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Gamma motori Suzuki Green Technology

Gamma motori Suzuki Green Technology

“Riduzione dei consumi e dell’impatto ambientale nel massimo piacere di guida” è lo slogan che Suzuki ha per i suoi nuovi modelli di auto, più precisamente nei segmenti citycar e compatte, focalizzando l’attenzione fin dal progetto alla efficienza, alla riduzione dei pesi e alle innovative tecnologie ibride.

Suzuki Green Technology è considerata dalla Casa giapponese come una formula specifica che riassume i punti focali da cui dar luce all’intero processo di sviluppo e di evoluzione della gamma: ridurre i pesi e aumentare l’efficienza dei motori, significa abbattere i consumi e i valori di emissione di particelle e sostanze inquinanti.

La Green Technology non è quindi soltanto un concetto applicato ai motori, ma parte anche dai lamierati, dalla scocca. Infatti l’integrazione di piattaforme modulari, caratterizzate da una riduzione di peso di circa il 15% rispetto a quelle attuali, riescono, a detta di tecnici Suzuki, a garantire comunque la rigidità necessaria per salvaguardare la sicurezza e al tempo stesso a offrire la giusta “elasticità” per offrire sensazioni di guida piacevoli.

In ottica di efficienza del gruppo motore, in Giappone stanno pensando a sistemi di recupero energia (sistemi che già anche in altre case sono installati) tramutando la fase di frenata in fonte di energia disponibile, a supporto ad esempio della batteria (sistema Ene-Charge).

Inoltre vi è l’obiettivo di migliorare l’efficienza del cambio.

Evoluzioni anche riguardo alle vetture ibride: all’Ene-Charge verrà affiancato un sistema chiamato ISG (Integrated Starter Generator), che altro non è che un modulo mild hybrid economico e compatto, che non prevede nel suo schema tecnico un vero e proprio motore elettrico indipendente, come quelli che si trovano sui sistemi full hybrid.

La riduzione dei consumi è un argomento legato a doppio filo con l’evoluzione dei prodotti Suzuki, come testimoniato dalla crescente efficienza meccanica dei prodotti di segmento A e B quali Alto e Swift, o ancora l’ultima generazione di Wagon R (nella top 3 del mercato Giapponese, non importata in Italia).

Suzuki si è posta alcuni obiettivi come ad esempio, per i motori a benzina, quello di raggiungere un valore di efficienza prossimo al 40% entro cinque anni. Possibile anche lo sviluppo di un motore di piccolissima cilindrata (650 cc) da applicare alle piccole utilitarie, ricavandone il massimo dell’efficienza, sia aspirati che turbo.

Sempre in tema di auto compatte, la gamma Suzuki ha introdotto in Europa la tecnologia DualJet, che sfrutta una doppia iniezione di carburante in grado di migliorare la nebulizzazione e quindi l’efficienza di combustione. Questi nuovi propulsori sfrutteranno sistemi di accensione di maggiore portata energetica, un innalzamento dei rapporti di compressione e sistemi EGR di recupero dei gas di scarico a basso attrito.

Altri obiettivi sono annotati nei quaderni della casa giapponese ma alcuni di essi non riguardano l’Europa, come ad esempio un piccolo motore diesel (inferiore a 1.0 di cilindrata), destinato al mercato indiano.

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