La stagione corrente del MotoGP è giunta al suo terzo quarto: su 22 gare programmate ne sono state già disputate 17. Il ventisettenne pilota italiano Marco Bezzecchi occupa la terza posizione nella classifica generale, a 44 punti dal leader Jorge Martin e a 42 da Marc Marquez, titolare di numerosi titoli mondiali.
La situazione attuale di Bezzecchi nel campionato
Con 37 punti ancora disponibili negli ultimi cinque gran premi, la differenza di 44 e 42 punti sembrerebbe ancora superabile. Bezzecchi ha collezionato finora un numero di podi e vittorie che lo rendono uno dei principali contendenti, ma la distanza con i primi due è sufficiente a generare dubbi sulla fattibilità di una rimonta completa. La matematica del campionato, infatti, non esclude una riconquista del titolo, ma richiede un livello di costanza e di vittorie consecutive raramente osservato nella storia della classe regina.
Un ritorno dal terzo posto: poco comune nella classe regina
Analizzando le 77 edizioni del campionato mondiale di 500 cc e, successivamente, del MotoGP, si scopre che soltanto una volta un pilota ha potuto contendere seriamente il titolo partendo dal terzo posto dopo il terzo quarto di stagione. La rarità di questo fenomeno è legata alla struttura del calendario, in cui le prime gare tendono a definire il capitolo di chiusura della stagione. In pratica, il terzo posto a tre quarti di calendario rappresenta quasi sempre un punto di fermata, non un trampolino di lancio.
L’unico caso storico del 1952
Il caso eccezionale si verificò nel 1952, nell’ultima gara della stagione che si svolse sul circuito del Montjuïch a Barcellona. Il regolamento prevedeva uno schema di punteggio 8-6-4-3-2-1. Prima della gara finale, Umberto Masetti (Gilera) era a 22 punti, Reg Armstrong (Norton) a 20 e Leslie Graham (MV Agusta) a 17. Mentre Masetti e Armstrong avevano già messo le basi per la vittoria, il terzo posto, Graham, era ancora in gioco. Alla fine, Masetti vinse il titolo, mentre Graham si limitò al terzo posto e Armstrong non superò la quinta posizione. Con solo otto gare in calendario, quel risultato mostrava come, già allora, fosse difficile ribaltare la classifica a distanza di tre quarti di stagione.
Il confronto con le epoche moderne
Nel corso dei decenni il Motomondiale ha subito profonde trasformazioni: aumento del numero di gare, evoluzione delle moto, e una più ampia diffusione di punti per piazzamenti più bassi. Tuttavia, anche nella più recente era dei piloti multimondiali, i grandi recuperi dal terzo posto rimangono rari. Esempi della Formula 1, come le vittorie di John Surtees (1964) o Sebastian Vettel (2010), mostrano che il contesto a due ruote si comporta in modo diverso, con meno apertura nelle fasi finali della stagione.
Prospettive per il resto della stagione
Con le cinque gare rimaste, Bezzecchi dovrà massimizzare ogni occasione: vittorie, podi e, soprattutto, limitare al minimo i punti ai suoi due principali rivali. Una serie di prestazioni dominanti in circuiti tecnicamente favorevoli alle sue capacità di trotting e freccia potrebbe ridurre il divario. Nel caso in cui ci fosse una flessione nei risultati di Martin o Marquez, la porta del titolo rimarrebbe spalancata. La sfida è quindi più matematica che tecnica: la costanza delle proprie prestazioni e la capacità di pressare gli avversari nei momenti decisivi saranno gli ingredienti fondamentali per riscrivere la storia di questa stagione.
