Il Gran Premio del Bahrain, previsto per la domenica, doveva svolgersi sulla pista di Sepang in Malesia alle 9:00 ora italiana. Un intenso acquazzone ha già spinto gli organizzatori a rimandare la partenza, ma il vero colpo di scena si è verificato pochi minuti dopo, quando le monoposto hanno iniziato a rallentare senza motivo apparente, trasformando la gara in una sorta di “corsa di mattoncini”.
Lewis Hamilton, Max Verstappen e altri piloti hanno segnalato che, nonostante avessero premuto l’acceleratore, le loro vetture procedevano a passo d’uomo. Il fenomeno si è manifestato durante i due giri di formazione, quando le auto erano dietro la safety car, e ha indotto la dirigenza a riportarle ai box per un intervento d’emergenza.
Il guasto software durante i giri di formazione a Sepang
Secondo la comunicazione ufficiale della FIA, una “combinazione senza precedenti” di condizioni di pista bagnata, regime del motore molto basso e impostazioni di gestione energetica ha provocato una perdita di potenza in diverse monoposto. In modalità wet weather il software limita la potenza elettrica a 250 kW, rispetto ai 350 kW consentiti in condizioni normali. Nel tratto della curva 9, il sistema ha disattivato bruscamente l’MGU-K il componente che fornisce energia aggiuntiva in accelerazione.
Il meccanismo del continuous offset
Quando l’MGU-K si è spento, i sensori hanno interpretato la combinazione di bassa velocità e assenza di energia come una violazione del regolamento, attivando la procedura di continuous offset. Questa emergenza spegne forzatamente la potenza elettrica per 60 secondi e, in alcuni casi, riduce anche quella del motore termico, lasciando le vetture praticamente in panne.
Reazioni dei piloti e conseguenze sulla gara
Max Verstappen, che alla fine ha vinto il Gran Premio, ha paragonato la situazione alla “gara di Lego” di luglio, mentre Lewis Hamilton ha riferito di aver spento e riacceso il volante per tentare di risolvere il problema. Lando Norris ha dichiarato che l’incidente dimostra l’eccessiva dipendenza dell’attuale F1 dall’elettronica, e Carlos Sainz ha criticato il regolamento introdotto quattro-cinque anni fa, sostenendo che con i vecchi motori V8 non si sarebbe verificato nulla di simile.
Kimi Antonelli, giovane pilota della Mercedes, ha raccontato di essersi trovato circondato da altre quattro vetture fermate, creando una scena quasi surreale dietro la safety car. Nel frattempo, il responsabile tecnico della FIA per le monoposto, Nicholas Tombazis, ha ammesso che il software non è stato testato a fondo a causa della scarsa quantità di prove su circuito bagnato nell’anno corrente.
Implicazioni per il futuro dei motori di Formula 1
L’accaduto ha riacceso il dibattito sulla composizione dei propulsori. Dal 2023 la potenza del motore elettrico è quasi pari a quella del termico, dopo la rimozione dell’MGU-H che prima aiutava a mantenere più reattivo il turbocompressore. La FIA ha già annunciato che a partire dal 2027 i motori torneranno a essere più termici che elettrici, con un regolamento aggiornato per limitare le situazioni di perdita di potenza improvvisa.
Nel frattempo, gli ingegneri hanno dovuto correggere il bug in tempo reale, rilasciando un aggiornamento software durante la pausa di 45 minuti. La gara è ripartita con il classico ordine delle qualifiche, ma lo spettatore è rimasto con la sensazione di aver assistito a un videogioco glitchato più che a una gara di alta tecnologia.
