attorno al lancio della Luce, la comunicazione del CMO fotografa la volontà del brand di tutelare la propria reputazione e il valore dei propri modelli: messaggi chiari su chi è il pubblico target e sui possibili effetti negativi di pratiche commerciali improprie sono stati utilizzati per arginare le indiscrezioni e ricondurre la discussione sui fatti reali.
