Chi c’entra: automobilisti, passeggeri di servizi di ride‑hailing, rider e operatori di robotaxi. Dove succede: soprattutto su strada e nei parcheggi. Perché ne parliamo: per evitare urti evitabili, ridurre ritardi e rendere più rapida la gestione dei disservizi. In gioco c’è la sicurezza di tutti e l’affidabilità della mobilità quotidiana.
Piccole novità, grande impatto
Negli ultimi mesi alcune aziende e amministrazioni hanno introdotto pratiche operative semplici ma efficaci per limitare i problemi legati all’apertura delle portiere. Non sono magie tecnologiche: sono accorgimenti organizzativi, istruzioni chiare e comportamenti da adottare ogni giorno che, combinati, riducono i ritardi e i rischi.
Come aprire la portiera senza mettere in pericolo gli altri
La regola d’oro è trasformare il gesto di scendere dall’auto in una piccola routine. Prima di aprire, dare uno sguardo allo specchietto, controllare l’angolo cieco e osservare la carreggiata: basta un secondo in più per impedire una collisione con un ciclista o un pedone. Spesso questo controllo manca perché si dà per scontato che non passi nessuno; invece è proprio qui che si annidano gli incidenti più banali.
Una tecnica praticissima è il cosiddetto “metodo olandese”: aprire la portiera con la mano opposta al lato da cui si esce (per esempio, la mano destra per la portiera sinistra). Quel movimento costringe a ruotare il busto e a guardare fuori, rendendo molto più probabile notare un pericolo in arrivo. Inoltre, aprire lentamente e tenere la mano libera pronta a frenare la portiera evita aperture brusche che possono far cadere o colpire chi passa.
Abitudini facili da adottare
– Non aprire la portiera finché il veicolo non è fermo del tutto. – Nei parcheggi o in corsie con scarsa visibilità, scendere dal lato più protetto, possibilmente verso il marciapiede. – Con bambini a bordo, attivare il blocco porte o usare un fermo che impedisca aperture improvvise. – In contesti affollati, avvisare con un semplice “attenzione” chi si trova nelle vicinanze: a volte una parola vale più di un gesto. Queste abitudini non richiedono tempo né attrezzature speciali, ma migliorano notevolmente la convivenza tra auto, bici e pedoni.
Robotaxi, rider e punti critici nuovi
L’arrivo dei veicoli autonomi ha creato scenari inattesi: rider che consegnano vicino a vetture parcheggiate, passeggeri che interagiscono con robotaxi e operatori che devono intervenire in caso di malfunzionamenti. In alcuni prototipi il sistema non permette la ripartenza se una portiera rimane aperta: per sbloccare la situazione è spesso necessario l’intervento di una persona che chiuda manualmente la porta. È un promemoria pratico: la tecnologia non elimina del tutto la necessità di gesti elementari, e questi gesti devono essere pianificati.
Per ridurre i conflitti operativi si stanno sperimentando soluzioni concrete: corridoi di accesso distinti per i rider, segnaletica temporanea nei punti di consegna, formazione dedicata per chi lavora alle consegne e protocolli chiari su come aprire e chiudere le porte. Mettere in chiaro i ruoli e i percorsi riduce incidenti, tempi di attesa e incomprensioni tra operatori diversi.
Questioni pratiche ed etiche da risolvere
Quando la chiusura della portiera viene affidata a una persona, emergono problemi concreti: costi aggiuntivi, responsabilità in caso di danni, sicurezza degli operatori che si espongono al traffico. Serve trasparenza su chi è responsabile per eventuali danni e su come proteggere i dati raccolti dai veicoli quando intervengono operatori esterni. Sono questioni che coinvolgono norme, assicurazioni e diritti del lavoro e che vanno affrontate prima che la pratica si diffonda su larga scala.
Le autorità stanno valutando aggiornamenti normativi: definire criteri chiari per l’attribuzione delle responsabilità, standard tecnici che evitino blocchi dovuti a porte malchiuse e procedure di certificazione per i sistemi di bordo. Nel frattempo le flotte sperimentali raccolgono dati su quante volte servono interventi manuali e quanto costano: questi numeri guideranno le scelte future.
Portiere bloccate dal gelo: cosa fare senza peggiorare la situazione
Il ghiaccio può fermare sia la serratura sia la guarnizione. Prima di agire, capire quale componente è interessato: se è la serratura, uno spray deghiacciante specifico è la soluzione più sicura; l’alcol isopropilico funziona come alternativa perché scioglie il ghiaccio senza corrodere i meccanismi. Evitare fonti di calore dirette o fiamme libere che possono danneggiare vernice e guarnizioni.
Piccole novità, grande impatto
Negli ultimi mesi alcune aziende e amministrazioni hanno introdotto pratiche operative semplici ma efficaci per limitare i problemi legati all’apertura delle portiere. Non sono magie tecnologiche: sono accorgimenti organizzativi, istruzioni chiare e comportamenti da adottare ogni giorno che, combinati, riducono i ritardi e i rischi.0





