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Il nuovo Ducati Monster V2 segna un chiaro tentativo di rinnovamento per una delle naked iconiche di Borgo Panigale. Il modello mantiene il legame emotivo con il passato attraverso dettagli estetici e soluzioni di montaggio curate, pur avendo perso alcuni tratti tecnici storici. La versione 2026 offre una dotazione tecnologica aggiornata e una guida più accessibile, mirata ad ampliare la base di appassionati senza rinunciare all’identità del modello.
Linee, qualità costruttiva e riferimenti al passato
La nuova interpretazione prosegue la transizione descritta in apertura, con un equilibrio tra memoria storica e modernità. Il profilo del veicolo mantiene riferimenti alla seconda generazione, visibili nel disegno del serbatoio con prese d’aria e nella sella monopezzo. Al contempo la rimozione del traliccio e del monobraccio ribadisce una scelta tecnica coerente con le evoluzioni recenti del modello.
La qualità costruttiva si percepisce nei dettagli: plastiche ben accoppiate, cablaggi ordinati e incisioni con coordinate sul fianco destro. Le soluzioni di layout privilegiano la pulizia della V del motore e un instradamento dei tubi meno esibito rispetto alle versioni storiche. Dal punto di vista estetico, queste scelte mirano a coniugare un aspetto contemporaneo con il richiamo al patrimonio tecnico di Borgo Panigale.
Finiture e particolari
Proseguendo il progetto estetico, la vettura presenta una cura costruttiva evidente nei dettagli funzionali. I comandi elettrici risultano pratici e intuitivi, ma possono apparire meno premium rispetto allo standard percepito del marchio.
Il forcellone in alluminio e il nuovo telaietto misto, che combina acciaio e tecnopolimeri, definiscono una silhouette muscolosa e contemporanea. Il monoammortizzatore è più esposto, una scelta che accentua l’immagine naked e facilita l’ispezione tecnica e la manutenzione.
Dal punto di vista strategico, la soluzione strutturale privilegia robustezza e leggerezza, mantenendo coerenza con il patrimonio tecnico di Borgo Panigale.
Il cuore: il nuovo bicilindrico a V
La novità principale è il nuovo motore bicilindrico a V con fasatura variabile. Il propulsore è pensato per offrire risposta pronta e coppia significativa ai regimi medi. La coppia massima dichiarata è di 93 Nm, con circa il 70% già disponibile a bassi regimi. Questa caratteristica facilita le ripartenze e l’uso quotidiano in città. Sono previste tre mappature di potenza e una modalità dedicata al bagnato per adattare il comportamento della moto alle diverse condizioni. Le versioni full power raggiungono circa 111 CV, mentre è disponibile una declinazione depotenziata a 35 kW per la patente A2. Il pacchetto tecnico si integra con la filosofia costruttiva di Borgo Panigale, garantendo equilibrio tra prestazioni e fruibilità.
Trasmissione e manutenzione
La trasmissione adotta il Ducati Quick Shift 2.0 per cambi marcia rapidi e precisi, con interventi pensati per favorire la guida sportiva e urbana. La frizione antisaltellamento con comando idraulico riduce lo sforzo sulla leva di circa il 15% rispetto alla versione precedente, migliorando il comfort e la gestione nel traffico.
Dal punto di vista della manutenzione, l’intervallo per il controllo del gioco valvole è fissato a 45.000 km, valore che incide positivamente sui costi di esercizio rispetto alle intervalli tradizionali. Il piano di assistenza prevede controlli periodici mirati a preservare affidabilità e prestazioni del propulsore.
Ciclistica, sospensioni e comportamento dinamico
La nuova sezione ciclistica prosegue la trattazione tecnica iniziata nella parte sulle trasmissioni. La struttura monoscocca in alluminio integra anche l’airbox e resta l’elemento portante del telaio. Questa soluzione contribuisce a contenere peso e ingombri mantenendo rigidezza torsionale adeguata per la guida sportiva.
Il peso a secco è stato confermato attorno ai 175 kg. Le geometrie aggiornate, con interasse leggermente più lungo e modifiche marginali a cannotto e avancorsa, mirano a migliorare prontezza e stabilità in curva. Il risultato è un compromesso tra agilità in ingresso e stabilità alle alte velocità.
La dotazione ruote e impianto frenante sottolinea l’indirizzo sportivo del progetto. I cerchi da 17 pollici montano Pirelli Diablo Rosso IV, mentre l’impianto Brembo con pinze M4.32 garantisce modulazione e potenza di arresto coerenti con l’assetto previsto.
Dal punto di vista dinamico, il pacchetto sospensioni prevede regolazioni accessibili per adattare assetto e risposta alle diverse condizioni d’uso. La messa a punto favorisce progressività nelle escursioni e controllo nei trasferimenti di carico, elementi utili sia in strada sia in guida più impegnativa.
Il piano di assistenza descritto in precedenza completa l’approccio progettuale, assicurando controlli periodici mirati a preservare affidabilità e rendimento della ciclistica nel tempo. Un aggiornamento futuro del setup ammortizzatori è atteso per ottimizzare ulteriormente il comportamento alla luce dei primi riscontri dinamici.
Punti di forza e limiti
In continuità con l’attesa di un aggiornamento agli ammortizzatori, il Monster conferma un comportamento dinamico orientato all’agilità. In pista e sul misto la moto risulta pronta nei cambi di direzione grazie alla riduzione degli attriti e a un assetto snello. Il telaio e la distribuzione dei pesi favoriscono una guida intuitiva anche ad andature sostenute.
Tuttavia, il principale vincolo deriva dalle sospensioni non regolabili (fatta eccezione per il precarico del mono). In frenate decise e su asfalti irregolari si avverte un beccheggio più marcato e una risposta meno raffinata rispetto a competitor con regolazioni più estese. La frenata, seppure efficace, punta alla modulabilità; le pastiglie sviluppate ad hoc privilegiano una progressività d’intervento piuttosto che aggressività massima.
Dal punto di vista strategico, l’aggiornamento degli ammortizzatori rappresenta la leva principale per ridurre il divario con modelli più sofisticati e per migliorare la sensazione di controllo in condizioni estreme. Azioni concrete implementabili includono una taratura differenziata del mono e prove comparative su asfalti variabili per calibrare il setup ottimale.
Elettronica, dotazione e impiego quotidiano
Dopo le osservazioni sul setup sospensioni, la moto conferma una dotazione elettronica completa che supporta l’uso quotidiano e il turismo leggero. Il pacchetto include ABS cornering, controllo di trazione e gestione avanzata del freno motore, funzioni facilmente selezionabili in traffico e su strade aperte.
Il display TFT da 5 pollici con connettività Bluetooth rende immediata la personalizzazione dei parametri di guida e la visualizzazione delle informazioni di bordo. L’anti-impennata migliora la gestione della coppia ai bassi regimi, mentre l’ergonomia e la sella a 810 mm mantengono l’accessibilità per un pubblico eterogeneo, dal pendolare al motociclista alle prime armi. Dal punto di vista strategico, la combinazione di elettronica e leggerezza supporta sia il commuting quotidiano sia le escursioni del weekend, preservando prestazioni elevate senza rinunciare alla semplicità d’uso.
La nuova Monster V2 prosegue la linea di leggerezza già evidenziata, con due colorazioni principali: Ducati Red e Iceberg White. È offerta in due allestimenti: Monster e Monster+, quest’ultimo con cupolino e coprisella passeggero. I prezzi partono da circa 12.890 € per la versione base in rosso. La versione Monster+ in Iceberg White si colloca a circa 13.490 €, mentre la variante depotenziata viene proposta intorno a 11.890 €. La gamma è pensata sia come primo mezzo per i giovani sia per i motociclisti esperti in cerca di una naked bilanciata, con possibilità di personalizzazione tramite allestimenti.





