La Formula 1 si trova ad affrontare una situazione senza precedenti a causa del conflitto in Medio Oriente che sta mettendo a dura prova la pianificazione del campionato. Con le gare in Qatar e Abu Dhabi a rischio per il finale del 2026, e le prime tappe del 2027 in bilico, la Federazione Internazionale dell’Automobile (FIA) e Liberty Media stanno valutando scenari alternativi per garantire la continuità del campionato.
Il finale di stagione 2026 in bilico
Le tappe di Qatar e Abu Dhabi previste per chiudere il campionato 2026, sono attualmente confermate ma restano ad alto rischio a causa dell’instabilità geopolitica. Entro la fine di settembre, la FIA e Liberty Media dovranno prendere una decisione definitiva. Se le valutazioni di sicurezza sconsiglieranno la trasferta nel Golfo Persico, la Formula 1 attiverà il piano B, con Imola pronta a subentrare come sede del gran premio finale. L’autodromo Enzo e Dino Ferrari ospiterebbe l’evento nel mese di dicembre, due settimane dopo il Gran Premio di Las Vegas, portando il campionato a una quota complessiva di 22 o 23 gare.
Il calendario 2027: scenari alternativi
Guardando al 2027, la situazione è altrettanto incerta. Il Piano A prevede l’inizio del campionato a metà marzo con la doppietta Bahrain-Arabia Saudita seguita a inizio aprile dalle trasferte in AustraliaGiappone e Cina. Tuttavia, se le condizioni di sicurezza non lo consentiranno, entrerà in gioco il Piano B che vede il Gran Premio di Cina come gara inaugurale del mondiale, seguito dal Gran Premio del Giappone e poi dall’Australia.
I test invernali e le sfide logistiche
Un altro aspetto critico riguarda i test invernali che potrebbero essere svolti su piste europee come Barcellona o Portimão se le condizioni di sicurezza sconsiglieranno lo svolgimento in Bahrain. Le strutture di Montmeló in Spagna e dell’Algarve in Portogallo garantirebbero alle squadre costi logistici ridotti e una gestione ottimale dello sviluppo delle monoposto prima di spedire i materiali verso i mercati asiatici.
Le decisioni della FOM e le scadenze operative
Entro la fine di settembre, la FOM e la FIA definiranno ufficialmente il quadro normativo e logistico per i mesi a venire. La necessità di stabilire scadenze precise risponde all’esigenza dei team e dei trasportatori di pianificare le spedizioni marittime e aeree delle attrezzature con largo anticipo. La priorità dei vertici della Formula 1 rimane quella di tutelare l’incolumità del personale e garantire la stabilità economica degli accordi con i promotori.
Sia che la stagione 2026 debba trovare la sua conclusione sulla pista di Imola in pieno inverno, sia che il campionato 2027 debba ridefinire la propria geografia partendo dall’Estremo Oriente, la struttura del mondiale è pronta ad adattarsi. La capacità di rimodulare il calendario in base alla crisi geopolitica permetterà alla Formula 1 di salvaguardare la regolarità del campionato senza rinunciare agli standard operativi richiesti.
