La Mercedes Classe S si presenta al pubblico con un restyling che non stravolge la formula ma ne accentua alcuni tratti distintivi. Dopo il rinnovamento esterno e l’evoluzione dell’abitacolo, l’obiettivo dichiarato è confermare la leadership come berlina di rappresentanza, integrando nuove funzioni di guida assistita e aggiornamenti ai motori. In questa panoramica valutiamo le scelte estetiche, la qualità percepita degli interni, la dotazione tecnologica e il comportamento su strada.
Modifiche estetiche e impressione su strada
All’esterno la Mercedes Classe S riceve interventi mirati: una nuova griglia con le stelle integrate e fari ridisegnati, con la nuova firma luminosa a forma di stella. Sono aggiornamenti che puntano a rinfrescare l’immagine senza rivoluzionarla e che rendono la vettura più presente in strada, soprattutto con colori vivaci come il Patagonia Red. Le proporzioni rimangono quelle di una grande berlina: 5,28 metri di lunghezza, 1,92 metri di larghezza e un passo di 3,11 metri, dimensioni che la collocano tra i grandi riferimenti del segmento.
Meccanicamente la gamma proposta comprende motori a sei cilindri in linea MHEV da 3.0 litri e un V8 MHEV 4.0 litri per la S 580. Le cifre parlano chiaro: la S 500 offre 449+23 CV e 600 Nm, mentre la S 580 raggiunge 537+23 CV e 750 Nm, con accelerazioni 0-100 km/h rispettivamente di 4,5 e 4,0 secondi. In autostrada la vettura si conferma stabile e sicura anche a velocità elevate, grazie anche alla limitazione elettronica impostata a 250 km/h.
Interni: lusso percepito, punti critici e il ruolo del Superscreen
L’abitacolo è l’area dove la Classe S mostra sia i suoi punti di forza sia alcune scelte discutibili. L’assemblaggio è curato e la seconda fila è particolarmente convincente: sedili posteriori con riscaldamento, ventilazione e funzione massaggio rendono il viaggio di livello superiore, soprattutto nelle versioni con console centrale divisoria che aumenta la sensazione di esclusività.
Tuttavia, alcuni dettagli materiali stonano: le bocchette dell’aria sulla plancia sono realizzate in plastica, elemento che pesa sulla percezione di pregio complessiva, e le superfici in Piano Black donano lucentezza ma non sempre una sensazione premium. Queste scelte hanno sollevato critiche tra gli appassionati, pur non intaccando la sostanza dell’esperienza di bordo.
La vettura adotta il nuovo Superscreen evoluzione dell’Hyperscreen. Pur essendo tecnologicamente avanzato, il sistema continua a mostrare limiti pratici: la disposizione degli schermi crea ampie cornici nere tra la porzione centrale e quella dedicata al passeggero, dando un effetto meno continuo di quanto ci si aspetterebbe. Funzionalmente il Superscreen offre molte opzioni, ma alcune risultano ridondanti rispetto a ciò che ormai uno smartphone può già gestire, se non in scenari specifici come videoconferenze o utilizzo della fotocamera integrata.
Posti posteriori e intrattenimento
Dietro, la dotazione multimediale prevede schermi individuali integrati negli schienali anteriori: non paragonabili allo spettacolo offerto da alcune concorrenti con display panoramici, ma efficaci nel garantire attività separate per ciascun passeggero. La sensazione generale è di grande comfort e isolamento dalla strada, caratteristica centrale nella filosofia della Classe S.
Comportamento su strada e assistenza alla guida
Guidare la Classe S significa sperimentare un mix di silenzio, stabilità e facilità di gestione. Il lavoro delle sospensioni e l’isolamento acustico consentono di viaggiare in un ambiente raccolto; anche su superfici irregolari l’auto filtra bene le asperità. Le ruote posteriori sterzanti fino a 10 gradi aiutano nelle manovre e rendono sorprendentemente agile una vettura dalle dimensioni generose.
La gamma meccanica, che include anche versioni diesel per alcuni mercati, conferma prestazioni su livelli elevati: il V8 dal carattere più sportivo e i sei cilindri più equilibrati per uso quotidiano. Un appunto riguarda i freni, che mostrano una corsa iniziale ampia e talvolta richiedono una pressione maggiore per ottenere decelerazioni nette, con qualche strappo nelle ripartenze in traffico intenso.
Sul fronte della guida assistita, la Classe S propone sistemi avanzati di livello 2 pensati per ambiente urbano e autostradale: dalla riproduzione delle manovre di retromarcia registrate fino al mantenimento della corsia e all’adattamento al traffico. L’esperienza complessiva è convincente, anche se non priva di momenti in cui l’intervento umano rimane necessario.
Alcune scelte estetiche ed interne dividono, ma la sostanza rimane solida: motori potenti, guida isolata e dotazione tecnologica di alto livello fanno della Classe S una proposta ancora difficile da ignorare nel segmento.
