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Il mercato auto in Cina si contrae: sconti record e consolidamento

Le vendite di auto in Cina crollano, i concessionari tagliano i prezzi e le case locali avviano un consolidamento per mantenere la competitività.

Il più grande mercato automobilistico del pianeta sta attraversando una fase di profonda trasformazione. Dopo anni di crescita sostenuta, le immatricolazioni sono crollate, i prezzi sono sotto pressione e le case produttrici stanno ristrutturando le proprie attività per sopravvivere a un contesto più ostile.

Diminuzione delle immatricolazioni e fattori scatenanti

Nel mese di agosto le vendite di auto nuove in Cina sono scese del 24 % rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, toccando 1,5 milioni di unità. La contrazione è stata già anticipata da AlixPartners, che aveva previsto un calo del 10 % entro la fine del 2026, con un totale di 24,6 milioni di veicoli. Dario Duse, responsabile EMEA del team Automotive di AlixPartners, ha sottolineato che nei primi quattro mesi dell’anno le vendite sono diminuite del 18 % con una lieve ripresa negli ultimi mesi, ma comunque in territorio negativo.

Le ragioni di questo ribasso sono molteplici. L’interruzione degli incentivi governativi alla domanda, l’inaridita del settore immobiliare – tradizionalmente indicatore di ricchezza per i consumatori cinesi – e un rallentamento generale dell’economia hanno ridotto la propensione all’acquisto. In pratica, senza i sussidi che prima sostenevano le vendite, i consumatori hanno adottato un approccio più prudente, facendo scattare una vera e propria contrazione del mercato interno.

Guerra dei prezzi e pressione sui produttori stranieri

Nel tentativo di difendere le proprie quote, i grandi marchi internazionali hanno avviato una guerra dei prezzi senza precedenti. Secondo la China Passenger Car Association, gli sconti medi applicati alle auto a combustione interna sono stati del 23,4 % nell’ultimo mese analizzato, quasi il doppio della media del 2023 (13 %). Volkswagen e Toyota sono tra le case più colpite da questa dinamica, mentre la quota di mercato delle auto elettriche ha raggiunto il 65,2 % delle vendite totali, un nuovo record.

La conseguenza è un forte erosione dei margini per i produttori stranieri, già a corto di spazio sul mercato interno. La loro presenza in Cina è scesa al 34,4 % rispetto al 63 % del 2015, indicativa di una perdita di terreno significativa. Ridurre il prezzo delle auto a combustione interna può temporaneamente sostenere le immatricolazioni, ma non risolve il problema strutturale: la domanda è sempre più orientata verso l’ elettrificazione un segmento in cui i marchi cinesi vantano un vantaggio competitivo grazie a costi più contenuti, batterie prodotte localmente e software avanzato.

Consolidamento del settore e prospettive di esportazione

Oltre alla pressione sui prezzi, il mercato cinese sta vivendo un processo di consolidamento accelerato. Nel 2025 operavano più di 140 produttori di veicoli ecologici di cui oltre 110 contavano vendite annuali inferiori a 100 000 unità. La presenza di così tante aziende con volumi bassi rende difficile sostenere gli ingenti investimenti richiesti per intelligenza artificiale e software-defined vehicles. Il risultato atteso è una riduzione drastica del numero di attori, con le aziende più forti che assorbono i brand più deboli.

Per controbilanciare il calo interno, le case cinesi puntano a incrementare le esportazioni, con una previsione di 10 milioni di veicoli all’estero entro il 2026. Parallelamente, la produzione fuori dalla Cina dovrebbe raggiungere 3,4 milioni di unità entro il 2030, per mitigare i rischi legati a sovracapacità e a un eventuale ritorno di incentivi. Toyota rimane il leader mondiale nonostante le difficoltà, mentre Hyundai prevede un margine operativo del 7,3 % nel 2026, grazie a una strategia focalizzata su elettrificazione, software e posizionamento competitivo. Il panorama internazionale, quindi, è destinato a cambiare: le case cinesi, con prezzi più contenuti ma qualità in miglioramento, stanno erodendo le quote dei produttori tradizionali europei, giapponesi e coreani.

Scritto da Ilaria Mauri