Il gran premio di Miami 2026 si è chiuso con un colpo di scena che ha coinvolto Charles Leclerc e la Scuderia Ferrari. Dopo un contatto con le barriere alla curva 3 nell’ultimo giro, la SF-26 ha ripreso la marcia ma non è riuscita a restare sempre entro i limiti dell’asfalto, utilizzando ripetutamente le vie di fuga. La Direzione Gara ha poi esaminato i fatti e, il 03/05/26, ha emesso una decisione che ha influito direttamente sulla classifica finale: +20 secondi sul tempo di gara, corrispondente a un drive-through convertito.
Nel comunicato degli steward emerge che la sanzione è scattata per la violazione dell’Articolo B1.8.6 del regolamento FIA F1. I commissari hanno concentrato l’attenzione su più episodi verificatisi nell’ultimo giro: il testacoda, il contatto con la Mercedes di George Russell e i tagli di percorso ripetuti. Sebbene il contatto con Russell non abbia comportato provvedimenti, il comportamento fuori tracciato è stato ritenuto determinante per infliggere la penalità.
Cosa è successo nell’ultimo giro
La dinamica che ha portato alla decisione è semplice nella sostanza ma complessa nei dettagli: Leclerc ha perso il controllo in curva 3, è andato in testacoda e ha colpito le barriere; dopo il rientro in pista la vettura ha manifestato difficoltà nello sterzare verso destra, costringendo il pilota a utilizzare porzioni asfaltate esterne per proseguire. I filmati, i dati GPS e le telemetrie confermano i ripetuti passaggi oltre i limiti del tracciato, ovvero il cosiddetto taglio del tracciato, che secondo gli steward ha prodotto un vantaggio duraturo rispetto ai concorrenti.
Il testacoda e il contatto con Russell
Durante la ricostruzione gli steward hanno valutato separatamente il colpo alle barriere e il contatto con la Mercedes: il primo episodio ha provocato danni alla SF-26 visibili nel comportamento della vettura, il secondo è stato annotato ma non ritenuto sanzionabile. Le immagini di bordo e le registrazioni radio sono state fondamentali per stabilire che, nonostante il danno, non esistevano elementi sufficienti per una squalifica per condizione insicura. Di conseguenza la decisione si è concentrata sul fatto che il pilota abbia lasciato il tracciato senza una giustificazione valida ai sensi del regolamento.
Perché è stata applicata la sanzione
Gli steward hanno richiamato il principio secondo cui un problema meccanico non autorizza automaticamente l’abbandono dei limiti del tracciato se da questo deriva un beneficio in termini di posizione o tempo. Nel verbale ufficiale si legge che il taglio delle chicane e delle curve ha consentito a Leclerc di mantenere una posizione che altrimenti sarebbe stata persa, configurando così la violazione dell’Articolo B1.8.6. La pena prevista in pista sarebbe stata il drive-through, trasformato in 20 secondi di penalità perché la gara era terminata al momento della decisione.
Dati e prove analizzate
I commissari hanno preso in esame telemetria, tracciamento GPS, filmati esterni e onboard, oltre alle comunicazioni tra pilota e box. Queste evidenze hanno permesso di stabilire il numero e la natura delle uscite dalla pista; tuttavia gli steward hanno sottolineato che non sono state trovate prove di un danno così macroscopico da rendere la vettura ingovernabile, elemento che ha escluso una sanzione addizionale per guida in condizioni insicure.
Conseguenze in pista e reazioni
Con l’aggiunta dei 20 secondi, Leclerc è scivolato dal sesto all’ottavo posto, venendo superato da piloti come Lewis Hamilton e dalla Alpine di Franco Colapinto. La penalità ha comportato una perdita di punti importante per la Ferrari: secondo la ricostruzione, il pilota ha infatti lasciato per strada punti preziosi rispetto al risultato che aveva ottenuto sul campo, aggravando una giornata che fino a pochi giri dalla fine sembrava ancora favorevole.
Alla fine della gara il pilota ha riconosciuto l’errore: in conferenza Leclerc ha ammesso la responsabilità per quanto accaduto nell’ultimo giro, sottolineando il dispiacere per la squadra e per i tifosi. La vicenda mette in evidenza come, in Formula 1, la gestione dei danni e il rispetto dei limiti del tracciato siano tanto tecnici quanto regolamentari: un guasto può essere reale ma non sempre costituisce una giustificazione per uscire dall’asfalto se ciò crea un vantaggio cronometro o di posizione.

