Il 6 ottobre 2025, sulla Interstate 4 in Florida, una Tesla Model 3 si è fermata in mezzo all’autostrada, causando un Incidente mortale. La vettura, con il sistema di assistenza alla guida attivo, è stata centrata in pieno da un camion. Il conducente della Tesla è deceduto sul colpo, mentre i due conducenti dei camion coinvolti non hanno riportato ferite.
L’incidente ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei sistemi di assistenza alla guida, in particolare dell’Autopilot e del Full Self-Driving (FSD) di Tesla. La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha ricevuto un rapporto da Tesla che conferma l’attivazione del sistema al momento dell’impatto, ma molte domande rimangono senza risposta.
Le circostanze dell’incidente
La Tesla Model 3 era ferma con una velocità registrata di 0 km/h al momento dell’impatto, che è avvenuto su una corsia con un limite di velocità di circa 105 km/h. La Florida Highway Patrol non ha ancora stabilito perché la vettura si trovasse in quella posizione. Il rapporto inviato da Tesla alla NHTSA indica che il sistema di automazione era attivo, ma non fornisce dettagli completi sulla dinamica dell’incidente.
Tesla ha oscurato alcune informazioni chiave, tra cui la descrizione dell’incidente e la versione del software installata sulla vettura. Questo ha alimentato le critiche sulla trasparenza dei dati relativi ai sistemi di assistenza alla guida. La Standing General Order della NHTSA obbliga i costruttori a segnalare incidenti nei quali un sistema di guida assistita era attivo nei 30 secondi precedenti allo schianto, ma i dettagli tecnici spesso rimangono riservati.
Il dibattito sulla sicurezza dei sistemi di assistenza alla guida
L’incidente della Interstate 4 non è un caso isolato. Negli Stati Uniti sono stati segnalati altri episodi simili, nei quali vetture Tesla si sono fermate in carreggiata con il sistema di assistenza alla guida attivo. Questi incidenti hanno sollevato preoccupazioni sulla sicurezza dell’Autopilot e del Full Self-Driving (FSD) che, nonostante il nome, non offrono una guida autonoma completa.
È fondamentale ricordare che sia l’Autopilot sia il FSD sono classificati come sistemi di livello 2, il che significa che possono intervenire su sterzo, acceleratore e frenata, ma il controllo del veicolo resta sempre responsabilità del conducente. Tesla ribadisce che il conducente deve essere sempre attento e pronto a intervenire quando necessario.
L’uso improprio dei sistemi di assistenza alla guida
Un fenomeno preoccupante è l’uso improprio dei sistemi di assistenza alla guida da parte di alcuni conducenti. Video online mostrano persone che dormono, giocano ai videogame o lavorano al computer mentre l’auto è in movimento con il sistema FSD attivo. Questi comportamenti, oltre a essere pericolosi, sono illegali e mettono a rischio la sicurezza stradale.
Tesla ha implementato misure per mantenere il conducente attivo, come telecamere interne che tracciano gli occhi del conducente ed emettono avvisi. Tuttavia, alcuni utenti hanno trovato modi per aggirare questi controlli, come piazzare una banconota sulla telecamera interna per ingannare il sistema. Questi trucchi, oltre a essere inutili, possono avere conseguenze gravi in caso di incidenti.
Le implicazioni legali e le cause in corso
Tesla sta affrontando numerose cause legali legate ai suoi sistemi di assistenza alla guida. L’NHTSA ha innalzato la sua indagine sull’FSD a un’analisi ingegneristica che copre 3,2 milioni di veicoli. Inoltre, la società ha perso una causa da 243 milioni di dollari per un incidente mortale legato all’Autopilot.
I dati della stessa Tesla mostrano che gli incidenti legati ad Autopilot e FSD hanno raggiunto il record di 207 in un solo mese. Questi numeri potrebbero essere utilizzati dalla NHTSA e dagli avvocati delle vittime nelle future cause legali. È essenziale che i conducenti comprendano i limiti dei sistemi di assistenza alla guida e mantengano sempre il controllo del veicolo.
L’indagine sull’incidente della Interstate 4 è ancora in corso, e i dati tecnici sono disponibili alle autorità in forma strutturata, ma senza una spiegazione ufficiale completa della dinamica. Questo caso, insieme ad altri simili, sottolinea l’importanza di una maggiore trasparenza e di un uso responsabile dei sistemi di assistenza alla guida.
